GASDOTTO TAP, CUNIAL E GIANNONE (MISTO): CRIMINALE COMPENSARE DANNI AMBIENTALI

 “Il sindaco di Lecce Salvemini e la senatrice pugliese Barbara Lezzi, prostrati con il cappello in mano per racimolare un po’ di briciole da Tap, sono l’immagine più patetica che si possa vedere oggi. Pensare che i danni ambientali siano ‘adeguatamente compensabili’ non è più giustificabile”.

Così le deputate del misto, Sara Cunial e Veronica Giannone, che già mesi fa avevano denunciato in Procura irregolarità e abusi del cantiere Tap, hanno commentato le dichiarazioni del sindaco e della senatrice pugliese in cui venivano chieste compensazioni economiche per i danni ambientali causati dal cantiere.

“Solo l’ignoranza o la collusione a un sistema vittima della sua stessa avidità, che qui come altrove sta distruggendo il Diritto alla Vita possono spiegare la posizione di questa parte della politica, sempre e incredibilmente, dalla parte sbagliata della storia – affermano le parlamentari -. Quando costoro scopriranno che i soldi non si possono mangiare, sarà sempre troppo tardi. Non sono bastati i 19 rinvii a giudizio per opere non autorizzate, ulivi espiantati in maniera illecita, inquinamento della falda acquifera, abusi edilizi e danneggiamento ambientale. Non sono bastate neanche le diffide dell’Unione Europea per le traduzioni ‘elusive’ italiane su VIA, VAS, trasparenza e partecipazione dei cittadini. Mentre il Salento giorno dopo giorno sta cambiando pelle e sorte diventando terra di conquista e di barbarie – continuano – mentre tante famiglie salentine sono costrette a rateizzare le multe per aver espresso il proprio dissenso e diversi cittadini sono a processo per aver provato a difendere il proprio territorio contro una multinazionale che in questi anni si è macchiata di tanti, troppi, reati, c’è chi, invece di lottare per i diritti della cittadinanza, per il rispetto delle leggi e della Costituzione, per la sicurezza e la salute delle persone, baratta tutto questo e la propria dignità con un pugno di soldi macchiati del sangue della loro stessa terra. Dire no alle elemosine di Tap – proseguono le deputate – sarebbe stato un atto politico di grande responsabilità, utile non solo a sollevare finalmente un serio dibattito sulla sostenibilità, sul futuro e sull’importanza di una legislazione ambientale degna di questo nome, ma soprattutto come segnale verso la cittadinanza tutta e le future generazioni in primis: è tempo di dire basta. Invece – concludono – ancora una volta si è preferito svendere il nostro Paese piuttosto che contrastare qualche multinazionale che ormai qui detta legge. Non ci saranno adeguate compensazioni per la coscienza di Salvemini, Lezzi e di tutti coloro che continuano ad accelerare questa corsa verso il baratro”.


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