Recovery, Amati: “M’interessa prima il ‘cosa’ si fa e in quanto tempo e poi il ‘quanto’. Su questo le parole di Draghi rassicurano”

“Il mio maggiore interesse sul Recovery è sul ‘cosa si fa’, in quanto tempo e se si tratta di investimenti a rendimento elevato e duraturo per la ripresa di prodotto e competitività dell’Italia.

Le conversazioni pur interessanti sul metodo (spesso afflitto da eccessivo localismo) e sul ‘quanto ci spetta’ suddiviso per territori, può essere solo una conseguenza delle idee chiare sui singoli interventi. In questo senso reputo una garanzia la dichiarazione del Presidente incaricato Mario Draghi, nel recente lavoro pubblicato dal Gruppo dei 30, e la relazione al regolamento Recovery approvata dal Parlamento europeo”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, all’esito della riunione svoltasi oggi tra i Capigruppo consiliari, i Presidenti delle Commissioni e gli uffici del Gabinetto e della Programmazione unitaria.

“I tempi per definire la proposta italiana sono strettissimi per cui sarà diligente il territorio che si farà trovare pronto con proposte accordate con i criteri conosciuti e negligente quello che si lamenterà per non aver avuto il giusto tempo per pensarci.
La primaria caratteristica dei programmi straordinari, infatti, consiste nella possibilità di raggiungere in pochissimo tempo il recupero del prodotto perduto.
Per questi motivi le prossime ore non dovranno servire a moltiplicare i ‘tavoli’ di confronto regionali, come rimedio attendista, ma a scremare le proposte pugliesi sulla base dei criteri sommari già conosciuti e cioè, come detto, la possibilità di essere realizzate in pochissimi anni e con il rendimento elevato e duraturo.
E il tutto per mantenersi fedeli alla circostanza che le risorse rese disponibili sono un debito che i cittadini europei (e quindi italiani) stanno contraendo, iscrivendo perciò un’ipoteca di primo grado sulla testa dei giovani e dei bambini”.


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