ORIA: RIFIUTI PERICOLOSI SVERSATI E ACCATASTATI SUL TERRENO ATTIGUO AL CAPANNONE

CONTROLLI DEI CARABINIERI FORESTALI SULLE AUTOFFICINE.DENUNCIATO L’ ARTIGIANO, SEQUESTRATA L’ AREA DI SMALTIMENTO

Nell’ ambito dei controlli pianificati presso gli esercizi di autoriparazione, i Carabinieri Forestali della Stazione di Ceglie Messapica hanno rinvenuto pesanti violazioni alle norme ambientali in un’ autofficina di Oria, pochi giorni dopo un episodio simile accertato a San Donaci.

Questa volta i Militari hanno riscontrato che all’ esterno del capannone di lavorazione dei veicoli, in un terreno di pertinenza, venivano accatastati ed abbandonati rifiuti di ogni tipo, rivenienti dall’ attività di riparazione: una cisterna contenente olio lubrificante esausto, che dalla stessa percolava sul suolo, pneumatici fuori uso, nonché, su un’ area pavimentata in cemento e con muri perimetrali in conci di tufo, altri 4 fusti metallici contenenti olio per una capienza di 200 litri, un bidone ricolmo di filtri di olio per auto, dischi di freni, batterie esauste, ammortizzatori e rifiuti ferrosi vari. Anche qui, si è evidenziata una percolazione di liquido oleaginoso nerastro attraverso le fenditure la muratura, per infiltrarsi quindi nel terreno agricolo adiacente.

I Carabinieri Forestali, davanti a tale situazione di degrado ambientale, hanno proceduto immediatamente e di iniziativa a sottoporre a sequestro preventivo penale sia il terreno nudo, sia il locale murato, con tutto il loro carico di rifiuti.

Il titolare dell’ officina, E.C. di anni 46, è stato deferito alla Procura della Repubblica di Brindisi per gestione non autorizzata di rifiuti speciali anche pericolosi, ai sensi dell’ art. 256, comma 1, lett. a) e b), e comma 2 del Decreto legislativo n. 152 del 2006 (“Testo Unico Ambientale”).

Trattandosi di rifiuti in parte pericolosi, il trasgressore non potrà beneficiare del regime di favore introdotto dalla Legge n. 68 del 2015, bensì, in caso di condanna, sarà soggetto alla pena dell’ arresto da sei mesi a due anni e dell’ ammenda da 2.600 a 26.000 euro, oltre che al pagamento di una sanzione amministrativa da 2.600 a 15.000 euro per omessa compilazione del registro di carico e scarico dei rifiuti (art. 258, comma 1, del Testo Unico Ambientale), e naturalmente alla bonifica della zona di accumulo con smaltimento regolare dei materiali ed eventuale risanamento dei terreni inquinati.

 


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