BRINDISI.De Mola-Antonucci (FI) – nuova terapia intensiva del Perrino: dalla Regione e dall’Asl 40 giorni di bugie

Dopo aver rimandato per 24 ore l’inaugurazione del nuovo reparto di terapia intensiva presso l’ospedale Perrino di Brindisi, ci saremmo aspettati oggi l’entrata in funzione del reparto.

Risale a marzo la dichiarazione del DG della ASL brindisina, accompagnata da quella di Emiliano, che aveva comunicato l’apertura della ‘nuova’ terapia intensiva da lì a pochi giorni.
Con un ritardo di circa 40 giorni, finalmente la notizia dell’inaugurazione, confermata per ieri, poi rimandata ad oggi e poi forse a domani, che in qualche modo aveva rassicurato i cittadini. Ma anche questa volta, le promesse si sono tradotte in un nulla di fatto. Falsità su falsità che preoccupano e innervosiscono in quanto oggi, dopo due mesi dall’inizio della pandemia, il governo regionale capitanato da Emiliano non è stato in grado di dare atto alla tanto declamata rete ospedaliera Covid-19, perlomeno a Brindisi. “Stiamo provvedendo al potenziamento delle terapie intensive”, diceva il governatore.
Rimane ancora misteriosa la funzione di questo nuovo reparto di terapia intensiva nei containers del Perrino, sempre nel caso in cui si decida di darne avvio.
Ci chiediamo, infatti, se sarà un vero e proprio reparto di terapia intensiva, dunque provvisto di tutte le dotazioni tecnologiche, come ad esempio letti high-tech, ventilatori polmonari, personale specializzato, atti a garantire le cure intensive a pazienti critici, oppure se diventerà solamente un reparto per la degenza Covid. Si fa presto a parlare di “terapia intensiva”, ma converrebbe capire realmente cosa si intende. Per farla breve, se i nuovi posti letto nei containers sono destinati ad un reparto di degenza ordinaria per pazienti che hanno contratto il virus, ma che non necessitano di cure intensive, non si può assolutamente parlare di “potenziamento della terapia intensiva” a Brindisi.
E’ da troppi anni che il governatore Emiliano non ha a cuore la città di Brindisi.
Il risultato della politica di questa sinistra inconcludente è che, se nei containers i posti letto disponibili sono adibiti solo a degenza ordinaria e nei prossimi giorni ipoteticamente più persone dovessero aver bisogno della terapia intensiva, questa non sarebbe disponibile per tutti in quanto il numero dei posti letto, di fatto, non è cambiato rispetto a quello di due mesi fa.
Quindi, nonostante il nosocomio del capoluogo sia stato individuato come ospedale Covid dalla Regione Puglia, dopo due mesi dall’inizio dell’emergenza, la situazione non è affatto sotto controllo.
Banalizzare sul fatto che si tratti puramente di problemi organizzativi non è ammissibile. Inutile ribadire che qui si sta parlando prima della salute del personale sanitario e dei pazienti che a chi ci amministra a livello regionale evidentemente non sta a cuore.


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