BRINDISI.Richiesta di moratoria e sospensione attività di installazione/attivazione impianti a tecnologia 5G sul territorio comunale

AL SIG. SINDACO DEL COMUNE DI BRINDISI

Dott. RICCARDO ROSSI

AL RESPONSABILE DELLA TRASPARENZA

Dott. ANGELO ROMA

PIAZZA MATTEOTTI, 1

72100 BRINDISI

p.e.c.:

ufficioprotocollo@pec.comune.brindisi.it

Oggetto: richiesta di moratoria e sospensione attività di installazione/attivazione impianti a

tecnologia 5G sul territorio comunale ai fini di tutela della salute pubblica – accesso civico generalizzato (FOIA) ai sensi del D. Lgs. n. 97/2016.

Egregio Sig. Sindaco,

l’Associazione “Cittadini Attivi! APS”, costituitasi in forma autonoma ed indipendente e attiva sul territorio regionale al fine di tutelare gli interessi dei cittadini e la salute pubblica, le realtà locali, l’ambiente naturale e antropico, congiuntamente al “Comitato NO 5G” costituito a Brindisi, presentano a Codesta Amministrazione una richiesta di moratoria e sospensione di ogni attività di installazione e attivazione di impianti e tecnologie basate sulla telefonia di 5 Generazione, cosiddetta 5G, sul territorio di propria competenza.

Già l’Alleanza Italiana Stop 5G, rivendicando l’applicazione del Principio di Precauzione, dal 2018 ha lanciato una campagna nazionale chiedendo ad istituzioni e Governo italiano di fermare la sperimentazione 5G; di non innalzare i valori limite nella soglia di legge d’irradiazione elettromagnetica e di minimizzare il rischio sanitario promuovendo uno studio epidemiologico sui campi elettromagnetici. 

PREMESSO che il Primo Cittadino rappresenta la massima autorità sanitaria locale in queste vesti, ai sensi dell’art. 32 della legge n. 833/1978 e dell’art. 117 del D.Lgs. n. 112/1998, può emanare ordinanze contingibili ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica;

VISTO che questa tecnologia attualmente si configura come una mera “sperimentazione” ideata a fini commerciali;

CONSIDERATO che milioni di residenti (compresi i bambini) non saranno in grado di evitare l’esposizione, 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno, senza possibilità di fuga dai campi elettromagnetici e che ciò minaccia potenzialmente di provocare su di loro effetti gravi ed irreversibili, come anche sugli ecosistemi;

VISTO che vi è il serio rischio che possa trasformarsi in una reale emergenza sanitaria, di igiene pubblica ed ambientale;

CONSIDERATO che attualmente più di 400 Sindaci di Comuni dell’intero territorio nazionale, inclusi circa 50 Comuni della Regione Puglia, hanno emesso ordinanze destinate ad impedire l’installazione o il blocco di ogni attività destinata alla installazione e attivazione di impianti e antenne basati su tecnologia 5G.

Le ragioni della presente richiesta sono:

L’ESPOSIZIONE NEL TEMPO

La tecnologia 5G in Italia utilizzerà frequenze di 700 MHz, 3.7 GHz e 26 GHz.

Il 5G è una tecnologia che sarà completamente differente dalle precedenti perché si basa su onde millimetriche (quelle usate nei forni a microonde) di cui non sono stati eseguiti test scientificamente inoppugnabili per verificarne gli eventuali danni sistemici oltre che sull’uomo, sugli insetti (in particolare sulle api) e ogni altro animale. L’attivazione di questo sistema avrà come conseguenza immediata un aumento della esposizione della popolazione all’inquinamento elettromagnetico già massicciamente presente. Si preannuncia, inoltre, una richiesta di innalzamento delle soglie limite per i valori di irradiazione da parte degli operatori telefonici, dalla cautelativa media attuale dei 6 V/m fino anche a 61 V/m (ovvero, in fisica, 110 volte più di oggi). La tecnologia 5G prevede l’installazione di un numero elevatissimo di piccole antenne con una rete sempre più fitta (su pali della illuminazione stradale, tombini e su scuole, ospedali, comunità, luoghi di lavoro, ecc.) a supporto delle antenne principali per creare così una comunicazione multi-punto: più antenne comunicheranno contemporaneamente col nostro smartphone, sfruttando anche il segnale di rimbalzo in modo da aumentare così la banda passante (Massive MiMo). Poiché queste onde millimetriche utilizzate dal 5G sono a bassa penetrazione e necessitano di ampi spazi senza ostacoli quali case, palazzi, alberi, ecc., si arriverà così a rendere l’esposizione alle radiazioni per tutti gli esseri viventi continua ed immersiva 24 ore al giorno – 365 giorni all’anno e senza alcuna barriera che andranno, inevitabilmente, a sommarsi alle già esistenti migliaia di antenne per telefonia mobile 2G, 3G, 4G e alle migliaia di Wi-Fi attivi.

