BRINDISI. Violazioni dell’ AIA nella Discarica di Autigno, gli ex amministratori e dirigenti della Società Nubile S.R.L. dovranno risarcire i danni alle parti civili.

Un risultato raggiunto, anche e soprattutto, grazie al continuo impegno e le denuncie di associazioni e movimenti, in particolar modo il Comitato SALUTE – AMBIENTE E TERRITORIO .

Una vicenda che si è trascinata per diversi anni,da inizio 2000, tra vari gradi giudiziari, assoluzioni o condanne, smentite, richiesta risarcimenti danni e non solo, denuncie, segnalazioni, manifestazioni per tutelare soprattutto il Diritto alla Salute e ad ogni forma di tutela ambientale .

Quella della gestione della Discarica di Autigno, sita tra Brindisi e San Vito de Normanni, ad opera della Società Nubile, ha visto un lungo percorso giudiziario, sino ad arrivare, nei giorni scorsi, ad una decisione che, lo si spera, dovrebbe una volta per tutte porre la parola fine .

La Società Nubile, gli ex dirigenti e amministratori Luca Screti ( Amministratore Unico) e Giuseppe Masillo( Direttore Tecnico), protagonisti, in ogni caso, di una vicenda che ha proprio offeso IL DIRITTO ALLA SALUTE .

Già, perché, anche se ogni valutazione finale sotto il profilo del reato spetta naturalmente agli organi giudiziari, dall’ altra parte rimane ( e rimarrà per sempre), il grande impegno dei cittadini residenti in quelle contrade, comitati – movimenti – associazioni, per la tutela della propria salute, anche la rabbia e determinazione che ora trovano riscontro .

I Giudici della Corte D’ Appello di Lecce hanno in sostanza dichiarato estinti, per prescrizione, i reati a carico di Luca Screti e di Giuseppe Masillo. Ai due venivano contestate le violazioni all’ Autorizzazione Integrata Ambientale ( AIA), reato per il quale, il 5 novembre 2019, sono stati condannati, rispettivamente, a cinque e un mese di reclusione.

Ma ora, gli organi giudiziari hanno praticamente confermato la condanna nel contesto relativo ai risarcimenti, disposti ed emessi a favore di chi , dalla loro condotta e attività, sono stati danneggiati, di chi, in tutti questi anni, ha combattuto per ottenere giustizia, cercare in ogni caso di dimostrare con determinazione che “ chi inquina deve pagare”.

Insieme alla Società Nubile SRL, dovranno risarcire in solido il Comune di San Vito dei Normanni, l’ Associazione Italia Nostra, Lega Ambiente Brindisi, il Comitato Salute – Ambiente e Territorio , sempre in prima linea in questa brutta vicenda, presieduto da Maurizio Tamborino e rappresentato dagli avvocati Francesco Monopoli e Giuseppe Durano, per un importo complessivo di 5 mila euro ciascuno .

Tamborino, oltre ad essere il Presidente di un Comitato che più di tutti, con profonda ostinazione, è stato sempre in prima linea nel denunciare i diversi reati ambientali perpetrati nella Discarica di Autigno, è stato anche un residente in quella porzione di territorio tra Brindisi e San Vito dei Normanni, per molti anni dimenticata dalla politica, in un certo senso anche colpevole in una vicenda che si è trascinata sin troppo .

Emblema di una comunità ( gli abitanti delle contrade Mascava, Formica, Autigno, Serranova) seriamente e moralmente danneggiata. Persone, famiglie che in queste zone hanno o hanno avuto case, danneggiate dalla presenza delle discariche , insomma da una gestione rifiuti da cui, lo diciamo con cognizione di causa e senza polemica, anche la politica e i vari organi di controllo non possono esimersi dalle proprie responsabilità.

Ed allora non è un caso che i protagonisti di questa vicenda giudiziaria , sempre in solido, dovranno provvedere ad un ristoro del danno anche in favore del Ministero dell’ Ambiente e di Maurizio Tamborino ( tra l’ altro, ex Maresciallo della Guardia di Finanza- Nucleo Speciale Polizia Valutaria, e vittima di un attentato alcuni anni fa ai danni della propria villetta), sempre assistito dall’ avvocato Francesco Monopoli – prevista una provvisionale di 10 mila euro con il resto che andrà stabilito in sede civile .

Insomma, una brutta vicenda , emblematica, per certi versi anche anomala e contraddittoria, che, salvo ulteriori colpi di scena, dovrebbe essere arrivata al punto conclusivo.

Le accuse prescritte riguardavano in sostanza fatti successivi al 5 novembre 2011, per le precedenti contestazioni già in primo grado era scattata la prescrizione.

Ma le lotte per la salute, un ambiente e mondo migliore, per la comunità, “non andranno mai in prescrizione“, in una direzione dove, anche e soprattutto la politica deve fare la propria parte sino in fondo e c’è ancora tanto, tanto da fare .


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