Consiglio Generale FNP CISL Taranto Brindisi

Convocato, in presenza e nel rispetto delle regole di distanziamento sociale, si è tenuto il Consiglio generale della Fnp (Federazione Nazionale Pensionati) Cisl Taranto Brindisi, lunedì 20 settembre 2021 con inizio alle ore 9.30 presso Tenuta Moreno, a Mesagne, nel corso del quale una serie di adempimenti statutari hanno avviato la stagione congressuale della Federazione, a partire dalle assemblee comunali.

In lavori sono stati introdotti da una relazione del segretario generale Pietro De Giorgio, cui è seguito il dibattito, insieme con gli interventi di Filippo Turi, segretario generale Fnp Cisl Puglia, Gianfranco Solazzo, segretario generale Cisl Taranto Brindisi. Girolamo Di Matteo, segretario nazionale Fnp Cisl ha concluso i lavori. 

 

Sintesi relazione di Pietro De Giorgio: La minoranza di italiani che è contro le vaccinazioni, nonostante gli oltre 130 mila morti in Italia per Covid-19 da inizio pandemia, mette in serio pericolo di ricovero in terapia intensiva se non addirittura di vita, la stragrande maggioranza che, responsabilmente, ha scelto di riceverli. Noi siamo per l’obbligo vaccinale perché abbiamo a cuore l’interesse generale; e sappiamo che il vaccino è l’unica via in grado di farci uscire dalla crisi pandemica ed economica. Sosteniamo, dunque, la richiesta delle Confederazioni, di istituire per legge l’obbligo vaccinale, mentre continueremo ad impegnarci, a portare avanti la campagna di informazione e di sensibilizzazione, a favore dei vaccini, rivolta in particolare a tutte le persone anziane non ancora vaccinate. Quanto al green pass, esso è sicuramente uno strumento utile, da utilizzare ogni volta che le regole lo prescrivono e, infatti, si sta confermando elemento ormai imprescindibile per l’accesso agli spazi comuni.

Il recente Piano G20 della salute, o Patto di Roma, affermando il principio del vaccino come bene pubblico globale, ha prestabilito che per raggiungere l’obiettivo del 40% di vaccinazione della popolazione mondiale ci sarà bisogno di un miliardo di somministrazioni in quattro mesi. E’ un auspicio che ci sentiamo di sostenere, al pari della decisione assunta che siano condivise metodologie e processi tecnologici, di fabbricazione dei vaccini anti Covid con i Paesi poveri. Ci riguarda anche il tema del surriscaldamento globale, ovvero la doverosa rinuncia ai combustibili fossili così da azzerare entro il 2050 le emissioni, così da contenerlo all’interno della soglia dei due gradi, entro il 2100. 

La performance produttiva del nostro Paese sembra essere finalmente favorevole, così come positive sono le prospettive di crescita per l’economia italiana. In tale scenario, proseguono i nostri interventi di denuncia della supponenza di diverse istituzioni locali e di quella regionale pugliese, accomunate dalla pretesa di voler affrontare le diffuse problematiche ma considerando residuale il confronto con le parti sociali. Un confronto in rappresentanza delle fasce più deboli edei pensionati, dei non autosufficienti; questi ultimi, è bene sempre ricordare, non sono solo anziani. Abbiamo esigenza di welfare regionale pugliese diffuso sul territorio e per tutte le fasi della vita, unita alla  necessità di rendere strutturale, qualificata, organizzata e monitorata la rete di coloro che per vincolo familiare e affettivo si prendono cura di persone ammalate e con gravi impedimenti – i caregiver –  e al contempo garantire a queste persone un supporto e un sostegno psicologico contro i rischi di esaurimento.

Le nostre rivendicazioni, inoltre, sono rivolte anche a vantaggio di coloro i quali percepiscono la pensione sociale, che non va oltre le 500euro, senza dimenticare la perequazione mai presa in considerazione, così come la tutela del potere d’acquisto delle pensioni. L’emergenza sanitaria ha generato discriminazioni ed emarginazioni, aumentando le diseguaglianze e mettendo in discussione la tutela dei diritti fondamentali della persona.

Sul versante della sanità, con grande fatica, fin dal 2017 – sulla scorta dell’Accordo regionale del 12 dicembre 2016 e dei successivi protocolli d’intesa sottoscritti con le nostre due ASL – abbiamo lavorato all’interno delle cabine di regia per concertare un’attuazione del Piano di riordino della sanità che riuscisse ad evitare quella penalizzazione che lo stesso Piano prevedeva per il nostro territorio, con chiusure di ospedali, tagli di posti letto, tempi lunghi per le liste d’attesa ecc. Sul versante dei servizi sociali il nostro impegno si è sviluppato soprattutto rispetto ai Piani sociali di Zona che, con una puntuale concertazione, documentata da Protocolli d’intesa, abbiamo costruito nel tempo con i 10 ambiti territoriali di Taranto e di Brindisi, pur in presenza di un Piano regionale delle politiche sociali (PRPS) abbastanza confusionario su diversi aspetti gestionali.

