FRATELLI D’ITALIA: “PSR, 50 MILIONI GIA’ PERSI, ED EMILIANO CONTINUA A NASCONDERSI”

Di seguito, una nota dei consiglieri di Fratelli d’Italia Erio Congedo, Giannicola De Leonardis, Luigi Manca, Renato Perrini, Francesco Ventola e Ignazio Zullo

“Nella perdurante latitanza dell’assessore al ramo e del presidente dell’esecutivo Michele Emiliano – che preferisce apparire solo quando ci sono nastri da tagliare e firme da apporre su contratti, o davanti a telecamere compiacenti, per poi smaterializzarsi e scomparire di fronte a disastri da lui stessi provocati -, il direttore del dipartimento agricoltura Gianluca Nardone oggi nell’audizione sul Psr in IV Commissione regionale ha fornito una serie di notizie che certificano ancora una volta il fallimento dell’amministrazione regionale in carica, in una materia di vitale importanza per l’economia pugliese.
In primus, ammontano a  50 milioni di euro le risorse comunitarie definanziate rispetto agli obiettivi di spesa nel 2000, disponibili ma che andranno sicuramente perse: cifra già comunicata a Bruxelles e che andrà ridiscussa il prossimo 8 luglio, sperando che l’emergenza Covid-19 possa fornire l’ennesimo pretesto per nascondere inefficienza e superficialità.
Ancora, la sentenza della terza sezione del Tar Puglia che imponeva l’annullamento della circolare operativa varata per cambiare le regole in corsa sul Durc, il documento di regolarità contributiva delle aziende (che secondo il bando originario, poi stravolto, doveva essere presentato all’atto di presentazione della domanda) verrà impugnata davanti al Consiglio di Stato: una scelta che, congelando le graduatorie in essere, completamente da rifare, ha il solo scopo di guadagnare mesi preziosi in campagna elettorale, per poi scaricarne le conseguenze sull’ammistrazione regionale che verrà. Una scelta destinata a incidere pesantemente sui pugliesi, anche per gli ulteriori costi di un contenzioso che non appare in alcun modo comprensibile.
Decisioni che hanno un’impronta politica ben marcata, ma che vengono spacciate come ‘tecniche’, con l’avvallo di dirigenti che continuano a prestarsi al ruolo di parafulmini. Con il protagonista principale di questa tragicommedia costretto a nascondersi e fuggire dalle proprie responsabilità, piuttosto che metterci la faccia: questione di dignità, che non si pu? imporre per legge”.


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