Fasano (Br).«Un albero per la vita», domani la messa a dimora di piante e dell’albero del giudice Falcone

Appuntamento alle 11 a Selva nella villa di via delle Acacie 64. Il sindaco Zaccaria: «Una iniziativa per richiamare i valori della legalità e della cura dell’ambiente che sono la faccia di una stessa medaglia: il rispetto del futuro di tutti noi»

«Gli uomini passano, ma le idee restano», diceva Giovanni Falcone. E possono germogliare se annaffiate dal seme della conoscenza e del rispetto della legalità per una nuova primavera di valori. 

E’ l’obiettivo di «Un albero per il futuro», progetto nazionale di educazione alla legalità ambientale, promosso dal ministero della Transizione Ecologica con il supporto dei carabinieri della biodiversità che domani mattina, martedì 22 marzo si concretizzerà con  la dimora di specie vegetali autoctone, ma anche la piantumazione di un albero simbolo dell’impegno verso lo Stato e la lotta alle mafie: l’albero del giudice Falcone. 

L’appuntamento è alle 11 nella villa di viale dell’Acacie 64  a Selva di Fasano, bene confiscato alla mafia e concesso in comodato d’uso gratuito alla Odv La Fontanella che ha aderito al progetto «Un albero per il futuro». 

Gli alberi saranno messi a dimora dai carabinieri forestali insieme agli utenti del centro diurno «Oltre gli Orizzonti» e della Rsa «Oltre la siepe» che in seguito si prenderanno cura delle nuove piante. 

Ognuna di queste specie sarò referenziata, in modo tale che sul sito dedicato al progetto (www.unalberoperilfuturo.it) sia possibile seguire giorno per giorno il numero di alberi messi a dimora dalle scuole e dagli enti coinvolti, la loro localizzazione e i risultati ottenuti in termini di stoccaggio del carbonio.  

I carabinieri insieme agli utenti della Fontanella contribuiranno così a creare un bosco diffuso in tutto i territorio nazionale, un impegno concreto per favore la partecipazione di tutti alla tutela ambientale e al contrasto ai cambiamenti climatici. 

Quest’anno il progetto si arricchisce dell’albero del giudice Falcone. Il centro nazionale carabinieri per la biodiversità forestale di Pieve Santo Stefano, all’avanguardia in Europa nello studio e conservazione di specie forestali autoctone, è riuscito a riprodurre l’albero per generare piccole piante di ficus da donare e piantumare in ogni parte d’Italia

«Questa iniziativa ci ricorda che il seme della legalità va piantumato ogni giorno e annaffiato nella quotidianità con l’impegno di portare avanti comportamenti rispettosi  – dice il sindaco Francesco Zaccaria –. L’iniziativa di oggi ha un duplice valore: l’albero di Falcone, a poche ore dalla giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime della mafia (che ricorre ogni anno il 21 marzo, ndr), ci ricorda l’esempio e la grandezza di un uomo che ha sacrificato la propria vita proprio per concretizzare fino all’ultimo il valore della legalità. Le altre piante che saranno messa a dimora ci invitano ad avere cura e rispetto dell’ambiente che ci circonda, perché aver cura del nostro verde significa aver cura del futuro di ciascuno di noi». 


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