Nostro obiettivo politico primario, che intendiamo continuare a perseguire è smuovere la Regione Puglia dal suo persistente atteggiamento auto referenziale e rilanciamo, altresì,  la proposta di un Patto sociale sull’intera materia, con l’auspicio che quanto concertato insieme venga da parte della stessa Istituzione non solo sottoscritto ma anche reso esigibile mediante anche l’attivazione di distinte Cabine di regia. Ed un grande Patto sociale auspichiamo venga promosso anche con il Governo nazionale, su fisco, pensioni, lavoro e gestione del PNRR avviando, su quest’ultimo, una governance partecipata. Siamo di fronte a sfide molto impegnative, a sfide di futuro i cui esiti orienteranno i destini delle giovani generazioni tarantine e brindisine, quelle attuali e le altre che verranno. Noi in queste sfide vogliamo esserci, con i nostri valori, le nostre diffuse competenze, con la convinzione di poter contribuire alla costruzione di una società capace di rimettere al centro il lavoro, l’occupazione produttiva ed una quiescenza dignitosa, in quanto elementi caratterizzanti della dignità di ogni persona.

 

Sintesi intervento di Filippo Turi: La legge sulla non autosufficienza, le politiche sociali e sanitarie: sono l’emblema delle tantissime tematiche vertenziali non ancora risolte ma rispetto alle quali insisteremo con il Governo e con la Regione Puglia per renderle finalmente esigibili. Sprecare le risorse del PNRR sarebbe un delitto; necessario impegnarsi perché si possa lasciare alle giovani generazioni una Italia e una Puglia migliori. La sanità pubblica ha manifestato tutte le debolezze che sarà necessario rimuovere proprio grazie alle risorse europee. La stagione dei congressi appena avviata farà il punto su una ripartenza post-pandemica sia politica che organizzativa dei Pensionati Cisl, per confermare la Fnp punto di riferimento di una categoria sociale del Paese importante ma oltremodo mortificata. 

Sintesi intervento di Gianfranco Solazzo: Il DNA della Cisl è scevro da ideologie ma non da idee e pensiero; il percorso congressuale sarà occasione per fare il punto su politiche sociali, sanità, fisco pensioni, occupazione, scuola, formazione, nuove competenze, decarbonizzazione e su tutta la serie di cambiamenti epocali in atto, al fine di attrezzarci al meglio per consegnare alle nuove generazioni una società migliore. Vanno riconquistati oggi principi basilari, come democrazia e libertà, contro ogni imposizione ideologica ed anarchia. La ripresa post-bellica vide il Paese rinascere salvo poi osservare una messa in discussione della coesione, dei tanti diritti sociali acquisiti ed una forte privatizzazione dell’economia, laddove la ricchezza reale è stata soppiantata da quella virtuale ed è sempre più concentrata in pochissime mani. Oggi va cambiato il modello economico di un liberismo senza cuore, per nulla partecipativo; ma ciò sarà possibile se la politica tornerà a svolgere un ruolo positivo sul piano nazionale ed europeo. Parlare di politiche sociali significa affrontare tematiche generazionali e rapporti inter-generazionali ma a condizione che ne segua un dialogo sociale cogente ed esigibile dei contenuti.  Il PNRR va ora effettivamente gestito con la concertazione e la corresponsabilità sociale del sindacato italiano. 

Sintesi intervento di Girolamo Di Matteo: I pensionati sono come sempre impegnati per la crescita del Paese, per lo sviluppo e l’occupazione. La classe politica a tutti i livelli è spesso condizionata da lobby di potere e risulta distratta rispetto alle gravi problematiche che riguardano lavoratori, pensionati, cittadini in generale. Ad esempio, l’idea di tornare ad un Servizio sanitario nazionale, non più affidato alle Regioni, è oggi battaglia oltremodo impegnativa e almeno nell’attuale momento storico improponibile. Rimane il fatto che la pandemia ha fatto scoppiare tutte le contraddizioni di un servizio nazionale, sanitario e socio-sanitario, inappropriato. Si aprano, frattanto, nel territorio le Case della salute come opportunità per assicurare assistenza di vicinanza, domiciliare. La cronaca nel recente passato ha dimostrato che molti anziani lasciati in Rsa sono stati penalizzati e non solo dalla solitudine, senza dimenticare i non autosufficienti. Ecco la necessità di riequilibrare questo genere di servizi comprendendo, nelle cabine di regia nazionale e territoriali del PNRR, anche le organizzazioni sindacali; non perché essi intendano sostituirsi alla politica ma per attivare un confronto diretto e concertativo, simile a quello che negli anni trascorsi ha dato un contributo determinante alla rinascita del Paese. La rivalutazione delle pensioni è attesa da oltre 30 anni, occorre pensare ad una pensione di garanzia per i giovani, separare assistenza da previdenza, mentre per quanto riguarda la riforma previdenziale va realizzata quella complementare rendendola obbligatoria.


Relazione di Pietro De Giorgio – Segretario Generale

 

 

Care amiche, cari amici,   

saluto e ringrazio anch’io, per la loro graditissima presenza ai lavori del nostro Consiglio territoriale, il Segretario nazionale FNP CISL Girolamo Di Matteo, il Segretario Generale FNP CISL Puglia, Filippo Turi, il Segretario Generale UST CISL Taranto Brindisi, Gianfranco Solazzo.

Consentitemi, anche, di rivolgere un affettuoso saluto a tutte e a tutti i Consiglieri, così come un ringraziamento alle amiche e agli amici  che hanno accolto il nostro invito a partecipare  oggi, in presenza, dopo le tantissime limitazioni indotte dalla pandemia.

