RSU Brindisi:Rossi arbitrariamente ha deciso di sospendere l’attività del craking come ormai noto a tutti.

Abbiamo assistito in questi giorni, a querelle di ogni sorta, comunicati di vario genere, e abbiamo atteso  pazientemente nonostante ci sia in ballo il nostro futuro lavorativo e non, e seppur preoccupati, abbiamo sempre mantenuto un comportamento educato e rispettoso delle parti e dei ruoli.


Oggi è arrivato il momento, per noi rsu della Brindisi Servizi Generali, di esprimere la nostra opinione in merito alla questione.
Una situazione questa alquanto anomala, più che altro unica nel suo genere, iniziata con un atteggiamento  autoritario, per meglio dire dittatoriale, del “nostro” sindaco Rossi, che sebbene esercitando in pieno i suoi poteri, ha arbitrariamente deciso di sospendere l’attività del craking come ormai noto a tutti.
Inutile ripetere per l’ennesima volta, quanto letto e riletto più volte ormai, su quelle che possono essere le ricadute ditale scellerata decisone, ricadute occupazionali, economiche dei lavoratori e di un intera città, già messa in ginocchio negli anni da amministrazioni disastrose, come quest’ultima, che meglio non ha saputo fare se non un azione plateale ai danni del petroichimico, in quello che sa tanto di un ultimo disperato tentativo per riacquistare consenso.
Con questo comunicato, vogliamo esprimere tutto il nostro disappunto, quello dei nostri colleghi, che da giorni vivono ormai attanagliati da un angoscia, che non fa bene a nessuno.
Una città sapientemente spaccata in due, una popolazione che legge e commenta quotidianamente, dati allarmanti ma privi di fondamenta, strategicamente diffusi per creare terrore, dati che vedono ancora nella giornate di ieri, picchi di benzene al di sopra della media nonostante appunto il fermo dell’impianto.
Ci assumiamo le responsabilità di un comunicato scritto con la pancia, come ci chiedono i nostri colleghi ed iscritti, un comunicato senza filtri, scritto senza pressioni, senza paura, cosi come dovremmo tutti affrontare questo difficile periodo.
Nessuno può mettere in discussione la storia del sindacato, a prescindere dai colori e dalle sigle, siamo da sempre al fianco dei lavoratori, dei cittadini, della salute e della sicurezza, ma in questo momento storico, soprattutto in mancanza di prove certe che dicano il contrario, siamo in difesa dei dipendenti del petrolchimico, delle loro e nostre famiglie, del nostro sacrosanto diritto di difendere il posto di lavoro, cosi come configurato nell’art. 4 della nostra costituzione.
Siamo altresi convinti che si debba aprire un tavolo, parlare di innovazione, di sviluppo, ma dopo e solo dopo, il ritiro di quell’ordinanza che tiene in scacco 1500 lavoratori, e che crea un precedente pericoloso per il futuro di tutti 


Gen.le Lettore.

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