Reddito Energetico inserito nel Piano Sud 2030. Trevisi (M5S): “Misura di rilevanza nazionale per incentivare energie rinnovabili”

“Inserire il Reddito energetico nel ‘Piano Sud 2030’ dimostra quanto questa misura sia fondamentale non solo per favorire la diffusione delle energie rinnovabili e l’autoconsumo, soprattutto tra le fasce di popolazione meno abbienti, ma anche per dare impulso allo sviluppo economico del Mezzogiorno e come strumento della politica di coesione.

” È quanto dichiara il consigliere regionale del M5S Antonio Trevisi, primo firmatario della legge regionale 42 del 2019 che introduce in Puglia, prima regione in Italia, il ‘reddito energetico’ grazie a uno stanziamento di 6 milioni di euro. Una proposta nata sull’esperienza del Comune di Porto Torres in cui è stata sperimentata per la prima volta la misura sviluppata da un’idea del sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro.

Il Piano Sud 2030, presentato il 12 febbraio 2020 a Gioia Tauro dal presidente del consiglio Giuseppe Conte e dai ministri del Sud e dell’Istruzione, si propone di attivare la leva nazionale della politica di coesione nel Mezzogiorno attraverso misure volte alla promozione di interventi di economia circolare, gestione sostenibile della produzione energetica e dei trasporti, inclusione sociale, potenziamento delle infrastrutture, incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo e riduzione della dispersione scolastica.

“Anche a livello nazionale – prosegue Trevisi – è stata riconosciuta la portata innovativa del Reddito energetico, tanto che nel Piano è stato inserito un intervento per la creazione del ‘Fondo Nazionale Reddito Energetico’ per l’acquisto di impianti fotovoltaici. Il Fondo rotativo nazionale è suddiviso in due sezioni: la prima riguarda i contributi in conto capitale, per la concessione di incentivi diretti all’acquisto degli impianti fotovoltaici; la seconda fornisce garanzie a favore di finanziamenti bancari finalizzati all’acquisto degli impianti”.

Per assicurarne l’attuazione è prevista la rimodulazione del Piano operativo Imprese e Competitività FSC 2014-2020. Con decreto del MISE saranno definite le modalità operative, precisati i requisiti dei beneficiari e indicate le modalità di coinvolgimento del GSE per l’attivazione del meccanismo di ‘Scambio sul Posto’, al fine di rialimentare il Fondo rotativo e restituire la quota di finanziamento bancario nel caso di garanzia statale.

“Il  Reddito energetico nazionale sarà utilizzato come strumento per dare attuazione alle politiche di coesione sociale favorendo la svolta ecologica nel Mezzogiorno, perché contribuirà a diffondere le energie rinnovabili, attraverso l’aumento della generazione distribuita e degli impianti di piccola taglia finalizzati all’autoconsumo, favorendo la riduzione delle emissioni relative alla produzione energetica delle utenze domestiche e il contrasto alla povertà energetica delle fasce di popolazione meno abbienti del Mezzogiorno, con notevoli risparmi in bolletta. Il Reddito energetico – conclude Trevisi – rappresenta uno strumento indispensabile per rendere lo sviluppo economico del territorio sempre più sostenibile dal punto di vista ambientale e inclusivo da punto di vista sociale. Siamo al lavoro con gli uffici regionali competenti per assicurare il prossimo avvio della misura in Puglia: la nostra esperienza rappresenterà un ottimo laboratorio al fine di implementare il reddito energetico nazionale. È proprio vero che le buone idee si diffondono rapidamente.”


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