Cisl Taranto Brindisi:UNITÀ D’INTENTI E COESIONE PER LO SVILUPPO DI BRINDISI E DEL TERRITORIO

L’eccezionalità determinata dal Covid-19, in questo 2020 in dirittura di arrivo ed oramai consegnato alla storia come annus horribilis – tra pandemia e conseguente costo di vite umane, catastrofi naturali, perdite economiche, chiusure di aziende, licenziamenti o cassa integrazione – non ha, tuttavia, devitalizzato i fondamentali di una convivenza civile e democratica caratterizzata nel nostro Paese dai valori costituzionali della partecipazione e del dialogo, della contrattazione sociale e della persistente ricerca del bene comune.

La Cisl territoriale, per quanto riguarda Brindisi ed il suo territorio provinciale, più che incertezza e difficoltà rileva in questa fase opportunità sospese, rispetto alle quali ciascuno sembra che giochi, purtroppo, una partita a titolo individuale; una sorta di limbo, cioè, in cui l’iniziativa istituzionale pubblica sembra avere smesso di svolgere se mai lo abbia svolto fino in fondo nei mesi precedenti al primo lockdown totale, il ruolo di forza cogente, trainante, aggregante, inclusiva, propositiva, sui temi dello sviluppo, dell’occupazione, della politica sociale, dell’offerta sanitaria e socio-sanitaria a partire dalle risposte sollecitate dai giovani, dalle fasce sociali più deboli, dagli anziani, dalle persone non autosufficienti.

Soprattutto non è percepibile, ancora, una visione di medio/lungo periodo, che non sia limitata alla semplice conta delle conseguenze pandemiche né alle continue prese di posizione su svariate questioni le cui competenze decisorie, peraltro, non dipendono da responsabilità locali come, ad esempio, sta avvenendo in queste settimane sulla futura Zona franca senza alcun coinvolgimento delle rappresentanze del territorio, delle organizzazioni sindacali e delle associazioni datoriali.

A questo punto è legittimo chiedersi, se e quando in questo territorio si dovrà affrontare la questione lavoro?

Si avverte forte la necessità, dunque, che venga elevata la qualità della contrattazione territoriale con tutti i possibili interlocutori istituzionali, dal Governo nazionale compresi ovviamente i Ministeri a quello regionale; e con quelli privati, dall’ Enel Italia (transizione energetica) all’Autorità di sistema portuale (Autostrada del mare, industria del mare,  Zes e Zona franca doganale), all’Yilport (ipotesi di realizzazione e gestione di un terminal crocieristico nel capannone ex Montecatini), ecc.

Senza tacere, inoltre, sulle mancate o limitate opportunità, finora riscontrate, di politiche di attrazione territoriale che avrebbero sicuramente consentito ad investitori, qualora effettivamente messe in campo, nuovi insediamenti produttivi, meglio se correlati alle molteplici potenzialità di area, ad esempio nei settori agricoltura di qualità, turismo, commercio, artigianato, industria, mare, cultura.

Tra queste opportunità avrebbero potuto, addirittura, annoverarsi i progetti correlati al Contratto istituzionale di Sviluppo per Brindisi-città, attualmente fermo, la cui realizzazione avrebbe costituito un possibile volano per l’economia e lo sviluppo del territorio, al pari di quanto sta accadendo in altri territori.

Ebbene, la Cisl Taranto Brindisi, con tutto il sindacalismo confederale, intende confermarsi parte attiva nel rilancio del dialogo sociale ma rivendica un definitivo cambio di passo a favore di una concertazione territoriale che va rilanciata.

Sarà allora che la nostra comunità potrà beneficiare di un ruolo illuminato e lungimirante dell’attuale classe dirigente se quest’ultima, appunto, si sarà posta nella condizione di promuovere unità d’intenti, chiamando a raccolta e portando a sintesi ogni energia progettuale positiva, in un luogo istituzionale autorevole e riconoscibile come è la Prefettura, da dove sarà possibile riscrivere un nuovo inizio di coesione per lo sviluppo fortemente auspicato.


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