BRINDISI.Antonino (Pri):La classe politica torni a fare politica!

Non siamo tra quanti preferiscono l’aventino al confronto.

Siamo convinti che anche dai banchi dell’opposizione si possano fornire suggerimenti per la crescita del territorio.

Per questo abbiamo ritenuto doveroso partecipare ieri al Consiglio Comunale monotematico sulla vicenda Versalis, peraltro indetto su richiesta di tutte le forze di opposizione.

Una partecipazione non passiva e che alla fine ha prodotto l’approvazione alla unanimità anche dell’ordine del giorno proposto dal PRI oltre che di quello depositato dalle forze di maggioranza.

Nel nostro ordine del giorno ci siamo sforzati di non rimanere ancorati all’angusto recinto sulla opportunità e la fondatezza o meno dell’Ordinanza emanata dal Sindaco Rossi.

Del resto non spetta al Consiglio Comunale disquisire su atti monocratici che il Sindaco può emettere in quanto massima autorità sanitaria locale, assumendosene in toto le responsabilità.

Se anche la politica cominciasse a discettare solo di dati scientifici non farebbe altro che abdicare al proprio ruolo.

Nel nostro ordine del giorno, pur rivendicando che la tutela della salute e dell’ambiente è patrimonio di tutte le forze politiche presenti in Consiglio Comunale, ci siamo sforzati di andare oltre, indicando delle possibili azioni di sviluppo per salvaguardare i livelli occupazionali e garantire la stessa permanenza di un polo chimico nella nostra città, superando finalmente il triste baratto tra tutela della salute ed il lavoro.

Non è un caso, del resto, che la stessa azienda, preannunciando la non partecipaziuone all’incontro che era stato indetto per oggi dal Presidente della Regione, abbia chiesto, in uno con la revoca dell’Ordinanza, l’attivazione di un tavolo tecnico tra la società e gli organi di controllo volto a definire il quadro complessivo della situazione ambientale delle aree interessate e delle sue cause effettive.

Un tavolo tecnico, appunto.

Ruolo della politica è altro: è quello di disegnare scenari, immaginare soluzioni, porre in atto azioni concrete per dar vita a quel nuovo modello di sviluppo cui tutti dichiariamo di voler tendere.

Ed è appunto quello che ci siamo sforzati di fare con il nostro ordine del giorno, delineando per il polo chimico brindisino un futuro orientato alla chimica verde

Tanto più in presenza di un forte impegno di ENI in questo settore, che prevede la lavorazione di materie prime vegetali rinnovabili, sviluppando i nuovi impianti proprio in siti in buona parte deindustrializzati quali quello di Brindisi e dando vita a processi di economia circolare e rigenerazione territoriale.

Non vi è chi non veda che ogni ipotesi di rilancio della zona industriale brindisina dovrebbe fondarsi sulla concezione dei terreni destinati ad attività produttive come “spazio finito”, di cui andrebbe incentivato il risanamento ed il riuso.

Siamo consci che il petrolchimico ancora oggi costituisce una importante componente della base produttiva brindisina, che garantisce reddito e occupazione, anche se la sua rilevanza è stata messa in discussione dai profondi processi di ristrutturazione e di riconversione produttiva attivati dale aziende presenti nell’area e dalla dismissione di impianti produttivi verificatisi nell’ultimo decennio.

Tanto più che ai processi di riconversione e dismissione delle aziende chimiche non si sono contrapposti significativi fenomeni di nuova industrializzazione.

Prima che questo accada di nuovo occorre porre in essere azioni concrete come si stà facendo nella vicina Taranto in presenza della crisi del polo dell’acciaio.

Il nuovo modello di sviluppo che occorre immaginare per la nostra città deve basarsi sulla rigenerazione del territorio, dal punto di vista economico, sociale ed ambientale, generando importanti investimenti in ricerca ed innovazione.

La chimica verde rappresenta, da questo punto di vista, una opportunità che va perseguita visto che utilizza materie prime rinnovabili, valorizza l’integrazione con il territorio e si basa sulla ricerca e l’innovazione.

Occorre, altresì, riprendere il confronto con il Governo sul Contratto Istituzionale di Sviluppo e valorizzare l’inserimento di Brindisi nelle Zone Economiche Speciali.

Questo auspicavamo nel nostro ordine del giorno, che ora è patrimonio dell’intero Consiglio Comunale.

 


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