COVID-19, I MEDICI ZULLO E MANCA SCRIVONO AL COLLEGA LOPALCO: NELLE RSA PER ANZIANI NESSUNA DIFFUSIONE, NEGLI OSPEDALI ALTISSIMA. ECCO PERCHE’…

I consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, Ignazio Zullo e Luigi Manca, come medici offrono una loro valutazione sulla situazione differente al capo della task force sanitaria della Regione Puglia, Pierluigi Lopalco

“Tamponi per tutti gli operatori dei servizi sanitari e socio-sanitari, pubblici e privati: è questo l’allarme che abbiamo già lanciato per la necessità di praticare un maggior numero di campioni per fare screening a eventuali portatori asintomatici, sani, in incubazione o in convalescenza. Non solo, avevamo anche posto l’accento sull’efficacia della selezione dei soggetti da sottoporre a tampone selezionando i soggetti potenzialmente più esposti.
“I dati che confrontiamo giorno dopo giorno tra le regioni ci confortano in questa nostra tesi.
“Partiamo da un dato che vogliamo sottoporre all’attenzione della Task Force: non abbiamo letto né sentito da nessuna parte della diffusione del COVID19 nelle strutture per anziani non autosufficienti né in centri diurni o a ciclo continuativo per disabili. Ci si è chiesti il perché eppure per la fragilità delle persone assistite era prevedibile aspettarselo ma per fortuna, ad oggi notizie in tal senso non ne abbiamo. Noi proviamo a dare una spiegazione: forse, perché è stata chiusa ogni possibilità di contatto interumano. Centri diurni chiusi e strutture a ciclo continuativo -RSA, Centri di Riabilitazione- chiuse all’ingresso di parenti con flussi in ingresso e in uscita dei soli operatori. Siamo certi che non ve ne saranno? Assolutamente no e per questo dobbiamo intervenire a nostro parere con tamponi su tutti gli operatori di queste strutture. Guai se un portatore asintomatico porti all’interno il COVID.
“Di contro, osserviamo che sono le strutture ospedaliere a essere più contaminate (giusto per citarne qualcuna il Miulli, l’ospedale della Murgia, la Mater Dei, San Giovanni Rotondo, Putignano, l’Oncologico, Castellaneta, Copertino). Perché? Forse per il ritardo di attivazione di strutture sanitarie unicamente e specificamente dedicate al COVID19 si è creata promiscuità nell’accesso alle strutture. Tutti i pazienti con sintomi erano incoraggiati dallo stesso Michele Emiliano a recarsi nei Pronto Soccorso per disposizione imposta ai medici e ai pediatri di famiglia di non visitare i pazienti. È venuto meno il filtro del territorio, mentre e nello stesso tempo si limitavano DPI e tamponi. Si pensi solo che di 120 tamponi effettuati all’ospedale di Putignano il 7 marzo per positività di un paziente non si ha ancora l’esito. In tal senso anche il caso del vicedirettore dell’Ospedale di Castellaneta va indagato a fondo. Perché in ospedale tanti infetti e a casa, sotto lo stesso tetto, nessuno dei familiari? Solo chi è inadeguato a gestire l’emergenza può gridare allo scandalo senza averlo analizzato!
“Allo stesso modo la carenza di DPI appropriati può aver contribuito a determinare quelle contaminazioni che non possono considerarsi risolte con la disinfezione. Non valutare a fondo la necessità e l’efficacia dei DPI è pericolosissimo poiché espone il lavoratore al rischio nell’idea di essere protetto quando protetto non è!  Ma siamo sicuri che DPI realizzati di qua e di là per carenza sul mercato sono efficaci?
“Per questo riteniamo che siano da sottoporre a campione tutti gli operatori sanitari e socio-sanitari di tutti i servizi sanitari e socio-sanitari pubblici e privati per screenare eventuali portatori asintomatici tra gli stessi che ormai vedono trasformare i loro luoghi di lavoro in luoghi di vita per i turni massacranti che osservano e che li portano a stare più in sul posto di lavoro che a casa”.


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