Ebbene, diciamolo subito: la sparuta minoranza di italiani che è contro le vaccinazioni, nonostante gli oltre 130 mila morti in Italia per Covid-19 da inizio pandemia, mette in serio pericolo di ricovero in terapia intensiva se non addirittura di vita, la stragrande maggioranza che, responsabilmente, ha scelto di riceverli.

E’ ampiamente dimostrato come la pandemia abbia causato la diminuzione della speranza di vita, di circa due anni e ciò deve far riflettere tutti.

Noi, dunque, siamo per l’obbligo vaccinale perché abbiamo a cuore l’interesse generale del Paese; e sappiamo che il vaccino è l’unica via in grado di farci uscire dalla crisi pandemica ed economica.

La performance produttiva del nostro Paese, grazie anche alla massiccia vaccinazione, sembra essere finalmente favorevole, così come decisamente positive sono le prospettive di crescita per l’economia italiana che quest’anno, secondo quanto anticipato dal Ministro dell’Economia  potrebbe attestarsi oltre il +5,8%.

Uno scenario supportato dalla ancora più rosea previsione dell’OCSE che “vede” un +5,9%.

E’ un fatto che il 73,91 per cento della popolazione ha completato il ciclo vaccinale, il 7,3 per cento è in attesa della seconda dose.

Vaccinarsi è un dovere morale e civile, come ha più volte affermato anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella; ed è un dovere che va sancito solo per legge, perché lo prevede la Costituzione.

Sosteniamo, dunque, come FNP Taranto Brindisi la richiesta delle Confederazioni, di istituire per legge l’obbligo vaccinale, sollecitando il Governo anche a prendere rapidamente una decisione in tal senso.

E continueremo ad impegnarci, come stiamo facendo da mesi, a portare avanti la campagna di informazione e di sensibilizzazione, a favore dei vaccini, rivolta in particolare a tutte le persone anziane che non si sono ancora vaccinate.

Abbiamo preso atto delle indicazioni riguardanti la necessità di una terza dose che, in Puglia, sarà a partire dalla giornata di oggi, – in primis per gli immuno-compromessi, i trapiantati, gli oncologici e a seguire ospiti di Rsa, over 80 con servizio a domicilio per chi non è in grado di muoversi autonomamente e personale sanitario  – per evitare che il virus torni a mietere vittime, in una fascia di popolazione che è stata severamente colpita dalla pandemia.

Quanto al green pass, esso è sicuramente uno strumento utile, da utilizzare ogni volta che le regole lo prescrivono e, infatti, si sta confermando elemento ormai imprescindibile per l’accesso agli spazi comuni.

 

La democrazia e la libertà sono cose serie e vanno preservate con molta cura.

Allargando i nostri orizzonti, osserviamo come nei Paesi dell’Unione Europea risulta vaccinato oltre il 70% della popolazione e, di contro, nelle nazioni povere, come l’Uganda non si è andati finora oltre l’1 per cento.

Ciò dimostra che nemmeno una grave pandemia come quella causata dal Covid-19, che ha come dimensione il mondo e non solo una piccola parte di esso, è ancora riuscita a far comprendere che la dignità umana è unica, senza distinzione tra chi è ricco e chi è povero, tra razze, religioni, culture, aree geografiche, ecc.

“Nessuno è al sicuro finché tutti non sono al sicuro: le nostre azioni si influenzano davvero l’un l’altra, e ciò che facciamo oggi influenza ciò che accade domani”: è quanto si legge nel messaggio, sulla cura del creato, firmato – per la prima volta – congiuntamente da Papa Francesco, dal patriarca ecumenico Bartolomeo e da Justin Welby, arcivescovo di Canterbury e primate della Chiesa anglicana,. 

“Non possiamo sprecare questo momento”, si legge ancora nel messaggio: “Dobbiamo decidere che tipo di mondo vogliamo lasciare alle generazioni future. Dobbiamo scegliere di vivere diversamente; dobbiamo scegliere la vita.”

Il recente Piano G20 della salute, o Patto di Roma, affermando il principio del vaccino come bene pubblico globale, ha prestabilito che per raggiungere l’obiettivo del 40% di vaccinazione della popolazione mondiale (a fronte dell’attuale circa 27%) ci sarà bisogno di un miliardo di somministrazioni in quattro mesi.

E’ un auspicio che ci sentiamo di sostenere, al pari della decisione assunta che siano condivise metodologie e processi tecnologici, di fabbricazione dei vaccini anti Covid con i Paesi poveri (India e Sud Africa su tutti). 

Ho evocato, prima, la democrazia e la libertà.

Come non farlo di fronte all’ultima emergenza umanitaria, in un Afghanistan tornato nelle mani dei talebani e nelle mire dell’Isis?

Le scene strazianti delle mamme che lanciano i loro figli piccoli tra le braccia di soldati stranieri, con la speranza di offrire altrove a quelle creature un futuro di progresso e di libertà, hanno fatto il giro del mondo ed hanno  straziato i nostri cuori.

Auspichiamo che il Governo italiano continui a farsi parte attiva, insieme con tutta la comunità internazionale, affinché siano da subito riaperti in Afghanistan corridoi umanitari per quante e quanti si sentono in pericolo e perché siano garantiti i diritti umani internazionalmente riconosciuti: i diritti delle donne e di tutto il mondo del lavoro, oltreché quelli delle persone anziane.

