Cobas Brindisi:Lo sciopero proclamato per la intera giornata di Venerdì 7 Febbraio dalle oltre 40 lavoratrici del servizio di assistenza domiciliare ,chiamato ADI-SAD, è pienamente riuscito.

La consapevolezza del taglio dei soldi riservati al servizio , che equivale ad un milione di euro, insieme  alla difficoltà di realizzare da parte del Comune di una soluzione alternativa hanno portato numerose lavoratrici a partecipare al sit in ed al successivo incontro con il Sindaco di Brindisi , Riccardo Rossi.

Il servizio ADI-SAD vive con le risorse economiche del Comune fino al 31 Marzo 2020

All’incontro con il Sindaco erano presenti anche Isabella Lettori, assessore ai servizi sociali, e Costantino Del Citerna, dirigente dei servizi sociali.

Il Sindacato Cobas ha posto una domanda all’inizio dell’incontro:

Il servizio ADI-SAD vive con le risorse economiche del Comune fino al 31 Marzo 2020.

Dal 1 Aprile 2020 cosa accade per il servizio dell’assistenza domiciliare Adi- Sad, partendo dalla decisione della Amministrazione Comunale di tagliare il servizio per 1 milione di euro?

La risposta del Sindaco Rossi si compone di 3 pezzi per una completa soluzione e prosecuzione del servizio, cosa su cui abbiamo mostrato molti dubbi per la sua reale attuazione.

I 3 pezzi che dovrebbero concorrere alla soluzione sono:

1)   Compartecipazione dell’utente alla spesa che fino ad oggi non c’è mai stata.Di fatto un ulteriore ticket alle famiglie  operaie.

2)   Aspettare che la Regione Puglia destini al Comune dei fondi del così definito “Piano Povertà”, che verrebbe destinato in particolare al Sad, servizio di assistenza domiciliare.

3)   Il 13 ci sarà un incontro con l’ASL nel tentativo di assegnare loro completamente quanti più pazienti possibili nel servizio Adi, assistenza domiciliare integrata.

La nostra riflessione è stata che intanto l’Amministrazione elimina di fatto il suo intervento economicoper il servizio Adi-Sad, nella speranza di poter comporre una soluzione con soggetti terzi.

Si tagliano quindi  i diritti costituzionali dei cittadini come quello della salute per necessità di bilancio.

Avevamo visto giusto quando già da tanti mesi abbiamo portato le nostre proteste per le scelte operate dalla Amministrazione Comunale nella piazza davanti il Comune di Brindisi.

Vediamo una sicura  difficoltà nel ricevere  i fondi della Regione e soprattutto nella Asl che tende ,proprio per le persone più gravi , a fare un passo indietro nelle cure affermando che tanto non possono migliorare.

E’ quello della sanità pubblica un grave attacco ai diritti delle persone che hanno problemi gravi attraverso  la dichiarata necessità da parte dello stato di tagliare le spese.

Si abbassano i LEA, livelli essenziali di assistenza, con grave danno per le persone gravi.

Abbiamo chiuso l’incontro dichiarandoci non soddisfatti ma che continueremo a lottare per difendere i cittadini bisognosi e la difesa dei posti di lavoro.

Aggiornamento tra qualche settimana .

 

Per il Cobas Roberto Aprile


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