BRINDISI. De Michele(LEGA) : alcune osservazioni su criticità e ritardi Asl Brindisi

È vero, lo abbiamo detto più volte: in questo contesto storico le divisioni politiche ed ideologiche devono lasciare spazio alla responsabilità ed alla collaborazione, senza se e senza ma.

Pur tuttavia, non possiamo esimerci da alcune osservazioni sulle criticità, sui punti oscuri ed i ritardi con cui si è mossa la nostra ASL, magari su precise indicazioni regionali, o comunque sulla scorta del “Piano ospedaliero Coronavirus della Regione Puglia”. E non si tratta di demagogia politica, ma mera umiltà nell’ascoltare, e conseguenzialmente evidenziare, criticità e proposte fatte da Medici, Primari e personale che hanno lavorato all’interno del sistema sanitario brindisino, e quindi ben consapevoli e conoscitori delle dinamiche organizzativo-gestionali dello stesso.

Sarebbe stato utile, intanto, nominare nella immediatezza una “Unità di crisi” che avrebbe dovuto non solo fare sistema con i diversi nosocomi della provincia, ma sopratutto gestire il piano in accordo regionale rispettando anche ed in primis le circolari ministeriali.

Crea dubbi, e forti perplessità, la scelta di aver inserito il “Perrino” come unico ospedale per Covid19 ( con soli 8 posti di rianimazione dedicati ai pazienti covid19); a tal proposito la circolare Ministeriale del 4 marzo chiedeva di aumentare di almeno del 50% i posti di rianimazione: ora, non sappiamo se quegli otto posti dedicati siano aggiuntivi, oppure siano la metà dei 16 utilizzati, seppur separati, normalmente presenti nel Perrino.

Non solo: se da un lato il Perrino viene identificato come ospedale per Covid 19, dall’altro gli ospedali di Fasano, Cisternino e Mesagne identificati come “post acuzie” (cioè il complesso delle cure che vengono disposte per un paziente, una volta superata la fase acuta di una malattia ma per le quali non è prestabilita una fase conclusiva).

Con l’anomalia di Francavilla Fontana, identificato tra gli ospedali no Covid19, al contrario di come annunciato sul sito della ASL, che alla stessa Francavilla assegnava altri posti di rianimazione.

Ragione per la quale si ritiene, fondata e legittima, la valutazione secondo la quale la “comunicazione” della ASL è del tutto insufficiente, non avendo per altro attivato specifici protocolli, o perlomeno portato a conoscenza dei cittadini su come si svolgerà l’eventuale ricovero di un paziente, come i familiari potranno mettersi in contatto con lo stesso: magari per via telematica? Se si, hanno installato un wifi in ospedale? Non per creare postazioni di divertimento mediatico, ma perché è importantissimo, anche l’aspetto psicologico dei pazienti, poter comunicare con casa.

Ed in questo contesto che emerge, altresì, ed inspiegabilmente, l’assoluta scarna comunicabilità tra ASL ed i giornalisti: come evidenziato dal sito Brindisi report, nessun dato viene fornito loro, al contrario di quanto fanno le ASL di altre regioni che, quotidianamente, informano tutti circa la situazione numerica.

Così come tutti, medici e cittadini compresi, stanno lamentando la mancanza dei Dpi (Dispositivi di protezione individuale), fatto e inadempienza di una gravità assoluta, perché l’approvvigionamento doveva avvenire in tempi precisi, ristretti, nell’arco temporale immediatamente antecedente all’arrivo del coronavirus; qualcuno invece sperava, giusto per sdrammatizzare, che il sole, il mare e gli ombrelloni avrebbero fatto da cura alternativa al coronavirus.

Altro ritardo, o inadempienza grave: ai medici e agli infermieri, e a tutto il personale che lavora al Perrino, nonché ai medici di famiglia, occorre fare il tampone, perché non sarà una sorpresa trovare positivi diversi medici e/o infermieri in quanto portatori asintomatici, con conseguente e potenziale collasso del sistema sanitario locale.

Da ultimo, ma non per questo meno importante: e’ partita una raccolta di firme per aumentare i posti letto di terapia intensiva a Brindisi e provincia; ma sembra normale che oggi, 19 marzo, siano i cittadini a rendersi conto che 8 posti al Perrino sono pochissimi?

Ecco perché, in sintesi, sulla scorta di quanto evidenziato sopra e come giustamente evidenziato con chiarezza da medici ed esperti che hanno vissuto per 30 anni, con incarichi di responsabilità, direttamente il sistema sanitario brindisino, il nosocomio “Perrino” non poteva, non può, ancora oggi, per gravissimi ritardi e inadempienze organizzative, assurgere il ruolo di struttura per il Covid 19! Punto primo, perché siamo organizzativamente impreparati e in ritardo: 8 posti nel reparto di rianimazione sono assolutamente insufficienti ed irrisori; punto secondo, perché il reparto di malattie infettive si trova al piano 8, con ovvie difficoltà di trasporto pazienti e potenzialità di contagio; punto terzo, perché il Perrino è la struttura di riferimento della provincia per il servizio di 118, a cui vanno sommate le patologie dei vari reparti ospedalieri; punto quarto, al Perrino, in particolare, mancano percorsi dedicati, nonché filtri per evitare che i pazienti passino in zone dove non dovrebbero passare, aumentando, inevitabilmente, i rischi di sicura contaminazione.

Sarebbe stato opportuno e saggio, con una maggiore razionalità, attrezzare e predisporre al meglio i nosocomi di San Pietro, Mesagne e Francavilla, strutturalmente, organizzativamente e storicamente più idonei all’emergenza.

Quindi, in sintesi, e con precipuo riferimento al “Perrino”, una mole di responsabilità e gestione difficilmente conciliabile con la grave patologia del covid 19; sarebbe il caos, sarebbe un disastro sanitario, per la nostra città e la nostra provincia, soprattutto se nei prossimi giorni, speriamo di no!, saremo costretti a dover gestire centinaia di potenziali contagi o malati! Che Dio ci aiuti!

Avv. Cosimo De Michele


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