VI rapporto IPCC & cambiamenti climatici: il Comune e la Provincia di Brindisi prendano posizione.

Il Movimento NO TAP/Snam della Provincia di Brindisi, aderente alla Campagna Nazionale “Per il Clima, Fuori dal Fossile”, è da tempo impegnato assieme ad altre realtà nazionali e internazionali sulla lotta ai cambiamenti climatici.

In particolare sulla lotta contro gli inutili gasdotti come il TAP/Snam che oggi sono assolutamente inutili e anacronistici rispetto agli impegni degli accordi di Parigi del 2015.

Nonostante tutto il gas metano viene impropriamente ritenuto, non solo in Italia, l’elemento fossile per la transizione energetica verso l’abbandono totale delle fonti fossili per la produzione di energia.

Ma già da tempo gli scienziati dell’Organismo Intergovernativo delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (IPCC) stavano ammonendo gli Stati del mondo per dare una accelerata ad invertire la pericolosa deriva che porterà il pianeta verso il baratro climatico nell’arco di pochi decenni.

Infatti, il penultimo rapporto speciale dell’IPCC, approvato con il consenso unanime dei governi di tutto il mondo, aveva lanciato un allarme sullo stato del clima e diceva che per evitare gli effetti più disastrosi dei cambiamenti climatici è necessario agire subito e prendere le misure molto più radicali di quelle già in campo che derivano dagli accordi di Parigi del 2015.

Tutto il mondo è preoccupato, i grandi capi di Stato e di Governo del pianeta già si stanno confrontando sulla strategia da adottare nel più breve tempo possibile per scongiurare il raggiungimento del punto di non ritorno previsto per l’IPCC fra 10/11 anni.

In sostanza l’IPCC ci dice che a livello planetario dovremmo dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2030 e abbatterle del tutto entro il 2050 per mantenere il riscaldamento globale entro la soglia cruciale di +1,5 gradi centigradi.

L’ Europa invece, recependo il rapporto IPCC, addirittura ambisce a ridurre fino al 55% le emissioni climalteranti entro il 2030 per abbatterle definitivamente entro il 2050.

Vedremo se i lavori della prossima COP 26 (Conferenza Mondiale sui Cambiamenti Climatici) che si svolgerà a Glasgow nel prossimo novembre, per la quale l’Italia è anche co-organizzatrice, porteranno a una drastica decisione dei Governi di tutto il pianeta di ridurre e/o eliminare la produzione di gas serra nel più breve tempo possibile.

Tra i gas serra il più pericoloso è il gas metano, così come hanno certificato da diversi anni gli scienziati dell’IPCC.

Infatti il gas metano è ritenuto 80 volte più climalterante della CO2.

E l’ultimo rapporto dell’IPCC uscito qualche giorno fa non a caso punta il dito principalmente sulle emissioni di gas metano.

Il Movimento NO TAP/Snam della Provincia di Brindisi da sempre detto che Brindisi si sta candidando a diventare la capitale europea del gas.

Dalla centrale di interconnessione di Mataggiola, a metà strada da Brindisi e Mesagne, già arrivano o partono già 11 gasdotti tra cui il TAP.

E 5 dei 6 gasdotti italiani inseriti nella ultima PCI List (Lista dei Progetti di Interesse Comune Europei), in attesa di essere finanziata dalle banche europee, interesseranno direttamente o indirettamente sempre il sito di Mataggiola. 

In questa lista è compreso anche il famoso EastMed Poseidon che sbarcherà a Otranto, fresco fresco di rinnovo delle autorizzazioni (in verità già scadute da un pezzo) da parte del Ministro per Transizione Ecologica Cingolani.

Come se non bastasse a Brindisi ci sono altri due “progetti fossili” che sono al centro di un dibattito politico insensato, sconclusionato, illogico e confuso che sono il deposito costiero GNL di Edison e la trasformazione a gas della centrale Enel di Cerano.

Dal momento che il sesto rapporto IPCC rincara la dose contro le emissioni di gas metano sarebbe stupido a Brindisi continuare a cincischiare sulle due questioni con il rischio di spalancare le porte ad altri due progetti climalteranti, inutili che paradossalmente vanno nella direzione opposta a quella indicata dall’IPCC e non solo.

La Regione Puglia, la Provincia di Brindisi, il Comune di Brindisi di recente hanno deliberato la dichiarazione di emergenza climatica nei rispettivi consigli regionale, provinciale e comunale.

La dichiarazione di emergenza climatica in ogni caso è stata adottata già da diverse regioni, da diverse province e da tantissimi comuni, molti pugliesi tra cui comuni diversi salentini compresi il Comune di Erchie (che lotta contro un mega impianto di compostaggio finalizzato alla produzione di biogas, CH4 come il metano appunto) e il Comune di Torchiarolo che all’epoca del passaggio del gasdotto TAP/Snam sul suo territorio fu l’unico dei comuni della provincia di Brindisi a prendere posizione.

Proprio in virtù dei precisi impegni politici contenuti nella dichiarazione di emergenza climatica adottata dal Comune di Brindisi e dalla Provincia di Brindisi, il Movimento NO TAP/Snam della Provincia di Brindisi invita e sollecita il Sindaco di Brindisi e il Presidente della Provincia di Brindisi a prendere posizione nei rispettivi consigli, comunale e provinciale, nei tavoli istituzionali regionali e governativi.

Di conseguenza il Movimento NO TAP/Snam della Provincia di Brindisi invita e sollecita sia il Sindaco e sia il Presidente della Provincia a mettere in campo tutte le iniziative necessarie per impedire la costruzione del deposito costiero GNL di Edison, per impedire la trasformazione a gas della centrale di Cerano ma soprattutto per impedire qualsiasi altra nuova opera “fossile” sul territorio brindisino, compresi nuovi gasdotti.

Non fosse altro che per atto di coerenza rispetto agli impegni assunti nella dichiarazione di emergenza climatica, a recepimento degli avvertimenti dell’IPCC e in vista della COP 26 di Glasgow di autunno.


Gen.le Lettore.

Dall'inizio della emergenza Sanitaria derivata dalla epidemia Covid-19 i giornalisti di brindisilibera.it lavorano senza sosta per dare una informazione precisa e affidabile, ma in questo momento siamo in difficoltà anche noi. Brindisilibera.it è una testata stampa online appartenente alla Associazione Culturale Flashback e si è sempre sostenuta con i grossi sacrifici personali da Giornalisti Freeland, non percedendo provvidenze, contributi, agevolazioni qualsiasi pubbliche o sponsorizzazioni lasciando libera la informazione da qualsiasi influenza commerciale.Ma in questo periodo di emergenza con la situazione che si è venuta a creare le condizioni economiche della associazione non permettono più ancora per lungo tempo di proseguire nella attività. Se sei soddisfatto della nostra conduzione della testata stampa ti chiediamo un aiuto volontario per sostenere le minime spese a cui comunque dobbiamo dar fronte attraverso un gesto simbolico con una donazione..

Ti ringraziamo per l'attenzione.