Detto dell’Afghanistan e per completezza di analisi, non va neppure dimenticato che esistono tante crisi e conflitti nel mondo di cui si parla poco; alcuni di questi sono più dimenticati di altri e, di conseguenza, ricevono scarso sostegno a livello di aiuti, finanziamenti e mediazione internazionale.

 Nove di queste crisi su dieci sono presenti in Africa, dove Camerun, Repubblica Democratica del Congo e Burkina Faso occupano il podio delle emergenze più trascurate del mondo.

C’è ancora un argomento di interesse generale su cui sentiamo l’obbligo di intervenire, ovvero la possibilità che sia contenuto il surriscaldamento globale.

 Scelta, questa, che è chiaramente politica e non fideistica.

La parola d’ordine è “neutralità carbonica”; in  sostanza si deve rinunciare ai combustibili fossili e, così, entro il 2050 azzerare le emissioni. 

Non c’è altro modo per contenere il surriscaldamento globale, all’interno della soglia dei due gradi, entro il 2100. 

In effetti, non si può eliminare il riscaldamento, le temperature sono già cresciute di 1,1 grado e tuttavia esso lo si può controllare, cioè mantenerlo all’interno del punto limite dei due gradi. 

Oltre i due gradi gli effetti, sul nostro pianeta e dunque su tutti noi, si farebbero drammatici.

Ad esempio, la scienza ci aiuta a comprendere, dati alla mano, che con un investimento opportuno da parte del Nord del mondo, l’Africa potrebbe sfruttare le ingenti radiazioni solari di cui dispone. 

Questo consentirebbe al Continente una transizione virtuosa verso un modello più efficiente dal punto di vista economico e sostenibile e dal punto di vista climatico, per se stesso e per il resto del pianeta.

Ecco tracciato, sia pure  a grandi linee, lo scenario generale nel cui ambito, a tutti i livelli dell’Organizzazione, quotidianamente svolgiamo il nostro impegno di rappresentanza e di tutela dei nostri associati.

Con la mia elezione, il 16 settembre 2020 a Segretario Generale della FNP CISL Taranto Brindisi e della nuova Segreteria, avevamo assunto l’impegno di programmare un confronto con i nostri Capilega, presso le rispettive unioni comunali. 

Nonostante le limitazioni previste dai vari DPCM, abbiamo affrontato e risolto insieme i problemi laddove presenti, servendoci anche di contatti  telefonici, di e-mail; e per questo ringrazio tutto il nostro staff organizzativo.

E’ nostra intenzione, adesso, onorare quell’impegno, perciò raggiungeremo al più presto, fisicamente, tutte le nostre sedi, in occasione delle Assemblee precongressuali.

Da allora proseguono i nostri interventi a più riprese, con comunicati stampa ed interviste ad emittenti televisive, su quanto di competenza della nostra Federazione nel territorio Taranto Brindisi, denunciando la supponenza di diverse istituzioni locali e di quella regionale pugliese, accomunate dalla pretesa di voler affrontare le diffuse problematiche ma considerando residuale il confronto con le parti sociali.

Un confronto in rappresentanza delle fasce più deboli e, per quanto ci riguarda, dei pensionati, dei non autosufficienti; questi ultimi, è bene sempre ricordare, non sono solo anziani.

Abbiamo esigenza di welfare regionale diffuso sul territorio e per tutte le fasi della vita, unita alla  necessità di rendere strutturale, qualificata, organizzata e monitorata la rete di coloro che per vincolo familiare e affettivo si prendono cura di persone ammalate e con gravi impedimenti – i caregiver –  e al contempo garantire a queste persone un supporto e un sostegno psicologico contro i rischi di esaurimento.

Le nostre rivendicazioni, inoltre, sono rivolte anche a vantaggio di coloro i quali percepiscono la pensione sociale, che non va oltre le 500euro, senza dimenticare la perequazione mai presa in considerazione, così come la tutela del potere d’acquisto delle pensioni.

L’introduzione dello Spid, poi, sta creando una serie di disagi, soprattutto agli anziani, perché non potranno più accedere al proprio cedolino INPS, se non attraverso questa procedura, che lo stesso Istituto abbia ritenuto di semplificare offrendo la possibilità di accesso tramite un delegato del titolare di pensione.

Intanto, confermiamo al riguardo che la Federazione dei Pensionati in tutta Italia offrirà l’attivazione gratuita dello Spid ai propri associati, rivolgendosi previo appuntamento alle nostre sedi CAF, oppure chiamando al numero verde gratuito 800 800 730.

Sono proprio queste le fasce sociali, oggi più che mai, in grande sofferenza a causa degli effetti sanitari, sociali ed economici del Covid-19 e di fatto vittime di uno stato sociale nazionale e pugliese inappropriato, dimostratosi abbondantemente non in grado di misurarsi con l’emergenza.

Con l’emergenza sanitaria, in particolare; quella che ha generato discriminazioni ed emarginazioni, aumentando le diseguaglianze e mettendo in discussione la tutela dei diritti fondamentali della persona.

Ad ogni buon conto, per noi la salute non è solo assenza di malattia, in quanto essa è determinata da più concause, che hanno natura sanitaria in senso stretto ma anche sociale, educativa, economica, assistenziale.

