Piano Casa. Casili (M5S): “La Corte Costituzionale conferma le storture normative che avevamo denunciato”

“Avevamo denunciato per tempo le storture normative introdotte nel 2018 e nel 2019 al Piano Casa, a cui ci eravamo fermamente opposti perchè avrebbero consentito dubbie trasformazioni edilizie.

Per questo avevamo presentato sia in Commissione che in Consiglio emendamenti per abrogare la parte normativa in cui si consentiva  nelle ipotesi di demolizione e ricostruzione che il nuovo edificio venisse realizzato senza assicurare la coincidenza dell’area di sedime, bocciati nonostante il parere positivo degli uffici dell’assessorato all’urbanistica. Oggi la Corte Costituzionale ci dà ragione e chi ci faceva lezioni di urbanistica ed edilizia in aula, con tanto di teatrini con il presidente Emiliano, invece di ammettere di aver sbagliato, continua a prendersela con il MoVimento 5 Stelle e il precedente Governo. Lo ripetiamo ancora una volta: il piano casa deve trovare applicazione nel rispetto della normativa nazionale e delle scelte pianificatorie comunali volte a garantire la sostenibilità degli interventi edificatori”. Lo dichiara il consigliere del M5S Cristian Casili in seguito alla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità di alcuni articoli delle leggi regionali sul Piano Casa del 2018 e del 2019.

“Siamo i primi – continua Casili – a voler ridare nuovo slancio all’edilizia, duramente colpita dalla situazione di emergenza attuale e per farlo riteniamo che vadano tutelati l’ambiente e gli imprenditori seri. Così come è stato approvato in Commissione e poi in aula, rimandando allora tutti i problemi al famoso ‘omnibus’, il piano casa realizza solo il sogno di alcuni imprenditori, portando numerosi privati al contenzioso. A questo punto auspichiamo che il piano casa torni al più presto in Consiglio per dare vita a una discussione seria in cui tener conto di cosa è meglio per un’edilizia che sia davvero sostenibile  e senza pantomime nella maggioranza che trasformano tutto in sterile polemica politica”.


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