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SUMMARY:MEDEA di Euripide
DESCRIPTION:BRINDISI\nSanta Spazio Culturale (Ex Convento di Santa Chiara)\n2 Luglio 2026 ore 21.00 \n“Medea di Euripide” apre il Festival del Mito presso Santa Spazio Culturale (Ex Convento di Santa Chiara) Giovedì 2 Luglio 2026\, alle ore 21.00.\nSarà “Medea” di Euripide\, con la regia di Carlo Emilio Lerici e con Edoardo Siravo e Francesca Bianco ad inaugurare il programma degli spettacoli del Festival del Mito\, la rassegna dedicata alle grandi figure della tradizione classica in programma a Brindisi dal 2 al 16 Luglio.\nFigura simbolo della donna ferita e dell’eroina tragica per eccellenza\, Medea continua ancora oggi a interrogare il pubblico sui temi dell’emarginazione\, della giustizia e delle conseguenze estreme del dolore. Una storia antichissima che conserva una sorprendente attualità e che inaugura idealmente il percorso del Festival del Mito attraverso alcune delle più celebri figure femminili della tradizione classica.\nProdotto da ErgoSum in coproduzione con il Teatro Belli\, Con Edoardo Siravo\, Francesca Bianco nel ruolo della protagonista\, affiancata da Gabriella Casali e dalla presenza scenica delle danzatrici Carlotta Bruni e Rosa Merlino\, la messinscena firmata da Carlo Emilio Lerici restituisce tutta la forza drammatica del testo euripideo\, esplorando il conflitto tra passione\, tradimento\, amore e vendetta che attraversa la vicenda di Medea.\nLa serata sarà preceduta\, alle ore 18.30 presso il Chiostro del Museo Ribezzo\, dal talk inaugurale “Le donne protagoniste del Festival: Medea\, Penelope\, Arianna\, Aracne e le altre”\, seguito dall’incontro tra il cast dello spettacolo e il pubblico.\nAttraverso linguaggi diversi – dal teatro alla lettura\, dalla danza alla musica – il Festival del Mito propone un viaggio che mette in dialogo tradizione e contemporaneità\, riportando al centro figure femminili capaci di raccontare\, ancora oggi\, le contraddizioni e le aspirazioni dell’essere umano. \nBiglietti online: https://www.ciaotickets.com/it/biglietti/medea-di-euripide-brindisi \npresso PLANETWIN 365 – Via Sicilia\, 57\, 72100\, Brindisi (BR) \nPer info e prenotazioni 3279097113 (anche whatsapp) \nL’evento è realizzato da Ergo Sum Produzioni in collaborazione con Museo Ribezzo – Polo BiblioMuseale di Brindisi\, Fondazione Nuovo Teatro Verdi\, Comune di Brindisi e Puglia Culture con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Puglia. \nIntervento finanziato con risorse del Fondo Sviluppo Coesione 2021–2027.
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SUMMARY:Penelope. La fine del viaggio | Brindisi\, 9 luglio 2026 | Prima nazionale
DESCRIPTION:Santa Spazio Culturale (Ex Convento di Santa Chiara) 9 Luglio 2026 ore 21.00 \nProsegue il Festival del Mito – I Miti e le Donne con uno spettacolo che offre una rilettura intensa e contemporanea di uno dei personaggi più emblematici della mitologia classica.\nGiovedì 9 luglio\, alle ore 21.00\, presso Santa Spazio Culturale (Ex Convento di Santa Chiara) di Brindisi\, andrà in scena\, in prima nazionale\, Penelope. La fine del viaggio\, con Claudia Lerro\, Marco De Letteriis e Mattia Spedicato\, per la regia di Alessandra Pizzi.\nLo spettacolo rilegge uno dei miti più celebri della tradizione classica da una prospettiva nuova\, restituendo a Penelope una voce autentica e uno sguardo capace di interrogare il presente. Non più soltanto la fedele sposa di Ulisse\, ma una donna che riflette sul senso del tempo\, dell’amore e della libertà\, trasformando il lungo tempo dell’attesa in un percorso di consapevolezza.\nIn scena\, il mito si apre a nuove domande e racconta il momento in cui Penelope sceglie finalmente di prendere la parola e di raccontare la propria verità. Ne nasce un viaggio teatrale intenso ed emozionante\, in cui la memoria del passato si intreccia con temi universali che continuano a parlare al nostro tempo.\nAttraverso una drammaturgia che unisce la forza evocativa del mito a una sensibilità contemporanea\, Penelope. La fine del viaggio invita il pubblico a riscoprire una figura femminile troppo spesso raccontata soltanto in relazione all’eroe\, restituendole complessità\, profondità e una nuova centralità.\nLo spettacolo si inserisce nel cartellone del Festival del Mito – I Miti e le Donne\, la rassegna che attraverso teatro\, laboratori e incontri propone una rilettura contemporanea dei miti classici\, riportando al centro le grandi figure femminili e il loro dialogo con il presente. \nBiglietti online: https://www.ciaotickets.com/it/biglietti/penelope-la-fine-del-viaggio-brindisi \npresso PLANETWIN 365 – Via Sicilia\, 57\, 72100\, Brindisi (BR) \nPer info e prenotazioni 3279097113 (anche whatsapp) \nL’evento è realizzato da Ergo Sum Produzioni in collaborazione con Museo Ribezzo – Polo BiblioMuseale di Brindisi\, Fondazione Nuovo Teatro Verdi\, Comune di Brindisi e Puglia Culture con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Puglia. \nIntervento finanziato con risorse del Fondo Sviluppo Coesione 2021–2027.
