I temi della Transizione energetica all’Assemblea generale Filctem Cgil, Ilvo Sorrentino (Segretario Nazionale): «Occorrono programmazione e prospettiva, la politica ascolti il sindacato».

«Creare un sistema con un mix adeguato. Nessuno si può fregiare di dire che la Filctem Cgil non sia per la transizione energetica. La vogliamo in tempi più stretti possibili ma è determinante lavorare in termini di prospettiva», così il Segretario Nazionale della FILCTEM CGIL, Ilvo Sorrentino, da Brindisi dove ha presieduto l’Assemblea Generale della categoria e dal Segretario generale della Cgil di Brindisi Antonio Macchia.

I temi della transizione ecologica, della decarbonizzazione, del Green New Deal, della necessità di nuove politiche industriali e di uno sviluppo programmato del Paese nei vari settori, dalla mobilità alla logistica, coordinate e indirizzate da un nuovo ruolo dello Stato al centro dei lavori aperti dal Segretario generale della Filctem di Brindisi Antonio Frattini.

«Il Governo, ma anche le aziende come Enel ed Eni – sostiene Sorrentino – devono avere una prospettiva per gli investimenti. A Brindisi, dove Enel che su richiesta della commissione VIA, si appresta ad accettare il dimezzamento della taglia dell’impianto a gas da costruire in sostituzione di quello a carbone lo dimostra. Non si può ragionare solo in termini di potenza ma bisogna guardare avanti e alle prospettive legate al sito. E pensare ad impianti che siano flessibili e prevedano oltre al ciclo combinato anche la possibilità di essere alimentate ad idrogeno un domani. E a questo aggiungere un mix fatto di parchi eolici, fotovoltaico, biomasse. Resta il problema legato alle autorizzazioni per tutti i progetti già presentati a livello ministeriale che stentano ad arrivare dopo mesi di attesa e verifiche pur essendo pronti ad essere cantierizzati».

Quanto alla preoccupazione per la volontà di Eni di mettere sul mercato la sua controllata Enipower compreso quindi l’impianto esistente nel Petrolchimico di Brindisi: «La decisione – dice Sorrentino – ha un peso importante. Gli addetti di Enipower sono 450 in tutta italia: un terzo sono a Brindisi. L’esigenza è scaricare l’emissione di Co2 e fare cassa. Pensiamo che Eni abbia già individuato chi acquisirà Enipower. Aspettiamo di conoscere le evoluzioni. Presidieremo l’occupazione e le prospettive della società».

Tra le note dolenti c’è anche il tema delle bonifiche del Sito di Interesse nazionale che sconta notevoli ritardi. Il rischio, paventato, è quello di pregiudicare ogni possibile investimento previsto dal Governo con il PNRR, tra cui la creazione di un Hub di energie rinnovabili per la produzione di idrogeno e di biogas da impianti di trattamento dei rifiuti. «Anche per questa questione – ha aggiunto il segretario nazionale della Filctem Cgil ritorniamo sulla questione della mancanza di una prospettiva rispetto ai temi del PNRR o della transizione. Per noi rinnovabili significa idroelettrico, significano geotermia e biomasse, non solo solare ed eolico che godevano di incentivi per 13 miliardi sulle bollette che non hanno generato occupazione adeguata. 

La produzione di Idrogeno verde è una occasione su cui puntare per la Filctem Cgil anche a Brindisi. Il sindacato intravede grandi potenzialità nello sviluppo di questa tecnologia, a patto che si entri in una logica di filiera in cui per prima vengano coinvolti Università e centri di ricerca.

«Torniamo a ribadire che occorre una visione e quindi sosteniamo l’idea della filiera altrimenti anche l’idrogeno diventa una chimera. Di più è importante mettere insieme anche l’eolico l’offshore con l’idrogeno. A Brindisi si può mettere insieme tutto in prospettiva. La classe dirigente in questo paese deve lavorare sulla programmazione. Programmazione, tecnologia e ricerca fanno la differenza in tema di energia. La politica dovrebbe ascoltare di più le parti sociali».

        Antonio Frattini

        Segretario Generale

       Filctem Cgil Brindisi 


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