Attivo il decreto sulla “Riforestazione urbana”. Soddisfatta la relatrice M5S, sen. L’Abbate: “In arrivo fondi per 30 milioni”

La senatrice pugliese Patty L’Abbate, M5S, esprime soddisfazione per la firma da parte del ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, al Decreto Attuativo sulla Riforestazione urbana, corrispondente all’Art. 4 della Legge Clima di cui la stessa è stata relatrice in Senato.

“Il 16 settembre il ministro Sergio Costa ha firmato il decreto attuativo sulla riforestazione urbana che applica l’articolo 4 della legge Clima. Un percorso lungo, quello dell’approvazione del decreto, che ha dovuto tenere conto delle linee programmatiche del Green Deal europeo, della Strategia per il Verde urbano, dell’aggiornamento dei Criteri minimi ambientali, realizzato a marzo, durante il lockdown, e del parere della Conferenza unificata” sottolinea la senatrice.

Nello specifico, i fondi stanziati ammontano a 30 milioni, divisi in due annualità, 2020 e 2021. I fondi saranno affidati a Città metropolitane che presentano i progetti, per un massimo di 500 mila euro a progetto, e che includano anche la manutenzione e la eventuale nuova messa a dimora di alberi che non abbiano attecchito. Entro 120 giorni dalla firma del decreto, le città metropolitane possono presentare i progetti, che saranno verificati e validati entro 90 giorni dal Ministero dell’Ambiente.

I progetti devono perseguire i seguenti tre principali obiettivi della Strategia nazionale del Verde Urbano:

a) tutelare la biodiversità per garantire la piena funzionalità degli ecosistemi;

b) aumentare la superficie e migliorare la funzionalità ecosistemica delle infrastrutture verdi a scala territoriale e del verde costruito;

c) migliorare la salute e il benessere dei cittadini.

Il finanziamento sarà erogato:

1. Tenuto conto anche della valenza ambientale e sociale dei medesimi, del livello di riqualificazione e di fruibilità dell’area oggetto dell’intervento, dei livelli di qualità dell’aria e della localizzazione nelle zone oggetto delle procedure di infrazione comunitaria

2. devono indicare una documentata stima delle capacità delle specie botaniche utilizzate in termini di assorbimento e stoccaggio della CO2 e, nel contempo, di rimozione degli inquinanti e di adattamento al cambiamento climatico, in termini di resistenza e resilienza dei lembi di foresta urbana di progetto (con preferenza per l’uso di fitocenosi miste – sempreverdi e caducifoglie – per favorire complessivamente un risultato migliore relativamente allo stoccaggio della CO2 e alla rimozione degli inquinanti atmosferici);

3. la stima dei benefici ambientali attesi relativamente alla cattura e stoccaggio della CO2 e alla rimozione degli inquinanti atmosferici da effettuarsi facendo riferimento alle Linee Guida dell’International Panel on Climate Change e alle più aggiornate metodologie e procedure di computo sviluppate da Enti e Istituti di ricerca pubblici italiani o di altri Paesi dell’UE

4. e un dettagliato piano di gestione e di manutenzione delle nuove aree verdi per almeno 7 anni successivi alla realizzazione degli impianti, prevedendo la sostituzione degli individui arborei che non attecchiscono qualora sia compatibile con la concorrenza delle piantine limitrofe già affermate e continuando le cure colturali.

Contemplata anche la revoca dei fondi, in caso di difformità tra l’esecuzione e la progettazione.


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