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SUMMARY:"EDUARDO\, PARLIAMOCI CHIARO" APRE LA QUARTA EDIZIONE DI "VERDI IN CITTÀ"
DESCRIPTION:Il mestiere dell’attore\, la paura di fallire proprio quando arriva l’occasione attesa\, il rapporto con un maestro che continua a interrogarci. Giovedì 23 luglio\, alle ore 21\, lo spettacolo “Eduardo\, parliamoci chiaro“\, con Nicola Acunzo\, apre in piazza Duomo\, nello spazio antistante il Museo archeologico “Francesco Ribezzo“\, la quarta edizione di “Verdi in Città“.  \n \nL’ingresso è libero\, senza prenotazione. Torna così la rassegna di teatro e musica organizzata dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi con il sostegno del Comune di Brindisi\, nell’ambito delle attività finanziate dalle risorse assegnate alla Fondazione dalla legge di bilancio dello Stato per il triennio 2025-2027 – su proposta dell’on. Mauro D’Attis -\, e con la collaborazione del Polo Biblio-Museale\, della Basilica Cattedrale di Brindisi e di Puglia Culture. Il programma completo\, con gli appuntamenti successivi della rassegna\, sarà presentato nei prossimi giorni. \n“Eduardo\, parliamoci chiaro” parte da una vicenda che appartiene al teatro ma riguarda\, più in generale\, chiunque abbia dovuto misurarsi con l’occasione della vita. Raffaele Lapena è un attore “di fatica”\, abituato a ruoli marginali\, attese e sacrifici. Dopo anni trascorsi ai bordi della scena\, gli viene finalmente il ruolo da protagonista in uno spettacolo costruito sui testi di Eduardo De Filippo. \nL’opportunità che dovrebbe riscattare una carriera intera diventa però l’origine di una crisi. Alla soddisfazione iniziale subentrano il dubbio\, la paura del giudizio e il timore di non essere all’altezza. Raffaele si domanda se il momento così tanto atteso sia arrivato troppo tardi o se\, dietro il desiderio di diventare protagonista\, non si nasconda l’incapacità di affrontare davvero il centro del palcoscenico. \nNel momento più difficile entra in scena Eduardo\, come interlocutore concreto e severo. Il dialogo fra i due mette a confronto generazioni\, esperienze e idee diverse del lavoro teatrale. Da quel confronto emerge un’idea precisa di teatro: un lavoro fatto di verità e disciplina. Eduardo ricorda a Raffaele che ogni parte\, grande o piccola che sia\, acquista senso solo quando l’attore riesce a renderla necessaria. Raffaele cerca risposte; Eduardo lo esorta a fare domande più chiare\, ad abbandonare gli alibi e a riconoscere quanto il mestiere dell’attore richieda responsabilità e coraggio. Il confronto diventa così una prova nella prova: prima ancora di recitare Eduardo\, Raffaele deve trovare una voce propria e sostenerla fino in fondo. Il testo di Claudio Proietti utilizza questa situazione per osservare dall’interno la vita di chi lavora nello spettacolo senza raggiungere subito il riconoscimento. Il protagonista porta con sé la condizione del comprimario\, dell’interprete che partecipa a molti progetti senza riuscire a dare una direzione compiuta al proprio percorso. Il confronto immaginario con Eduardo gli offre la possibilità di considerare quella storia come il materiale dal quale partire per affrontare finalmente la prova. \nNicola Acunzo costruisce un personaggio fragile\, ostinato e capace di coinvolgere il pubblico che diventa parte della messinscena: la quarta parete si apre\, la platea entra nel gioco scenico e alcuni momenti arrivano fino al ballo condiviso con Raffaele Lapena. Che in questo modo alleggerisce la paura del fallimento e permette allo spettacolo di muoversi fra racconto\, dialogo\, memoria professionale e intrattenimento. Eduardo De Filippo diventa il termine di paragone con il quale il protagonista deve “pesarsi”\, secondo una parola che attraversa il testo: valutare il proprio lavoro\, riconoscere i limiti\, comprendere quale parte di sé sia disposto a mettere in gioco. \nLa regia accompagna il passaggio continuo fra realtà e immaginazione\, fra il camerino mentale di Raffaele e l’apparizione di Eduardo\, mantenendo in equilibrio le parti più intime e quelle apertamente comiche. Raffaele Lapena cerca il coraggio di affrontare la prova più importante della sua vita e scopre che diventare protagonista significa\, prima di tutto\, smettere di nascondersi. Tra risate\, esitazioni e verità finalmente pronunciate\, “Eduardo\, parliamoci chiaro” accompagna il pubblico nel punto in cui la paura incontra il desiderio e una vita rimasta ai margini trova finalmente il coraggio di entrare in scena.
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