Parco eolico off-shore tra Otranto e Santa Cesarea Terme. Casili (M5S): “Occorre una seria pianificazione per contemperare fabbisogno energetico e tutela del paesaggio”

“L’area costiera interessata dal progetto eolico off-shore al largo della costa tra Otranto e Santa Cesarea Terme è uno dei tratti più caratteristici ed identitari della nostra regione.

Rispetto a tale progetto è chiara la competenza statale, la Regione può incidere ben poco dal punto di vista amministrativo e tecnico, per questo sono inutili prese di posizione sterili e poco incisive. Nonostante ciò ogni livello di governo è chiamato ad una attenta valutazione affinchè progetti di questo tipo  non producano impatti notevoli su ambiente e territorio, come è avvenuto in questi anni con i parchi eolici e fotovoltaici onshore nella nostra regione, e al contempo ad assumersi la responsabilità di contribuire al conseguimento degli obiettivi in materia di energia rinnovabile per assicurare la produzione di energia pulita e aumentare l’indipendenza energetica ”. Lo dichiara il vicepresidente del consiglio regionale Cristian Casili

 

“Non possiamo non considerare l’impatto cumulativo del progetto Odra con quello ‘gemello’ già presentato lungo le coste di Brindisi – continua Casili – oltre che con tutti gli altri progetti eolici in lista d’attesa proposti lungo le coste pugliesi: nel basso Adriatico in faccia alla Puglia, dal Gargano a Santa Maria di Leuca si contano 12 progetti, nello Ionio 4. Vista la consistenza delle richieste non possiamo correre il rischio di sovraccaricare in modo irrazionale lo spazio marino, come avvenuto in passato sulla terraferma. Sappiamo che l’iter procedurale è ancora all’inizio, per questo la priorità dev’essere l’ascolto delle comunità. Il confronto è fondamentale, soprattutto in questa fase, per assicurare che i proponenti producano uno studio ed elaborati progettuali quanto più approfonditi possibile per valutare alternative, impatti, scenari e soluzioni. Queste valutazioni e il confronto con le comunità sono fondamentali perché manca ancora una razionale pianificazione degli impianti eolici off-shore, preventiva rispetto alla assegnazione in concessione degli specchi acquei dedicati. Lo strumento più importante per gestire in modo razionale le istanze per progetti di parchi eolici di questo tipo, dovrebbe essere una attenta pianificazione che disciplini in anticipo lo sviluppo e la localizzazione di questi progetti, valutandone la sostenibilità ambientale, sociale ed economica, garantendone la coesistenza con altre attività, come la pesca, l’acquacoltura, il trasporto marittimo, il turismo, e assicurando che le comunità condividano e siano informate sulle decisioni da assumere. La scelta del sito più idoneo per parchi eolici offshore, come anche per le attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi, – continua Casili – è un processo delicato e, conoscendo la particolare vivacità ecosistemica presente nei mari pugliesi e l’importanza che per la Puglia assume il passaggio dal punto di vista sociale ed economico, l’attenzione deve essere massima. Le energie rinnovabili offshore possono e devono coesistere con molte altre attività, ma ci deve essere a monte una pianificazione per contemperare tutti gli interessi in gioco,  per scongiurare che anche il mare pugliese venga alterato e modificato irrimediabilmente, come ormai avvenuto sulle aree rurali interne  del nostro territorio”.


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