PSR. M5S : “Sentenza del Tar che annulla graduatoria della misura 4.1.A ennesima bocciatura per la Regione”

“Con la sentenza pubblicata oggi il TAR di Bari sembra aver messo definitivamente fine (salvo impugnative d’appello da parte della Regione Puglia innanzi al Consiglio di Stato) alla telenovela della graduatoria della misura 4.1. del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 (PSR) e cioè alla misura di sostegno che, per l’entità del finanziamento previsto e per il target della stessa (sostegno per investimenti materiali e immateriali finalizzati a migliorare la redditività, la competitività e la sostenibilità delle aziende agricole singole e associate), è certamente una delle più rilevanti per il settore agricolo pugliese, tanto più in questo particolare momento storico.

La sentenza pubblicata oggi è l’ennesima sonora bocciatura per la Regione”. Lo dichiarano i consiglieri del M5S Puglia  in seguito alla sentenza del Tar di Bari che ha accolto il ricorso di alcune aziende disponendo l’annullamento della graduatoria per la misura 4.1.A.

“I Giudici amministrativi baresi – spiegano i pentastellati – hanno confermato l’illegittimità del criterio adoperato dall’Autorità di Gestione del PSR per la valutazione dell’indice di performance economica (I.P.E.) delle aziende partecipanti. Più nel dettaglio, il TAR ha ritenuto che il criterio scelto per l’attribuzione del conseguente punteggio, al fine dell’utile collocamento in graduatoria, fosse del tutto inattendibile in quanto basato su mere auto-dichiarazioni dei concorrenti, non oggetto di preventiva verifica; verifica che, invece, è rimessa addirittura alla successiva fase dell’istruttoria tecnico-amministrativa e cioè ad una fase in cui una cospicua parte delle aziende aspiranti ai benefici sarebbe già stata esclusa sulla base proprio di una selezione ancorata a mere auto-dichiarazioni (non verificate). Ma c’è di più. Il dubbio che abbiamo sollevato in più occasioni, ultima in un’interrogazione dello scorso luglio, che il modus operandi regionale potesse produrre una clamorosa disparità di trattamento tra i partecipanti e l’effetto abnorme di escludere imprese che avevano dichiarato un indice I.P.E. più aderente alla realtà, è stato confermato dalla stessa Regione in una relazione, depositata proprio innanzi al TAR Bari, nella quale si legge che addirittura il 73,2% dei concorrenti ammessi ha presentato dati aziendali non conformi. E peraltro, nonostante il TAR, in conseguenza proprio di tale presa d’atto regionale, abbia disposto la verifica di tutte le domande presentate, la Regione ha proceduto a ricalcolare soltanto quelle già ammesse alla fase successiva, di fatto aggirando l’ordine del Giudice Amministrativo, come lo stesso riconosce in sentenza.  A questo punto auspichiamo che la Regione prenda atto dei gravi errori commessi e inverta completamente la rotta su una gestione del PSR che definire fallimentare è fin troppo generoso”.  


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