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Macchia: «Brindisi Capitale della Cultura 2027, sia un progetto di rinascita e innovazione per il futuro del territorio»

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La CGIL Brindisi sarà presente alla costituzione di un Laboratorio di Partecipazione per la realizzazione del Dossier di Candidatura di Brindisi a “Capitale Italiana della Cultura 2027”. Il primo incontro si terrà martedì 8 luglio 2024 dalle ore 17.30 alle 20.

Siamo entusiasti di accogliere questa opportunità unica per la nostra città. Da mesi, la CGIL di Brindisi, insieme alle categorie interessate, ha esplorato le opportunità offerte dalla candidatura di Brindisi a Capitale Italiana della Cultura. Questo progetto, nato dieci anni fa dal Governo, mira a dare visibilità alle città italiane che non sono riuscite a vincere il titolo di Capitale Europea della Cultura, ma che hanno comunque tanto da offrire.

Le Capitali Europee della Cultura hanno una lunga storia, con città italiane come Firenze, Bologna, Genova e Matera che hanno già ottenuto questo prestigioso titolo. Per l’Italia, la prossima opportunità sarà nel 2033, quindi vincere il titolo italiano ora (nel 2027) è fondamentale per Brindisi. La nostra città, infatti, ha un patrimonio culturale e creativo che merita di essere riconosciuto e valorizzato su scala nazionale e internazionale.

La nostra visione è chiara: vogliamo che la candidatura di Brindisi non sia solo un evento isolato, ma un progetto a lungo termine che porti benefici duraturi alla città. Per raggiungere questo obiettivo, è essenziale coinvolgere tutte le forze culturali, sociali, sindacali, imprenditoriali e del terzo settore. Il nostro impegno è di creare un “polo” sinergico dell’industria creativa che arricchisca il territorio e generi nuove opportunità di lavoro. La parola “Cineporto” potrebbe essere superata, offrendo una varietà di servizi e partnership che rendano Brindisi più competitiva sulla scena internazionale.

Un punto cruciale è la valorizzazione dell’economia della conoscenza. Strutture come la Cittadella della Ricerca, il Cetma e l’Università sono asset fondamentali per il nostro territorio. La Cittadella della Ricerca, nonostante le difficoltà passate, può e deve tornare a essere un incubatore di idee e ricerca. Attualmente ospita circa duecento ricercatori dell’Enea, del Cetma, del Distretto Tecnologico Aerospaziale e di aziende private, oltre ad alcuni docenti universitari del corso di laurea in Ingegneria e dell’Istituto Tecnico Superiore. Questa struttura è un simbolo di eccellenza e innovazione che necessita di investimenti urgenti per il suo rilancio. La sua riqualificazione potrebbe avviare un nuovo ciclo di sviluppo sostenibile e occupazione per il territorio.

Il Cetma, con la sua sezione multimediale, è un gioiello del nostro territorio. È in grado di produrre cinema, animazione e effetti speciali, contribuendo significativamente all’industria creativa. La sua attività di supporto a aziende e start-up può diventare un motore di crescita per l’intera provincia. Inoltre, il Cetma può diventare un importante attrattore culturale, grazie alle sue strutture all’avanguardia: laboratori e sale multimediali capaci di realizzare progetti innovativi e di alta qualità.

L’Università di Brindisi, con i suoi corsi di ingegneria, rappresenta un’altra eccellenza da valorizzare. È fondamentale investire in formazione e ricerca per creare un ecosistema che supporti la crescita sostenibile e l’occupazione stabile. Pensiamo a un arredo urbano innovativo, a monumenti tridimensionali, a murales che trasformino i muri delle periferie in opere d’arte. Vogliamo che Brindisi diventi un centro di produzione culturale riconosciuto a livello internazionale, capace di attrarre talenti e risorse.

È necessario coinvolgere tutte le forze culturali, sociali, sindacali, imprenditoriali e del terzo settore. Il governo della città sta facendo passi nella giusta direzione, ma è cruciale che l’assegnazione del titolo non si limiti a un “Grande Festival” di un anno. Dobbiamo gettare le basi per rilanciare l’industria culturale territoriale, puntando su una competitività qualitativa e un lavoro di qualità che crei occupazione stabile e valorizzi i talenti, arginando la loro emigrazione. Questo è il vero senso sistemico dell’investimento ministeriale.

Dobbiamo creare una dinamica coerente con le missioni di riduzione dei divari geo-sociali, che sono l’asse dei Fondi Europei 2021-2027 per le Regioni. Vincere questa sfida deve essere l’inizio di una strategia di lungo respiro che ridefinisca le vocazioni di Brindisi per i prossimi 30 anni. Non è sufficiente aumentare i turisti, anche se è un obiettivo importante. Dobbiamo guardare oltre il 2027, puntando a una produzione culturale esportabile che crei lavoro diretto e crescita sostenibile, non solo un generatore di masse di visitatori.

Per raggiungere questi obiettivi, la città non può farcela da sola. È indispensabile che Brindisi si interpreti come Capitale e Leadership di un territorio più vasto, che va dalla Valle d’Itria con i suoi borghi bianchi e il suo mare, tutti con una maggiore riconoscibilità internazionale, fino ai piccoli comuni del Salento coinvolti nel PNRR “Turismo delle Radici”, passando per il simbolico intercontinentale del Porto dei Crociati e della “Valigia delle Indie”.

Per supportare questo percorso, la CGIL organizzerà anche dei seminari di approfondimento per elaborare una nostra proposta concreta e partecipata. Vogliamo che tutti i cittadini di Brindisi si sentano parte di questo grande progetto. La partecipazione attiva di tutti è fondamentale per costruire una Brindisi migliore, più forte e più inclusiva.


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