Con tale prospettiva il cittadino va curato in tutti gli aspetti della patologia, compresi appunto quelli sociali e, dunque i servizi di salute, devono essere progettati in modo integrato, perché la stessa persona non può considerarsi parcellizzata nelle sue fragilità individuali.

Forte e costante è stato, in questi mesi, l’impegno della FNP in stretto rapporto con la UST sui problemi cruciali della sanità e dei servizi sociali.

Sul versante della sanità, con grande fatica, fin dal 2017 – sulla scorta dell’Accordo regionale del 12 dicembre 2016 e dei successivi protocolli d’intesa sottoscritti con le nostre due ASL – abbiamo lavorato all’interno delle cabine di regia per concertare un’attuazione del Piano di riordino della sanità che riuscisse ad evitare quella penalizzazione che lo stesso Piano prevedeva per il nostro territorio, con chiusure di ospedali, tagli di posti letto, tempi lunghi per le liste d’attesa ecc.

Non è stato facile ma, sia a Taranto che a Brindisi, almeno nei primi due anni e fino alla pandemia siamo riusciti ad impegnare le ASL in una verifica dell’attuazione del riordino ospedaliero, con una certa compensazione di posti letto necessari (per esempio nella pneumologia ed in altri settori) e con qualche risultato sulle liste d’attesa.

Avevamo in corso un confronto importante sulla rete di assistenza territoriale e sulla implementazione dei Presidi Territoriali di Assistenza (PTA) quando a causa della pandemia, ad inizio 2020, il confronto con le stesse ASL è entrato letteralmente in crisi e non è stato possibile discutere di altro, se non di Covid-19 e delle sue conseguenze.

Come FNP, unitariamente, nei mesi scorsi partendo dai problemi della pandemia, delle vaccinazioni, ecc. siamo riusciti ad impegnare per ora la sola Asl/Brindisi in un confronto sui problemi concreti di salute della popolazione anziana.

Inoltre, sulla scorta di quanto avvenuto in tutta Italia, nelle Residenze sanitarie, abbiamo dato il via ad una riflessione su un nostro rinnovato impegno per una gestione diversa e più sicura delle RSA e delle RSSA.

Riflessione che abbiamo condiviso, in un secondo momento con SPI e UILP e che ci impegnerà in una ripresa del confronto con la Regione e con le ASL, per concertare anche forme e strumenti di partecipazione attiva, del Sindacato Pensionati, ad una rinnovata gestione delle strutture residenziali.

Nel prossimo futuro ci aspetta un ulteriore, forte impegno sulla sanità, non fosse altro perché, nello sforzo di rilancio del nostro Paese, grazie alle risorse europee, essa costituisce pezzo importante.

Noi, insieme con la UST vogliamo essere protagonisti di quanto, con le risorse ordinarie e quelle straordinarie del PNRR, si può e si deve fare per ristrutturare e rafforzare la tutela della salute anche nel territorio Taranto Brindisi.

Consideriamo particolarmente prezioso e puntuale, al riguardo, il ruolo del Dipartimento territoriale delle Politiche sociali della UST, come effetto dell’impegno anche delle Federazioni di categoria che lo costituiscono rendendo, anche in tal caso, concreto il valore della confederalità.

Ribadiamo al riguardo, che il nostro impegno di FNP non è solo finalizzato a rappresentare gli specifici interessi della categoria degli anziani e dei pensionati – cosa che continueremo a fare in relazione alla specificità della loro condizione – ma, anche, a partecipare e collaborare attivamente alla negoziazione della Confederazione in rappresentanza della generalità dei cittadini e  per il bene delle nostre comunità di Taranto e di Brindisi.

Rilanciamo, al riguardo, un nostro obiettivo vertenziale che riteniamo ineludibile, ovvero recuperare  insieme con la UST l’impegno concertativo mirato a stipulare accordi con i singoli Comuni su questioni importanti, come la fiscalità locale, le politiche abitative, i trasporti, il buon ambiente e una ri-organizzazione delle città più a misura degli anziani e delle persone con fragilità.

Siamo certi che passano anche da qui le emergenze connesse a periferie che non sono sempre e solo geografiche ma sono anche esistenziali.

Da qui la necessità di mettere subito in campo le risorse previste dal PNRR anche per la rigenerazione urbana e la qualità dell’abitare e, più in generale, dalla prossima programmazione dei fondi strutturali europei 2021-2027 oltre alle risorse di POR, FESR e FSE. 

In quest’ottica ravvisiamo l’esigenza di favorire ed incrementare esperienze di partenariato locale, con il  coinvolgimento di tutte le rappresentanze sociali ed economiche per rafforzare lo sviluppo integrato e la coesione territoriale.

Non va mai dimenticato che l’emergenza pandemica ha messo a dura prova il sistema di welfare regionale e territoriale per quanto ci riguarda, a partire da quello sanitario, con preoccupanti effetti sul piano economico, produttivo, occupazionale e sociale.

Ebbene, sul versante dei servizi sociali il nostro impegno, sempre in sinergia con la UST e la FNP regionale, si è sviluppato soprattutto rispetto ai Piani sociali di Zona che, con una puntuale concertazione, documentata da Protocolli d’intesa, abbiamo costruito nel tempo con i 10 ambiti territoriali di Taranto e di Brindisi.

La programmazione dei PSdZ ci ha impegnati non poco, a causa di un Piano regionale delle politiche sociali (PRPS) abbastanza confusionario su diversi aspetti gestionali, in particolare su uno di essi che per noi pensionati è cruciale: le cure domiciliari ai non autosufficienti e disabili.

