Fasano non dimentica Francesco Zizzi, 43 anni dopo la strage di via Fani

IL SINDACO ZACCARIA: «RESTIAMO UNITI COME RIMASE UNITA L’ITALIA DEGLI ANNI DI PIOMBO»

Sono passati 43 anni ma l’esempio e il sacrificio di Francesco Zizzi sono ancora vivi nella memoria di una città intera. Fasano non dimentica il nostro concittadino che era tra i cinque agenti di scorta all’on. Aldo Moro  brutalmente assassinati da un commando delle Brigate Rosse.

Il 16 marzo 1978, in via Fani, a Roma, il vicebrigadiere Zizzi fu ferito a morte mentre il presidente del Consiglio fu sequestrato. Una tragica giornata che ha segnato tutta la storia di Italia. 

Il Covid, anche quest’anno, come nel 2020, ha impedito che oggi si svolgesse la consueta cerimonia di commemorazione, ma il ricordo di Zizzi resta sempre vivo, come monito ed esempio per ogni generazione. Emblema di eroe che ha messo la propria vita al servizio dello Stato nel rispetto e nel riconoscimento assoluto del valore delle istituzioni. 

«Il sacrificio del nostro concittadino Franco Zizzi mi conduce ad una riflessione sul tempo che stiamo vivendo – dice il sindaco Francesco Zaccaria –. L’Italia degli anni di piombo superò l’emergenza e sconfisse il terrorismo politico soprattutto per una ragione: perché rimase unita. Tutti, anche noi bambini, ci stringemmo attorno alle Istituzioni con fiducia nel loro lavoro e nelle forza indiscutibile della democrazia». 

Una forza che non deve mai essere messa in discussione, sottolinea il primo cittadino, anzi, proprio in questo periodo di emergenza globale, deve essere l’àncora a cui aggrappare la speranza: «Anche oggi, contro questo virus che mette in pericolo la nostra salute e le nostre sicurezze in ambito lavorativo e familiare, l’unità è l’arma più forte. Anche oggi inchiniamoci davanti alle vittime del Covid e a chi è in prima linea per sconfiggerlo, esattamente come allora per il terrorismo. Anche oggi restiamo uniti. La forza di un popolo, quando è cementata dall’unità e dalla fiducia, non può perdere».


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