Welfare, Pellegrino (Italia in Comune): “Aula dice sì al Caregiver familiare. Legge da me voluta per riconoscere figura chiave nell’assistenza”

“Questa legislatura dimostra di essere sempre più attenta ai bisogni reali dei soggetti più fragili. E il voto unanime e trasversale alla mia proposta di legge lo dimostra a chiare lettere. Oggi abbiamo centrato un altro obiettivo qualificante con una legg chee tutela sia i cittadini più fragili, sia i loro congiunti impegnati nell’assistenza familiare”.

Esprime soddisfazione il presidente regionale di Italia Comune, Paolo Pellegrino, per il via libera in Consiglio regionale alla legge “Norme per il sostegno del caregiver familiare”.

“La mia legge regionale – spiega Pellegrino – dà la giusta dignità a una figura inserita a livello nazionale nella Legge Finanziaria del 2017 ma mai pienamente attuata: il cittadino che assiste un disabile grave nel proprio ambito familiare contribuendo di fatto, a mero titolo gratuito ed etico, all’integrazione del servizio del sistema sanitario”.

La legge regionale disciplina infatti tale figura: il caregiver familiare è la persona che assiste e si prende cura del coniuge (anche per le unioni civili delle stesso sesso), del convivente di fatto, di un familiare o di un affine entro il secondo grado, di un familiare entro il terzo grado che, a causa di malattia, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative, non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé, tanto da necessitare di assistenza globale e continua di lunga durata.

E proprio al fine di favorire il mantenimento della persona assistita al proprio domicilio, il caregiver familiare, previo consenso del soggetto interessato, deve essere coinvolto in modo attivo nell’ambito del PAI, il Progetto Assistenziale Individuale per le persone disabili e per le persone anziane non autosufficienti. Ma non solo. Per favorire la valorizzazione delle competenze maturate, l’accesso o il reinserimento lavorativo del caregiver familiare, l’esperienza maturata nell’attività di assistenza e cura prestata potrà essere essere certificata sia per il riconoscimento della figura di assistente familiare sia come credito formativo per l’accesso ai percorsi formativi finalizzati all’acquisizione della qualifica di operatore socio-sanitario.

“Sono orgoglioso del lavoro svolto – dice ancora Pellegrino – se penso ai tanti cittadini silenti e che ogni giorno prestano cure e sostegno, dalla somministrazione di pasti al disbrigo delle pratiche burocratiche del disabile, senza alcun riconoscimento. E non a caso l’ISTAT ci dice che in Italia, il caregiver familiare dedica in media circa sette ore al giorno all’assistenza diretta e circa undici ore di sorveglianza (attiva o passiva). Di conseguenza, il 66% dei caregiver familiari ha dovuto abbandonare il lavoro, il 10% ha richiesto un lavoro part-time e il 10% ha dovuto cambiare mansione orientandosi verso una attività meno impegnativa. Bene, ora in Puglia abbiamo davvero voltato pagina tutelando questa figura. Ora – conclude – ci auguriamo che il Governo nazionale, fortemente in ritardo sul tema, emani i decreti attuativi della legge Finanziaria in modo da sbloccare i fondi previsti e dai quali la Regione Puglia potrà attingere per sostenere in modo attivo tali figure assistenziali. Allo stesso tempo occorrerà l’impegno a promuovere sul territorio azioni di informazione sul tema”.— 


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