Abbiamo, infatti, dovuto esprimere tutta la nostra capacità e il nostro impegno per una completa riscrittura degli Accordi di programma, tra Ambiti e Asl, che la Regione aveva proposto, assicurando in questo modo almeno un minimo di quella integrazione socio-sanitaria chiaramente prevista dai “sacri” testi, ovvero la Legge Quadro n. 328/2000, la L.R. n. 19/2006 e il relativo Regolamento di attuazione.

Ciò nonostante, il lavoro che abbiamo fatto nei 10 ambiti ha assicurato una gestione dei Piani sociali di Zona che ha realizzato almeno l’80-85% dei servizi programmati, con punte di crescita  e di eccellenza in diversi settori: dalla tutela dei minori (asili nido, sezioni primavera ecc.) al supporto alla genitorialità e alle famiglie, al contrasto alla violenza sulle donne, al supporto agli immigrati, all’assistenza ai disabili (trasporto, centri diurni, integrazione scolastica).

Particolare impegno abbiamo poi rilevato in  quasi tutti gli Ambiti sul contrasto alla povertà, non solo attraverso una gestione in crescita degli strumenti legislativi (REI/RED/RdC ecc.) ma anche con un  forte impegno di supporto alle famiglie in difficoltà, prima e ancora di più durante la pandemia, con buoni spesa, supporti economici per bollette e utenze, pacchi viveri a domicilio per le persone fragili.

E’ stato uno sforzo apprezzabile di cui abbiamo dato atto agli Uffici di Piano.

 In questo periodo siamo impegnati con gli Ambiti nelle verifiche sulla rendicontazione 2020, sulla riprogrammazione dell’anno in corso e sulle relazioni sociali.

Purtroppo osserviamo dovunque forti ritardi.

Per questo, grazie alle sollecitazioni che  soprattutto la UST sta operando, alcuni Ambiti hanno già convocato e concluso al tavolo di concertazione le verifiche (Martina F. Francavilla Fontana, Fasano), altri (Taranto e Ginosa) ci hanno già inviato i documenti, la relazione sociale e dovranno convocarci a breve.

Tutti i restanti, a partire dall’Ambito di Brindisi che si sta confermando in tutta la sua negatività ma anche quelli di Mesagne, Massafra, Manduria, Grottaglie, nonostante le nostre sollecitazioni, non si decidono ancora a convocarci.

Nei prossimi giorni, con SPI e UILP e insieme con CGIL e UIL decideremo le necessarie iniziative al riguardo.

Prendiamo positivamente atto, comunque, dell’avvenuta costituzione con atto notarile, del Consorzio per la gestione integrata dei servizi socio-sanitari dell’Ambito territoriale sociale Br4 di Mesagne.

Un buon risultato, non solo frutto di unanimi provvedimenti amministrativi assunti, pur distintamente, dai nove Comuni – Mesagne, Cellino Erchie, Torchiarolo S. Pietro, Torre,  S.Pancrazio, Latiano, San Donaci – inseriti nel medesimo Ambito ma, anche, esito del confronto, della partecipazione e della condivisione di obiettivi elaborati con le Organizzazioni sindacali più rappresentative sul territorio, a partire dalla Cisl che  su questa questione si è spesa costantemente, da diversi anni.

Una concertazione sviluppatasi, nel tempo, per una politica del territorio e delle comunità tesa a ridisegnare un nuovo sistema socio sanitario ed assistenziale, in grado di recuperare dignità ed appropriatezza.

Confidiamo che l’esperienza dell’Ambito Br4 di Mesagne, ovvero la costituzione di un Consorzio, venga assunta anche nei restanti Ambiti sociali del territorio Taranto Brindisi e per questo lavoreremo nel prossimo futuro, specie negli Ambiti del territorio tarantino. 

Detto questo, però, c’è ancora tanto da fare, soprattutto per migliorare l’attenzione e l’impegno degli Ambiti e delle due Asl, anzi dei singoli Distretti socio-sanitari, sul problemi degli anziani ed in particolare sulla non autosufficienza.

L’esperienza ci dice che questo problema non riusciremo a risolverlo a livello territoriale. se non cambiamo le direttive e/o le acquiescenze che Ambiti e Asl ricevono dalla Regione.

 Per questo come FNP condividiamo totalmente il Documento promemoria (che è oggi in distribuzione a tutti i Consiglieri) inviato dalla UST alla Cisl Puglia, per segnalare con valide argomentazioni alcuni punti critici del Piano regionale delle Politiche Sociali che, a nostro giudizio, vanno riscritti in maniera diversa e più chiara, per facilitare la concertazione con gli Ambiti nel prossimo triennio.

In particolare, lo ripeteremo il prossimo 29 settembre al Coordinamento regionale CISL delle Politiche Sociali, occorre riscrivere in maniera chiara ed inequivocabile tutta la materia che riguarda l’integrazione socio sanitaria e la sua declinazione concreta, soprattutto nelle cure domiciliari. 

Detto ciò, tuttavia, a fronte di quanto devono fare gli altri, sarà ancor più necessario anche un nostro particolare impegno. 

