INCONTRO FRATELLI D’ITALIA PUGLIA E BARONE SU WELFARE: “PREVENZIONE FUNZIONA SOLO CON SINERGIA TRA ASSESSORATI, PRIVATO PROFIT/NO PROFIT E VOLONTARIATO”

“Invertire la rotta: prevenire i bisogni socio-sanitari (welfare) e organizzare la risposta attraverso la programmazione anziché continuare a inseguire le emergenze.

È questa la prima richiesta che abbiamo rivolto all’assessore Rosa Barone, che abbiamo voluto incontrare per fornire una serie di spunti utili, che nascono dal confronto quotidiano con i disabili e anziani e le loro famiglie. La Regione Puglia, infatti, ha avuto politiche welfare sempre in affanno, tese sempre a trovare soluzioni a emergenze, senza mai una vera pianificazione pluriennale che consenta dall’assistenza ai disabili, al contrasto della dispersione scolastica (solo per citare due esempi), di poter non solo fornire tutti i servizi necessari per il vivere quotidiano, ma anche a prevenire alcuni fenomeni, soprattutto quelli di carattere sociale che investono i minori e le situazioni di povertà. In tal senso sarebbe auspicabile un maggior raccordo con gli assessori alla Sanità, all’Istruzione e Formazione e allo Sport, se davvero si vuole avere un’azione di prevenzione sinergica. Fare rete tra assessorati ma anche con il privato profit e non profit e con il volontariato.

“Anche per l’assegno di cura la mancata programmazione ha portato alle continue proteste dei disabili e le loro famiglie, in questo caso anche l’eccessiva burocratizzazione è un ulteriore disagio. Non troviamo necessario che ogni anno il disabile cronico (pensiamo a chi è allettato o con diagnosi di malattia grave non reversibile) debba presentare annualmente la domanda e dimostrare il suo stato di non autosufficienza. E’un’assurdità alla quale si aggiunge l’obbligo di dover spostare pazienti allettati e a volte intubati negli ambulatori della Asl per il controllo. Magari malattie come la SMA potessero da un anno all’altro regredire!

“Sul piano più socio-amministrativo abbiamo acceso i riflettori sui Piani di Zona, ambiti che dovrebbero offrire servizi socio-sanitari e, invece, spesso sono più utili ad assumere dipendenti che a fornire assistenza. Per cui i fondi messi a disposizione dalla Regione servono più a pagare stipendi, mentre viene meno (perché non versati) la quota dei Comuni. Abbiamo suggerito all’assessore Barone di fare una ricognizione dei debiti che i Comuni devono ai Piani di Zona e prevedere un fondo di rotazione per permettere alle Amministrazioni comunali di poter rimettersi in regola con i pagamenti per avviare una nuova era per ambiti che sono fondamentali per i servizi socio-sanitari. E soprattutto abbiamo posto la necessità di condurre un monitoraggio continuo e permanente delle attività dei Piani di Zona. L’assessore Barone non solo ha accolto il nostro suggerimento, ma ha annunciato l’intenzione di istituire un Osservatorio su tutti i Piani di Zona pugliesi per una valutazione globale della situazione.

“Abbiamo evidenziato, anche, che il RED cos? come attuato non pu? essere una forma di assistenza tout court, che al pari del nazionale Reddito di cittadinanza non pu? essere sostitutivo del reddito da lavoro, molte strutture ricettive sono in carenza di organico perché molti pur di non perderlo chiedono di essere assunti a nero. E’brutto da dire ma il Red e il Reddito di cittadinanza hanno favorito la piaga del lavoro nero e del falso volontariato. Una situazione davvero paradossale.

“Infine, ma non ultimo, più attenzione ai portatori di Autismo, specie per i minori. Le famiglie lamentano l’assenza di centri specializzati per l’assistenza, specie dopo l’emergenza Covid che per altro ha peggiorato patologie di questo tipo.

“L’auspicio è che – ognuno nel proprio ruolo e in modo particolare in questo delicatissimo settore (welfare) – questi incontri possano davvero contribuire non solo a creare un dialogo proficuo fra Assessorato e opposizione, ma dare un contributo reale ad alleviare i bisogni dei soggetti fragili pugliesi.”


Gen.le Lettore.

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