In sostanza, non esistono prove scientificamente certe che l’uso del 5G si possa considerare sicuro per la salute e dunque sembra che queste frequenze siano state concesse all’industria delle Telecomunicazioni senza che il Governo si sia preoccupato dei rischi per la salute pubblica e per l’ambiente, in l’assenza di prove e di studi a dimostrazione dell’innocuità delle frequenze millimetriche utilizzate. Esistono invece numerosi studi che ne conclamano i possibili danni su individui, animali ed ambiente. Fino ad oggi le onde millimetriche erano state usate solo in ambito militare per i sistemi di dispersione delle folle (ADS activedenial system), che provocano una sensazione di riscaldamento intenso nei colpiti. La sperimentazione di impianti di comunicazione basati sulla tecnologia 5G viola apertamente il Codice di Norimberga, ovvero il divieto di effettuare una sperimentazione sugli esseri umani. Anche in Italia abbiamo una sentenza emblematica del TAR del Lazio dei primi anni Novanta che ribadisce come, per l’art. 32 della Costituzione, la salvaguardia della salute pubblica abbia la precedenza rispetto all’art. 41 che riguarda la proprietà industriale.

APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE. Il Trattato di Maastricht ha introdotto il principio di precauzione (poi ripreso dalla Costituzione Europea art. III-233) attualmente enunciato all’art. 191 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, dove si sostiene che la politica dell’Unione in materia ambientale mira a un elevato livello di tutela ed «è fondata sui principi della precauzione e dell’azione preventiva, sul principio della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all’ambiente e sul principio “chi inquina paga”.

Tale punto di vista è stato promosso dall’Unione Europea ratificando la Convenzione sulla diversità biologica di Rio de Janeiro (93/626/CEE) ed esplicitando la politica comunitaria con la Comunicazione della Commissione COM 1 Final (2 febbraio 2000). In tale documento si legge (§ 1): «Il fatto di invocare o no il principio di precauzione è una decisione esercitata in condizioni in cui le informazioni scientifiche sono insufficienti, non conclusive o incerte e vi sono indicazioni che i possibili effetti sull’ambiente e sulla salute degli esseri umani, degli animali e delle piante possono essere potenzialmente pericolosi e incompatibili con il livello di protezione prescelto

Tre principi specifici devono sottendere il ricorso al principio di precauzione:

  • una valutazione scientifica (indipendente) la più completa possibile e la determinazione, nella misura del possibile, del grado d’incertezza scientifica (non è stata fatta);
  • una valutazione del rischio e delle conseguenze potenziali dell’assenza di azione (non è stata fatta);
  • la partecipazione di tutte le parti interessate allo studio delle misure di precauzione, non appena i risultati dalla valutazione scientifica e della valutazione del rischio sono disponibili (non è stata fatta per mancanza dei dati)

Nel caso di un’azione presa a titolo del principio di precauzione, si può pretendere che sia il produttore, il fabbricante o l’importatore a dimostrare l’assenza di pericolo.

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=LEGISSUM%3Al32042

L’Associazione Malattie da Intossicazione Cronica e Ambientale (A.M.I.C.A.) ha fatto una richiesta di accesso agli atti per sapere se il Governo abbia richiesto il parere sanitario alle agenzie di salute pubblica sulla sicurezza delle radiazioni del 5G, previsto dalla Legge di Riforma Sanitaria n. 833 del 1978. Tale legge prevede che, in materia di immissione di forme di energia nell’ambiente, il Governo debba richiedere il parere sanitario a due Enti, l’Istituto Superiore di Sanità e l’ISPESL (le cui funzioni oggi sono state assunte dall’INAIL), come è stato fatto prima della commercializzazione delle frequenze della telefonia mobile nel 1997. Tali pareri, a nostro avviso, andavano obbligatoriamente richiesti ed acquisiti precedentemente alla indizione della gara di assegnazione delle frequenze per il 5G.