La gestione dei 10 Piani Sociali di Zona presuppone anche un ampliamento della nostra capacità di seguirli e di monitorarli sul territorio; quindi saremo presenti e protagonisti come Segreteria ai tavoli di concertazione dei singoli ambiti ma anche come RLS deve esplicarsi un impegno mirato in tutti i comuni.

Il Piano Sociale di Zona presuppone, infatti, capacità di controllo e di monitoraggio locale e continuo, che solo i nostri Responsabili comunali, insieme ai nostri RLS, possono fare, per mettere la segreteria, la UST e la FNP regionale in condizione di valutarne, nel dettaglio, l’attuazione e di intervenire in caso di inadempienze.

Ci siamo già detti queste cose qualche anno fa, quando abbiamo fatto corsi di formazione appositi ma poi ci siamo un po’ persi; anche per questo riprenderemo prima possibile, sperando in una maggiore agibilità dovuta all’attenuarsi delle misure di distanziamento sociale, un programma formativo a tutto campo, per essere sempre più protagonisti e rappresentanti dei bisogni degli associati e delle nostre comunità.

L’obiettivo politico primario che intendiamo perseguire è di smuovere la Regione Puglia dal suo persistente atteggiamento auto referenziale e di chiusura al dialogo, avendo noi come Organizzazioni sindacali, in più circostanze, persino offerto al Presidente e agli Assessori titolari della materia anche la ribalta di nostri Convegni, dove abbiamo ascoltato l’assunzione di impegni formali che, però, sono sempre stati disattesi.

Condividiamo, al riguardo e rilanciamo  la proposta di un Patto sociale sull’intera materia, con la Regione Puglia, con l’auspicio che quanto concertato insieme venga da parte dell’Istituzione non solo sottoscritto ma anche reso esigibile mediante anche l’attivazione di distinte Cabine di regia.

Si prenda, come esempio, la Legge regionale n. 16 del 30 aprile 2019 “Promozione e valorizzazione dell’invecchiamento attivo e della buona salute” rimasta sulla carta, per la quale ricordo a tutti il nostro impegno profuso nella raccolta firme. 

Oggi assistiamo increduli, al fatto che la Regione, sollecitata da SPI, FNP e UILP a riprendere il confronto sulla concreta attuazione della stessa, convochi al tavolo anche la Coldiretti che, al netto del precedente disimpegno, ha il solo scopo oggi di incamerare risorse dalla formazione.

Ed un grande Patto sociale auspichiamo venga promosso anche con il Governo nazionale, su fisco, pensioni, lavoro e gestione del PNRR avviando, su quest’ultimo, una governance partecipata. 

Il Governo, poi, deve rispettare gli impegni già assunti con le Confederazioni, facendo riprendere subito il confronto sui temi chiave della ripartenza nazionale: dagli ammortizzatori alle politiche attive, dalle riforme agli investimenti produttivi, dalle strategie industriali al riscatto del Mezzogiorno, da una svolta sulla partecipazione alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. 

E poi su sanità, pubblico impiego, scuola, politica fiscale, un sistema pensionistico più sostenibile. 

Condividiamo, al riguardo, la proposta confederale di poter andare in pensione a 62 anni e, a prescindere dall’anagrafe, raggiunti i 41 anni di contributi, riconoscendo alle madri lo sconto di un anno per ogni figlio, introducendo elementi di flessibilità in uscita, tenendo conto della gravosità dei mestieri e delle diverse condizioni lavorative. 

E poi è sempre più necessario discutere di una pensione di garanzia per i giovani, mentre condividiamo il progetto di estendere gli ammortizzatori sociali a tutti i lavoratori, compresi quelli che operano nelle aziende sotto i 6 dipendenti e gli autonomi. 

Il sostegno al reddito, onde evitare degenerazioni e furbizie che si stanno manifestando, sia sempre legato al diritto-dovere di formazione e a percorsi di ricollocazione.

Ecco un chiaro percorso vertenziale che testimonia il profondo spirito di confederalità non solo proclamata ma anche agita dalla FNP nella sua interezza e, dunque, dalla FNP Taranto Brindisi proprio per l’importanza vitale che noi attribuiamo al nostro rapporto con le strutture orizzontali della Cisl.

E’ lo stesso spirito di confederalità che ha implementato il recente accordo sottoscritto tra Cisl ed FNP nazionali sulla  “continuità associativa”  quale orizzonte per rafforzare ed implementare la logica confederale, così che diventi patrimonio di tutta l’Organizzazione.

Per noi la confederalità è intesa come capacità di azione corale di lavoratori e pensionati, diretta dalle strutture orizzontali, dalla UST nel nostro caso; ma anche come valore aggiunto in grado di rendere efficace la nostra azione a livello territoriale, ambito destinato ad assumere sempre più rilievo per una tutela efficace delle condizioni di vita e per rafforzare la partecipazione, la corresponsabilità sociale, la democrazia.

Di questo non può che beneficiare tutta intera la Cisl.

Diamo, dunque, pubblicamente atto alla UST di avere avviato il Progetto sulla continuità associativa, dopo una fase di  oggettivo fermo dovuto al periodo estivo.

Siamo certi che prima possibile potremo assaporarne i frutti sperati, non senza però che si sia risolto, se non addirittura compreso fino in fondo, alcune dinamiche interne al Programma SiWeb – Sezione continuità associativa che sovrintende al processo di accompagnamento alla pensione, da parte delle distinte Federazioni di Categoria.

