ARTIGIANI BISOGNA PAGARE PER AVERE GLI AMMORTIZZATORI COVID 19

A denunciare a gran voce questa disparità di trattamento è l’Unione Artigiani Italiani, che in queste ore sta vivendo l’emergenza di migliaia di Imprese Artigiane, che si sono viste in prima battuta chiudere le loro botteghe per decreto, con la promessa “nessuno rimarrà escluso “, ma all’atto pratico si sono viste sbarrare le porte per accedere agli Ammortizzatori Sociali sia per la Cassa Integrazione Ordinaria e sia per quella in Deroga.

Singolare il fatto che per questa categoria di circa 800.000 imprese, la richiesta andrebbe fatta tramite un Fondo di solidarietà alternativo FSBA, istituito tra alcuni sindacati e alcune organizzazioni datoriali che di fatto chiedono il versamento di 36 mensilità arretrate di contribuzione al Fondo stesso, che inevitabilmente finirà in un contezioso vista l’impossibilità di produrre reddito in un contesto pandemico Mondiale.

Immediatamente ci chiediamo, come mai la regolarità contributiva viene concessa anche alle imprese Artigiane?

La domanda sorge spontanea, se questo Fondo alternativo, fosse obbligatorio come lo sono il versamento contributivo all’INPS, INAIL e la Cassa Edile per il settore Edile, queste imprese non avrebbero ricevuto dagli Enti preposti un DURC (Documento Unico sulla Regolarità Contributiva) sempre regolare. Come mai il Fondo FSBA o l’Ente Bilaterale Regionale non ha mai intimato il pagamento? Perché non fanno confluire i contributi dei loro enti interprofessionali nel fondo invece di richiedere il versamento di somme aggiuntive, che tra l’altro le imprese hanno versato in busta paga?

Come mai queste imprese non sono state oggetto di verifica Ispettiva da parte dell’INPS o della stessa ITL, e se lo sono state, come mai non gli è mai stato contestato nulla?

Queste sono le domande a cui gli imprenditori Artigiani non riescono a dare una risposta e tantomeno i loro Consulenti del Lavoro, come sostenuto dal Dott. Rosario De Luca Presidente della Fondazione Studi, che ha sottolineando anch’esso l’azione di denuncia dell’Unione Artigiani Italiani.

Pertanto La nostra Organizzazione, rivendica la libertà di ogni individuo ad aderire ad un’associazione o ad un ente bilaterale senza coercizione, come tra l’atro viene esplicitato nel decreto Sacconi che sanciva la pluralità degli Enti Bilaterali e il fatto che ogni impresa autonomamente poteva erogare un elemento aggiuntivo della retribuzione EAR ai dipendenti o in alternativa iscriversi e versare ad un Ente Bilaterale, senza nessun obbligo nei confronti di FSBA.

A tal fine l’Unione Artigiani Italiani chiede al Governo che ha finanziato con 80 mln di euro questo Fondo “PRIVATO” di dare la possibilità alle aziende che non volessero aderire all’FSBA di richiedere la cassa integrazione in deroga, nel rispetto e nella libertà di ogni individuo.

Infine restiamo in attesa di risposte da parte del Governo, ribadendo con forza e determinazione che se la coercizione associativa non verrà abolita, noi ci adopereremo in tutte le sedi preposte per difendere e tutelare la libertà sindacale per ogni azienda.


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