TARANTO, D’AMATO (M5S): UE CONCORDA, FONDO TRANSIZIONE PER ALTERNATIVA A EX ILVA

“Oggi la Commissione europea ha pubblicato le sue raccomandazioni sull’Italia e in particolare sul nuovo Fondo Ue per la transizione giusta.

Per Bruxelles le risorse destinate al nostro Paese devono andare a Taranto per ‘supportare una strategia per la transizione integrata, e accompagnare’ il territorio ‘verso un passaggio a lungo termine verso alternative economiche’. Si tratta di raccomandazioni storiche, perché finalmente l’idea di costruire uno sviluppo sostenibile alternativo all’ex Ilva non è più un’eresia. Lo diciamo noi da tempo, in particolare con lo studio Tri0 che abbiamo realizzato due anni fa. E adesso anche Bruxelles ne parla apertamente. Sempre la Commissione, nel ricordare che decine di migliaia di posti di lavoro ‘sono a rischio’, invita ad affrontare la ‘sfida imponente riguardante la decarbonizzazione” attraverso investimenti nello ‘sviluppo di tecnologie e infrastrutture per energia pulita e prezzi accessibili, efficienza energetica e rinnovabili’, nella ‘rigenerazione e bonifica dei siti’, nella ‘creazione di nuove aziende’ e nella formazione dei lavoratori. Fin qui, Bruxelles sembra riprendere in pieno il nostro piano Tri0. Purtroppo, la Commissione lascia la porta aperta a investimenti per i siti industriali. Su questo, il governo sia coerente: neppure un euro deve andare all’ex Ilva. Se ArcelorMittal ha le risorse per stare sul mercato le usi. Il Fondo Ue per la transizione deve servire ad altro, a liberare finalmente Taranto dai ricatti dell’industria fossile. Spero adesso che queste indicazioni siano attuate al meglio e tenendo bene a mente un punto: neppure un euro di questo fondi deve andare all’ex Ilva. Se ArcelorMittal ha le risorse per stare sul mercato le usi. Il Fondo Ue per la transizione deve servire ad altro, a liberare finalmente Taranto dai ricatti dell’industria fossile”. Lo dice l’eurodeputata del Movimento 5 Stelle, Rosa D’Amato, commentando le raccomandazioni della Commissione europea sull’Italia e sul Just Transition Fund.


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