In sostanza: individuati i nominativi di lavoratrici o lavoratori prossimi alla pensione, segnalando l’avvenuto contatto con gli stessi nella procedura del sottoprogramma SiWeb e, infine, accompagnati all’INAS, come si concilia a seguire l’attribuzione della delega alla Federazione di provenienza, se persiste nel nostro Patronato la prassi delle tessere concomitanti, che determinano verso lo stesso punteggi e risorse attribuiti dal Ministero?

Ecco un elemento di chiarezza, risolto il quale, sarà possibile procedere più speditamente.

Intanto confermiamo, sul versante organizzativo territoriale, di aver destinato notevoli risorse a chi opera in prima linea, a partire dalle nostre RLS, al pari della nostra adesione al Coordinamento per i progetti di proselitismo istituito dalla UST con il contributo economico della FNP nazionale e regionale.

Abbiamo rafforzato le stabilizzazioni del personale al fine di perfezionare il rapporto con chi si rivolge alle nostre sedi, per una migliore competitività con le altre organizzazioni sindacali  e, soprattutto, ai fini del proselitismo.

 Infatti, vi è stato un ritorno in termini di deleghe che auspichiamo continui ad esserci.

Le stabilizzazioni, oltre ad istituire un normale rapporto, sono anche servite a chiedere i comandi all’INAS, visto che nel nostro territorio da anni, nonostante la carenza di personale, l’INAS non incrementa l’organico, col turnover al suo interno, per le scarse disponibilità economiche ma creando oggettivi disservizi ai nostri associati ed all’utenza.

Il risultato che abbiamo ottenuto è di avere in casa un operatore polivalente, sia per il settore fiscale che per quello previdenziale.

La FNP Territoriale interpreta realmente e pienamente la confederalità,  anche considerando che la metà del nostro bilancio è a totale sostegno, oltreché del personale, anche dei fitti, delle utenze delle sedi comunali ed in alcuni comuni contribuiamo economicamente a sostenere le Anteas.

A proposito delle Anteas, abbiamo sensibilizzato i nostri associati e non solo, a farle beneficiare del 5xmille, in sede di denuncia dei redditi, così da alimentarne l’attività e preservarle dal rischio di non potercela più fare a realizzare la missione sociale per cui la FNP CISL le ha promosse.

Al riguardo, tuttavia, riteniamo che l’avere aperto a suo tempo un Codice fiscale unico accentrato all’Anteas regionale debba oggi determinare, meglio di quanto avvenuto finora, una ripartizione delle risorse per territori di provenienza del 5xmille, così da consentirci di implementare in continuità progetti ed interventi, oltre ad ampliare il numero delle sedi. 

Continueremo, inoltre, a sostenere e a valorizzare l’iniziativa del Coordinamento Donne così favorendo sempre più una  presenza femminile negli organismi dirigenti, che non sia marginale né virtuale bensì  attiva e propositiva.

A tutte e a tutti rivolgo il mio grazie per ciò che fate per rendere grande la nostra Organizzazione.

Mi avvio alle conclusioni.

Ad inizio agosto scorso la Commissione europea ha erogato all’Italia, a titolo di pre-finanziamento, 24,9 miliardi di euro, pari al 13% dell’importo totale stanziato a favore del Paese in sovvenzioni e prestiti nel quadro del dispositivo per la ripresa e la resilienza.

L’Italia è stata uno dei primi Paesi a ricevere un pre-finanziamento che contribuirà a dare impulso all’attuazione delle misure fondamentali di investimento e riforma delineate nel PNRR.

 

La Commissione, come ampiamente noto, autorizzerà l’erogazione di ulteriori fondi in funzione della realizzazione degli investimenti e delle riforme previsti nel Piano atteso che l’Italia dovrebbe ricevere complessivamente 191,5 miliardi di euro nel corso della durata del piano nazionale (68,9 miliardi di euro in sovvenzioni e 122,6 miliardi di euro in prestiti).

Nel quadro di Next Generation EU, il dispositivo per la ripresa e la resilienza metterà a disposizione 723,8 miliardi di euro per sostenere gli investimenti e le riforme negli Stati membri. 

Il piano italiano fa parte della risposta senza precedenti dell’Ue per uscire più forti dalla crisi Covid-19, promuovendo le transizioni verde e digitale e rafforzando la resilienza e la coesione nelle nostre società.

Il PNRR in Italia finanzia investimenti e riforme che, secondo le previsioni, riusciranno a trasformare profondamente l’economia e la società del paese e tra i progetti che beneficeranno dei finanziamenti figurano: la transizione verde, la transizione digitale, il rafforzamento della resilienza economica e sociale e, per quanto più ci riguarda, i due programmi/missioni sul welfare e sulla sanità. 

Lo diciamo da Pensionati, con tutto l’orgoglio di essere all’interno di una grande Organizzazione, la Cisl: siamo di fronte a sfide molto impegnative, a sfide di futuro i cui esiti orienteranno i destini delle giovani generazioni tarantine e brindisine, quelle attuali e le altre che verranno.

Noi in queste sfide vogliamo esserci, con i nostri valori, le nostre diffuse competenze, con la convinzione di poter contribuire alla costruzione di una società capace di rimettere al centro il lavoro, l’occupazione produttiva ed una quiescenza dignitosa, in quanto elementi caratterizzanti della dignità di ogni persona.

 

Nessuna esclusa.

 

Grazie 


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