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Macchia: «Tempo scaduto, il Ministero agisca rapidamente per la riconversione industriale di Brindisi»

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Coinvolgere le parti sociali negli incontri con le aziende che presentano i progetti

La crisi legata alla decarbonizzazione sta avendo ripercussioni gravissime sul fronte lavorativo in vari settori del nostro territorio. La chiusura della centrale Enel di Cerano ha già causato danni significativi e non c’è più tempo da perdere. La CGIL di Brindisi sollecita una risposta urgente e concreta alle necessità del nostro territorio.

In questi giorni, sono stati avviati i tavoli di confronto con le prime due delle sette imprese che hanno deciso di presentare i progetti per il piano di riconversione e reindustrializzazione delle attività produttive di Brindisi, anche nelle aree di pertinenza dei siti Enel Brindisi. È un’iniziativa che tende a fronteggiare gli impatti negativi della inattività della centrale di Cerano, che comunque chiuderà definitivamente nel 2025.

La Camera del lavoro di Brindisi sottolinea la particolare delicatezza di questa crisi, che ha provocato e continua a provocare gravissime ripercussioni sul fronte lavorativo. I settori colpiti sono molteplici – non solo quello energetico, ma si allarga in particolare a quello chimico e farmaceutico (vedi i casi Basell ed Euroapi), a quello metalmeccanico e coinvolge anche un importante indotto – e la situazione dei lavoratori è sempre più critica. È fondamentale che le istituzioni comprendano l’urgenza di intervenire con misure concrete e tempestive.

Chiediamo con fermezza di conoscere i dettagli dei sette progetti presentati per il piano di riconversione e reindustrializzazione. È essenziale sapere chi sono i proponenti e quali sono le possibilità d’impiego, con numeri chiari e precisi. Queste informazioni sono fondamentali per valutare l’impatto reale di questi progetti sull’occupazione e sull’economia del nostro territorio. Vogliamo sapere quanti posti di lavoro saranno creati, quali tipi di contratti saranno offerti e quali saranno le condizioni di lavoro. Solo con dati concreti e trasparenti sarà possibile valutare l’effettiva efficacia di queste iniziative.

Il nostro obiettivo è garantire lavoro di qualità e stabile. Non possiamo accettare che si alimentino forme di lavoro precario che non risponderebbero alle esigenze dei lavoratori e delle loro famiglie. Chiediamo che i progetti di riconversione e reindustrializzazione prevedano contratti a tempo indeterminato, salari dignitosi e condizioni di lavoro sicure. Solo così sarà possibile garantire un futuro sostenibile per i lavoratori di Brindisi e per l’intera comunità.

È fondamentale che il Ministero competente agisca con la massima rapidità nella selezione e attuazione dei progetti. Ogni ulteriore ritardo è inaccettabile e rischia di aggravare ulteriormente la situazione già critica dei lavoratori del nostro territorio. La chiusura della centrale Enel di Cerano è già arrivata e non c’è più tempo da perdere. Il Ministero deve dimostrare un impegno concreto e tempestivo per garantire una transizione giusta e sostenibile.

Chiediamo ancora, di sapere quale sia il destino del progetto illustrato poche settimane fa a Brindisi dal ministro Matteo Salvini. I lavoratori e le loro famiglie meritano chiarezza e trasparenza su tutte le iniziative in corso e future. È inaccettabile che progetti vengano annunciati con grande clamore mediatico senza che vi sia un seguito concreto e verificabile. Vogliamo sapere quali passi sono stati fatti, quali sono i tempi previsti e quali saranno le ricadute occupazionali di questo progetto.

Infine, ribadiamo la necessità imprescindibile di coinvolgere le parti sociali nella gestione di questa fase difficilissima per il territorio brindisino. Solo attraverso un dialogo costante e una collaborazione attiva tra tutte le parti coinvolte sarà possibile trovare soluzioni efficaci e durature per la riconversione industriale di Brindisi. Le organizzazioni sindacali, insieme alle istituzioni locali e alle associazioni datoriali, devono essere parte integrante del processo decisionale. È solo con un coinvolgimento attivo e costruttivo di tutte le parti che si potranno garantire risposte adeguate alle esigenze dei lavoratori e delle loro famiglie.

La CGIL di Brindisi continuerà a lottare per i diritti dei lavoratori e per il futuro del nostro territorio, chiedendo a gran voce risposte concrete e tempestive da parte delle istituzioni. È inaccettabile che si continui a giocare con il destino di centinaia di famiglie che hanno bisogno di certezze e stabilità per il loro futuro. Chiediamo che il governo metta in campo un piano chiaro e dettagliato, con tempi certi e investimenti concreti, per garantire una vera transizione energetica che non lasci indietro nessuno.

Il tempo è scaduto. È ora che il Ministero agisca con determinazione e rapidità per garantire un futuro migliore ai lavoratori di Brindisi e alle loro famiglie.


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