Arif, Progetto Maggiore. M5S: “Non si approfitti dell’emergenza per ripristinare la parentopoli interrotta dopo le nostre denunce”

Perché l’ARIF, seppur in presenza di un progetto così strategico come il ‘Progetto Maggiore’, che prosegue da anni, non ritiene opportuno procedere con selezioni interne o formare il proprio personale, invece di  continuare a ricorrere ad assunzioni temporanee, fatte per lo più attraverso Agenzie di somministrazione e non con avvisi pubblici, come sarebbe opportuno trattandosi di Agenzia Regionale?

È quanto chiedono le consigliere del M5S Antonella Laricchia e Rosa Barone, in un’interrogazione indirizzata all’assessorato all’Agricoltura sulla delibera con cui è stata autorizzata l’assunzione attraverso contratti di somministrazione di 28 unità da impiegare per due anni nel progetto per le attività di monitoraggio dei corpi idrici sotterranei. Nel dettaglio è prevista l’assunzione di 15 impiegati appartenenti alla CAT. C1 con specifico profilo professionale e professionalità e 13 operai specializzati super Livello V.

“Passano gli anni – continuano le pentastellate – e si avvicendano i commissari e sub commissari, ma l’unica certezza nell’Arif è il ‘Progetto Maggiore’.  È il progetto della presunta parentopoli che abbiamo denunciato anni fa e su cui abbiamo fatto domande precise dapprima all’ex direttore Ragno e poi ai vari Commissari, ottenendo solo risposte vaghe. Dopo la nostra denuncia una prassi perpetrata per anni fu interrotta e attendevamo con impazienza che fosse riportata nei binari dell’opportunità. Ma con sorpresa scopriamo che dopo l’annullamento della delibera lo scorso settembre, in questi giorni, è stata approvata una nuova delibera. Una scelta che appare quantomeno inopportuna in questo momento di emergenza, in cui l’Agenzia per pensare al Progetto si dimentica di rispettare le procedure di legge sulla tutela della salute e della sicurezza e sulla consultazione dei lavoratori”.

Nell’interrogazione si chiede di ricevere il Piano del Fabbisogno del personale di ARIF, dal momento che ad oggi è stata resa nota solo una programmazione del Piano di Fabbisogno, e di ricevere una copia degli atti interni e delle valutazioni dalle quali emerge quanto scritto nella delibera per giustificare le nuove assunzioni, ovvero l’assenza di personale da impiegare nelle attività richieste.

“Nel 2015 – affermano le pentastellate – si era infatti proceduto alla costitizione di un gruppo di lavoro interno per le attività del ‘Progetto Maggiore’, che risulta ancora alle dipendenze dell’Agenzia ma inspiegabilmente, nel corso del tempo, è stato disarticolato dalle attività specifiche del monitoraggio dei pozzi sotterranei. Non risulta che l’atto ricognitivo per la ricerca di personale sia stato notificato a tutto il personale dipendente eventualmente interessato e sembra anche che ci  siano state delle manifestazioni di interesse da parte di alcuni lavoratori, di cui però non si sarebbe tenuto conto. Vogliamo conoscere anche le motivazioni per le quali si procede ad assumere le 15 unità di CAT C1 senza indire un Avviso pubblico e senza attingere alle unità già presenti nell’Agenzia e in attesa di stabilizzazione. Nell’attesa di chiarire questi aspetti appoggiamo la richiesta delle sigle sindacali della revoca in autotutela della delibera. E cogliamo anche l’occasione per ricordare la richiesta di chiarimenti sulla presunta parentopoli del 2018, di cui ancora attendiamo i documenti”.


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