Il Ministero della Salute ha comunicato ad A.M.I.C.A. che “non risultano atti che coinvolgano lo scrivente Ufficio e la Direzione generale nell’ambito del processo di concessione delle frequenze per la rete di telecomunicazioni 5G, né l’argomento è stato oggetto di pratiche istruite presso il Consiglio Superiore di Sanità”

1) L’INAILha dichiarato di non avere alcuna documentazione sulla sicurezza del 5g;

2) Il Ministero della Salute dichiara di non essere stato interpellato sulla sicurezza del 5g dal Ministero dello Sviluppo Economico prima della vendita delle frequenze del 5g e che anche il Consiglio Superiore di Sanità non si è interessato al problema;

3) Il Ministero dello Sviluppo Economico risponde che la documentazione richiesta (il parere sanitario) non è di sua competenza;

4) L’Istituto Superiore di Sanità dichiara di non aver prodotto alcun parere sanitario ma di aver risposto all’AGICOM che richiedeva la semplificazione delle procedure di installazione delle nuove antenne 5g. Riteniamo indispensabile così informare i Sindaci che il Governo non ha chiesto il parere sanitario, perché sono i Sindaci ad essere responsabili per legge dell’incolumità dei cittadini. Tutta la documentazione delle risposte degli Enti sopracitati è resa pubblica e a disposizione per la consultazione sul sitohttp://www.infoamica.it.

EFFETTI SULLA SALUTE COMPROVATI

In data 13 settembre 2017 circa 200 scienziati indipendenti e medici provenienti da 37 paesi, guidati dal Prof. Lennart Hardell, hanno sottoscritto l’appello internazionale per una moratoria del 5G e un altro appello ha già raccolto le adesioni di ricercatori, cittadini e organizzazioni di 96 paesi al mondo, mettendo a disposizione una bibliografia ricchissima che attesta numerosi rischi biologici da elettrosmog. Gli scienziati hanno proposto una moratoria per il roll-out della quinta generazione della telecomunicazione, almeno fino a quando “i potenziali pericoli per la salute umana e l’ambiente saranno stati completamente studiati da scienziati indipendenti che non accettano finanziamenti dall’industria”. Il pericolo sanitario del 5G è stato poi debitamente documentato dalla trasmissione televisiva d’inchiesta Report, andata in onda su Rai Tre la sera del 26/11/18.

Il 17 aprile 2019 The Lancet, la rivista scientifica inglese di ambito medico considerata tra le prime cinque al mondo, ha pubblicato “Advisory Group recommendations on priorities for the IARC Monographs” in cui lo IARC ufficializza la rivalutazione della classificazione dell’Elettrosmog.

Nelle raccomandazioni per il periodo 2020-2024, tra gli agenti con precedenza di valutazione ai fini della rivalutazione della classificazione sulla cancerogenesi, ci sono infatti le “radiazioni non ionizzanti radiofrequenze”, cioè l’elettrosmog attualmente in classe 2B (possibili agenti cancerogeni) lo stesso di Piombo; Agenti chemioterapici ed Erbicidi Clorofenossiderivati, sulla base di un aumentato rischio di glioma (un tipo di cancro maligno al cervello associato all’uso del telefono cellulare). Il Comitato scientifico sui rischi sanitari ambientali ed emergenti (SCHEER) della Comunità Europea inserisce il 5 G nella lista degli agenti pericolosi per l’umanità, insieme all’aumento di droghe e di sostanze tossiche nelle acque reflue, di rifiuti e della presenza di antibiotici nelle acque.

Il dott. Olle Johansson, neuroscienziato del Karolinska Institute (che assegna il premio Nobel per la fisiologia e la medicina), ha affermato che la prova del danno causato dai campi elettromagnetici a radiofrequenza è schiacciante”. Nel 2018 sono stati diffusi i risultati di un importante studio americano, durato 10 anni di analisi e riscontri, sui danni dovuti all’esposizione a elettrosmog: topi di laboratorio sono stati irradiati a intermittenza per due anni per 9 ore al giorno fra le 900 e 1900 megahertz (modulazione GSM e CDMA, 2G-3G) risultato finale: tumore maligno al cuore, tumori al cervello e danni al DNA, Lo studio, con un investimento di circa 30 milioni di dollari pubblici, effettuato dal National Toxicology Program, è stato promosso dal Dipartimento della salute e dei diritti umani degli Stati Uniti. Uno studio sperimentale pubblicato dal Centro Ricerca sul Cancro Cesare Maltoni dell’Istituto Ramazzini di Bologna condotto su oltre 2.000 roditori irradiati nell’intensità di campo di 50, 25, 5 V/m di frequenze pari a 1,8 GHz (come le antenne della telefonia mobile, 3G) ha evidenziato il rischio cancerogeno rilevando l’insorgenza di gliomi maligni del cervello e di Schwannomi maligni del cuore in ratti trattati dal periodo prenatale fino a 2 anni di età (corrispondenti a circa 60-65 anni nell’uomo). Questo è stato provato testando con emissioni più di 20 volte inferiori a quelle che la tecnologia 5G può emettere.

