“Il primo agosto scorso il collegio dei revisori della Regione Puglia trasmetteva al presidente Emiliano, alla presidente del Consiglio regionale Capone, alla Sezione regionale di Controllo della Corte dei Conti e al responsabile finanziario della Regione un verbale del quale siamo venuti a conoscenza solo oggi durante la prima commissione: la Regione Puglia ha troppi DEBITI FUORI BILANCIO che pesano pesantemente sul Bilancio.

Una quantificazione davvero impressionante: oltre sette milioni e 300 mila euro. Somme che, come rilevano i tre revisori: ‘costituiscono un evento potenzialmente lesivo degli equilibri di bilancio’. Ma non solo, sempre il collegio sottolineava un aspetto di non meno conto: di chi è la responsabilità dei debiti fuori bilancio? Perché il procedimento amministrativo o contabile non si è concluso nei tempi adeguati e ha prodotto il debito fuori bilancio? Quindi è ipotizzabile che l’approvazione (politica del Consiglio regionale) copra responsabilità erariali sui quali dovrebbe ricadere il debito fuori bilancio, anziché essere l’intera comunità dei pugliesi a pagare per errori commessi da altri soggetti.

“Per questo motivo chiediamo ufficialmente che da questo momento i debiti fuori bilancio iscritti all’ordine del giorno della Commissione Bilancio siano accompagnati da una relazione dalla quale si evince come e perché si è arrivati troppo tardi, magari dopo controversie e pretese in luoghi giudiziari che hanno comportato ulteriori spese. In base a questa relazione abbiamo altres? fatto richiesta al presidente Amati, richiesta prontamente accolta dalla Commissione, di calendarizzare un’audizione del Presidente Emiliano, dell’assessore al Bilancio Piemontese e dei revisori per comprendere se e come le preoccupazioni espresse dal collegio dei revisori siano oggetto di attenzione da parte della Presidenza della Giunta regionale e quali provvedimenti ad oggi sono stati adottati.

“Fino a quando non si farà chiarezza sulla mole e sulla natura dei debiti fuori bilancio, il nostro voto in Commissione e in Consiglio al di là del merito, non sarà più di astensione, ma di bocciatura.”