PISICCHIO SU GRUPPO DI LAVORO CON REGIONI PER DL SEMPLIFICAZIONE NELL’EDILIZIA

“Concluso positivo confronto anche su Piano Casa Puglia e su riuso temporaneo di edifici ed aree”

“Anche la Regione Puglia vuole fare la sua parte a favore di cittadini e imprese accelerando e semplificando le procedure in materia di edilizia e urbanistica. Abbiamo iniziato con altre Regioni un lavoro importante che può costituire una bussola per gli indirizzi che vorrà dare il legislatore nazionale”.
L’assessore regionale alla Pianificazione Territoriale, Alfonso Pisicchio, esprime soddisfazione per il gruppo di lavoro della Regione Puglia e di altre sette Regioni (Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio e Campania) di supporto alla Commissione Infrastrutture, Mobilità e Governo del Territorio nell’ambito della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome per la stesura del Decreto Legge – Semplificazione, proposte in materia di edilizia.
Un pacchetto di proposte già portato all’attenzione della Commissione Parlamentare Affari Istituzionali, che nelle scorse ore ha licenziato il documento generale, comprensivo di tali proposte.
“In questo proficuo lavoro di analisi con gli assessori delle altre sette Regioni – spiega Pisicchio – abbiamo inserito anche possibili soluzioni nazionali al Piano Casa della Puglia, all’indomani della sentenza della Corte Costituzionale. Proprio perché come Regione riteniamo che questo settore debba essere una volta per tutte chiarito dal legislatore, non dando più spazio a interpretazioni e proroghe annuali”.
Il gruppo di lavoro si è basato su tre assi portanti per arrivare a una proposta che contempli ottimizzazione dei tempi per i flussi istruttori, procedure edilizie e semplificazione della documentazione, incentivi per il rilancio del settore.
Tra le proposte avanzate c’è la proroga di due anni dei termini di validità di tutti i certificati, attestati, permessi, autorizzazioni, segnalazioni e atti abilitativi altrimenti denominati, in scadenza a decorrere dal 31.01.2020.
La proroga di tre anni dei termini stabiliti dalle convenzioni di lottizzazione di cui all’articolo 28 della legge 17 agosto 1942, n. 1150, ovvero dagli accordi similari comunque denominati dalla legislazione regionale, stipulati antecedentemente all’entrata in vigore del provvedimento di attuazione.
Nell’ambito di interventi di qualificazione del patrimonio edilizio esistente (laddove previsto negli strumenti urbanistici dei Comuni o in altre disposizioni comunali, sulla base delle legislazioni regionali) il gruppo di lavoro propone che alla demolizione totale di edifici esistenti segua la ricostruzione, fatte salve le distanze legittimamente preesistenti, se le dimensioni dell’area di intervento non consentono il rispetto delle distanze minime. La ricostruzione però potrà prevedere la modifica del sedime, della sagoma, dell’altezza e dei prospetti, nonché l’aumento dei volumi derivante da normative premiali nazionali e regionali, se esplicitamente previsto dallo strumento urbanistico del Comune.
In tema di incentivi, al fine di promuovere gli interventi di recupero e di qualificazione del patrimonio edilizio esistente, la proposta prevede che fino al 31 dicembre 2021 il costo di costruzione previsto per gli interventi sul patrimonio edilizio esistente è ridotto in misura non inferiore al cinquanta per cento. I comuni hanno la facoltà di deliberare ulteriori riduzioni, fino alla completa esenzione dallo stesso.
“Misure concrete – aggiunge Pisicchio – che guardano non solo al mero tecnicismo ma anche ai problemi reali dei Comuni. Come Puglia infatti abbiamo sin da subito sostenuto in sede di confronto con le altre Regioni la necessità di stimolare sempre più l’utilizzo temporaneo di edifici ed aree per usi diversi da quelli previsti dal vigente strumento urbanistico, allo scopo di attivare processi di rigenerazione urbana, di riqualificazione di aree urbane degradate, di recupero e valorizzazione di immobili e spazi urbani dismessi o in via di dismissione e favorire, nel contempo, lo sviluppo di iniziative economiche, sociali, culturali o di recupero ambientale. Passa anche da queste misure il rilancio dell’edilizia e della capacità degli enti locali di progettare spazi nuovi per usi e finalità pubbliche”.  


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