https://www.ramazzini.org/comunicato/ripetitori-telefonia-mobile-listituto-ramazzini-comunica-gli-esiti-del-suo-studio/

L’ISDE Italia (Associazione Medici per l’ambiente), attraverso il Presidente del comitato scientifico Agostino Di Ciaula, ha così commentato: “…Evidenze molto autorevoli riportano conseguenze neurologiche, metaboliche, riproduttive e persino microbiologiche generate dall’esposizione ad elettromagnetismo ad alta frequenza per intensità anche molto inferiori ai limiti di legge vigenti”. In Italia nel 2018 i medici di ISDE Italia hanno chiesto al Governo Conte “un piano di monitoraggio dei possibili effetti sanitari e una moratoria per l’esecuzione delle sperimentazioni 5G su tutto il territorio nazionale sino a quando non sia adeguatamente pianificato un coinvolgimento attivo degli enti pubblici deputati al controllo ambientale e sanitario”.

NUOVE PATOLOGIE: L’EHS (acronimo del termine inglese Electromagnetic Hyper-Sensitivity – Ipersensibilità ai campi elettromagnetici) si può definire come “una reazione avversa che si può verificare in soggetti esposti per motivi residenziali, lavorativi o personali alle radiazioni elettromagnetiche emesse da sorgenti di alta e bassa frequenza a valori di esposizione inferiori rispetto a quelli stabiliti per legge”. La patologia EHS si estrinseca scatenando una risposta infiammatoria che causa grave danno all’organismo umano, portandolo al “collasso” con rischio di morte per il soggetto.

L’EHS è riconosciuta in Svezia come malattia invalidante (disabilità). In Italia la regione Basilicata ha codificato l’Elettrosensibilità come “malattia rara”. Il Consiglio d’Europa, nella risoluzione del 2011, richiama alla necessità di creare zone electrosmog-free, prive cioè prive di Campi Elettromagnetici. Anche il Parlamento Europeo, nella risoluzione del 2009, richiama gli Stati membri a riconoscere l’Elettrosensibilità (EHS) come disabilità, mentre una serie di sentenze emesse nell’ultimo decennio dalla magistratura internazionale e italiana attestano il danno da elettrosmog, l’elettrosensibilità e il nesso causale telefonino=cancro anche oltre ogni ragionevole dubbio (Cassazione 2012), tanto che note compagnie internazionali di assicurazione come Swiss Re e Llyoid’s non ne coprono più il danno.

DANNI AMBIENTALI Oltre ai danni alla salute dell’uomo il 5g comporterà anche notevoli danni ambientali. Secondo Andrea Grieco, docente di fisica a Milano ed esperto dei problemi legati all’inquinamento elettromagnetico, “gli alberi costituiscono un ostacolo alla propagazione del segnale 5G, in particolare le foglie, con la loro superficie complessiva elevata, attenuano fortemente i segnali della telefonia mobile non avendo il segnale del wireless di quinta generazione lo stesso campo elettrico né la stessa penetrazione a lungo raggio dei precedenti standard 2G, 3G e 4G. Le foglie dell’albero assorbendo lo spettro di banda del 5G, impediscono l’ottimale ricezione del segnale emesso dalle mini-antenne”.

Dagli organi di stampa si è appreso che in diversi Comuni italiani dal 2018 ad oggi sono stati abbattuti migliaia di alberi anche secolari, ultimo esempio sulla collina di Posillipo a Napoli. Dato che si può notare chiaramente che gli alberi sopra i tre metri sono di ostacolo per la propagazione delle onde, le direttive che vengono date per il corretto funzionamento del 5g, sono di abbattere gli alberi. Queste deturpazioni ambientali si verificano soprattutto nelle città deputate ad essere oggetto della sperimentazione del 5g(1) .

