Torre Santa Susanna (Br). Casa del Popolo:LETTERA APERTA AL SINDACO DI TORRE SANTA SUSANNA

Egregio Sindaco
Purtroppo sono passati ormai dieci giorni dalla nostra prima lettera (VS PROT. N. 4330 del 17/04/2020), e da parte sua nessuna risposta in merito. Il suo silenzio però vale molto di più di una qualsiasi risposta e conferma quello che a noi ovviamente era già molto evidente. Lei ha preferito fare finta di niente, perché altrimenti avrebbe dovuto scrivere che non c’è alcuna delibera o autorizzazione per l’installazione dei VASI davanti alle chiese e al municipio, che non c’è alcuna autorizzazione o regolamentazione delle trasmissioni in filodiffusione, tutte iniziative promosse da privati. Era solo questo che volevamo sapere con la nostra lettera, non ci interessava fare polemica spicciola, ma volevamo mettere in evidenza solo una cosa grave: Torre non è una comunità, Torre è un paese senza
regole dove qualcuno può permettersi di fare quello che vuole come se fosse “il giardino di casa sua”.
Dal nostro punto di vista questo è un fatto gravissimo. Una comunità è forte e coesa se ci sono regole chiare che valgono per tutti e non privilegi solo per alcuni, se c’è trasparenza e legalità.
Cogliamo l’occasione per ricordarle che sabato scorso era il 25 Aprile, Festa della Liberazione dal nazifascismo, diventata per decreto nel 1946 festa nazionale. Sul sito istituzionale del Comune e sulla sua pagina facebook (che usa per comunicazioni e rilanciare video) nessun cenno in merito. Nonostante si tratti di una ricorrenza nazionale, non c’è stata alcuna commemorazione da parte sua e quindi del comune che lei rappresenta. Una festa che non dovrebbe avere alcun colore politico, perché si ricorda la liberazione dalla dittatura fascista e la riconquista delle libertà di cui ancora oggi possiamo godere e che trovano piena espressione nella Costituzione repubblicana. Valori che vengono ignorati e calpestati da molti di quelli che in questi giorni inneggiano al tricolore e all’inno nazionale. La Memoria, custodita e tramandata, è un antidoto indispensabile contro i fantasmi del passato e contro un
dilagante revisionismo storico. La Repubblica Italiana, nata dalla Resistenza, si è definita e sviluppata in totale contrapposizione al fascismo. La nostra Costituzione ne rappresenta, per i valori che proclama e per gli ordinamenti che disegna, l’antitesi più netta.
“Sorprende sentir dire, ancora oggi, da qualche parte, che il fascismo ebbe alcuni meriti, ma fece due gravi errori: le leggi razziali e l’entrata in guerra. Si tratta di un’affermazione gravemente sbagliata e inaccettabile, da respingere con determinazione. Perché razzismo e guerra non furono deviazioni o episodi rispetto al suo modo di pensare, ma diretta e inevitabile conseguenza… Le leggi razziali in Italia erano entrate in vigore nell’autunno del 1938. Il primo gennaio del 1948, dopo neppure dieci anni, la Costituzione Italiana sanciva solennemente che ‘tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali’. La Repubblica e la sua Costituzione sono il baluardo perché tutto questo non possa mai più avvenire.” (dal discorso Presidente della Repubblica 25 Gennaio
2018). Per questo è la festa di tutta Italia.
Le ricordiamo, per il prossimo anno ormai, che il ruolo istituzionale che riveste le impone di commemorare questa festa!
Certi come sempre di non ricevere alcun Suo riscontro, Cogliamo l’occasione per inviarLe i nostri più cordiali saluti.

 

IN FEDE

Casa del Popolo Torre Santa Susanna


Gen.le Lettore.

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