PRESENZA DI PESANTI CONFLITTI D’INTERESSE NELLA RICERCA SCIENTIFICA.

Per i ricercatori sponsorizzati dai colossi delle Telecomunicazioni coinvolti, al contrario di ricercatori “indipendenti”, possono determinarsi pesanti conflitti di interesse (il controllore viene pagato dal controllato) fino a poter influenzare in maniera pesante l’informazione che arriva al grande pubblico, che ne viene in qualche misura distorta. Infatti, la voglia delle Amministrazioni di deregolamentare il settore con una varietà di norme e di interpretazioni sempre più “larghe” delle stesse è stata ed è più forte di quella di stabilire dei limiti di legge cautelativi e di farli rispettare. Supporre il motivo per cui gli organi preposti a tutelare la nostra salute ignorano ogni appello pubblico alla precauzione è facile : a conclusione dell’asta di vendita per l’assegnazione delle frequenze, nel 2018 lo Stato ha incassato oltre 6,5 miliardi di euro, motivo più che sufficiente per ignorare qualsiasi studio scientifico che dimostri inconfutabilmente la pericolosità del 5G. Confermare che ci si trovi di fronte ad un cancerogeno di Classe 1 (cancerogeno certo) comprometterebbe interessi colossali.

PER QUANTO SU ESPOSTO

e ritenuto che gli Amministratori Pubblici non possano assolutamente ignorare le evidenze disponibili ed attendere la eventuale dimostrazione a posteriori del danno in presenza di un possibile rischio per la salute pubblica immediato, l’Associazione “Cittadini Attivi!” e il Comitato Spontaneo NO 5G assegnano ai Sindaci, ad ogni futuro effetto, la responsabilità penale, civile, amministrativa da accertarsi nelle competenti sedi, qualora decidano di eludere la documentazione riportata in questo documento per le conseguenze di ordine sanitario che dovessero manifestarsi a breve, medio e lungo termine nella popolazione residente nel territorio comunale, anche in considerazione che gli effetti avversi sulla salute causati dalle strutture 5G potrebbero includere l’insorgenza di gravissime patologie quali cancro, infertilità e altro ancora nella cittadinanza anche di età infantile

CHIEDONO

ai Sig. Sindaco del Comune di Brindisi, in ossequio all’art. 32 della Costituzione ed al principio di precauzione sancito dal diritto comunitario dall’art. 191 TFUE, dell’ex art. 38 della Legge 8 Giugno 1990, n. 142 sull’Ordinamento delle autonomie locali, che investe il primo cittadino di ‘Attribuzioni del sindaco nei servizi di competenza statale’: “Il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotta, con atto motivato e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico, provvedimenti contingibili e urgenti in materia di sanità ed igiene, edilizia e polizia locale al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità dei cittadini”, al fine di fronteggiare la minaccia di danni gravi ed irreversibile per i cittadini, di imporre a tutte le attività da cui possano originare emissioni inquinantiad assumere ogni misura e cautela volte a ridurre significativamente, mediante l’adozione delle migliori tecnologie disponibili nonché ove possibile eliminare, l’inquinamento elettromagnetico e tutte le emissioni introdotte nell’ambiente e quindi i rischi per la salute della popolazione secondo anche il principio di Ippocrate “Primum non nocere”.

CHIEDONO INOLTRE

a Codesta Amministrazione di astenersi per il futuro dall’autorizzare, asseverare e dare esecuzione a progetti relativi alle attività di installazione di nuovi impianti sperimentali a tecnologia 5G che potrebbero condurre ad un aggravamento delle condizioni di insalubrità ambientale già dovute all’elettrosmog presente, in assenzadi inconfutabili prove scientifiche della innocuità della emissione di radiazioni elettromagnetiche di tecnologia 5Gper persone (soprattutto bambini e prenatali), animali e cose.

Nell’interesse della salute dei cittadini l’Associazione e il Comitato firmatari si riservano la possibilità di adire ad atti di diffida e messa in mora nei confronti delle Amministrazioni Cittadine inadempienti, nelle modalità previste dalla Legge.

Nello spirito di collaborazione previsto dagli Statuti comunque evidenziamo la nostra completa disponibilità a fornire supporto ed eventuali ulteriori documentazioni alla Amministrazione Pubblica.

INFINE, FORMULANO LA PRESENTE PER AVERE ACCESSO AI SENSI DEL D. LGS. 97/2016, NONCHE’ DELLA L. 241/90 E DEL D. LGS. 195/2005, ALLE SEGUENTI INFORMAZIONI E DOCUMENTAZIONI DA VOI DETENUTE:

completo dossier relativo agli impianti di telecomunicazione operanti con frequenze 5G ubicati nel Comune di Brindisi “indipendentemente dalla potenza dell’impianto e dalla procedura con la quale il Comune è interessato dall’impianto stesso (es. SCIA, SCIA semplice, Comunicazione, autocertificazione di attivazione etc.) e, comunque, comprendenti anche impianti per trasmissione punto a punto, impianti c.d. “DAS” ovvero Distributed Antenna System, impianti “Small Cell”, impianti con potenza al connettore di antenna inferiore ai 5W, impianti di cui ai commi 4 e 4bis dell’art. 35 D.L. 98/2001, convertito con modificazioni dalla L. 111/2011 e s.m.i.”.

Per dossier completo si intendono elaborati progettuali integrali, documenti autorizzativi, relazioni di terzi, varianti autorizzate, isolinee di campo elettrico, sezioni verticali nelle direzioni di puntamento delle antenne irradianti, il tutto privo di cancellazioni, omissis e quant’altro.

Nonostante non sia richiesto da parte della normativa in vigore, Vi informiamo che desideriamo accedere ai documenti in oggetto per comprendere la forza, l’intensità, le caratteristiche del campo elettrico ed elettromagnetico emesso dalle stazioni radio base suindicate.

Poiché larga parte della letteratura scientifica ritiene sussistente la nocività dei campi elettromagnetici a livelli ben inferiori a quelli indicati dalla legge (DPCM 8.7.2003), anche in considerazione dello spettro di frequenze, della dimensione delle onde, della loro forma pulsata, ogni singolo dettaglio degli impianti in questione assume rilievo nell’ottica di tutela della salute della cittadinanza. Esprimiamo la preferenza a che tutta la documentazione in Vostro possesso ci sia resa disponibile in formato elettronico, salvo il pagamento di eventuali diritti di copia.

Anticipiamo che i dati pubblicati da ARPA Regionale sul c.d. Geoportale sono gravemente insufficienti rispetto alle esigenze di conoscenza della popolazione dei campi elettromagnetici, omettendo infatti di indicare la tipologia di impianto e dunque se serva frequenze 2, 3, 4, 4,5 o 5G, e/o più di una di esse in contemporanea, nonché le caratteristiche tecniche degli impianti (potenza, tilt, isolinee di campo elettrico e via dicendo).

Certi della Vs comprensione dei dubbi che ci pervadono e della Vs comprovata integrità morale anche e soprattutto nelle vesti di nostro Primo Cittadino, restiamo in attesa dell’invio della documentazione richiesta al presente indirizzo di posta elettronica certificata: entro e non oltre il termine di legge, decorso il quale si procederà ad impugnare avanti il competente Giudice Amministrativo.


INFORMAZIONI/FONTI/APPROFONDIMENTI

http://iopscience.iop.org/article/10.1088/1742-6596/306/1/012007/meta

https://www.youtube.com/watch?v=jpAaZ3VDlHY

https://www.corriere.it/esteri/07_dicembre_18/wifi_dannoso_parigi_6daf0ffe-ad8a-11dc-af1c-0003ba99c53b.shtml

https://www.youtube.com/watch?v=TqOpFJ_2-7c

http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/per-i-media/comunicati-stampa/it/194-comunicati-stampa/2038666-gara-5g [6]

https://www.mdpi.com/1660-4601/11/10/10790/htm

https://einarflydal.files.wordpress.com/2018/04/pall-to-eu-on-5g-harm-march-2018.pdf

https://www.mobileworld.it/2018/10/03/frequenze-5g-asta-conclusa-bande-194151/

https://ec.europa.eu/health/sites/health/files/scientific_committees/scheer/docs/scheer_s_002.pdf

(1)link ai dei documenti ufficiali della considerazione geo-spaziale degli ostacoli al 5g.

https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/684420/OS_Final_report__5g-planning-geospatial-considerations.pdf

https://www.gov.uk/government/publications/ordnance-survey-5g-planning-and-mmwave-environment-reports


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