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SUMMARY:BRINDISI\, IL FESTIVAL DEL VERNACOLO CHIUDE ALLA SCALINATA VIRGILIO
DESCRIPTION:Il teatro in vernacolo brindisino torna a incontrare il pubblico con una serata speciale che riunisce sullo stesso palco tutte le compagnie protagoniste della seconda edizione del Festival. Dopo i quattro appuntamenti ospitati nei quartieri della città e la partecipazione calorosa raccolta lungo tutto il percorso\, gli organizzatori hanno scelto di aggiungere una quinta data: lunedì 7 settembre alle ore 21\, alla Scalinata Virgilio\, nel cuore del porto di Brindisi. L’ingresso è libero. \nIl Festival\, organizzato da L’Ora di Brindisi e provincia e dall’associazione Periferia\, su un’idea del prof. Massimiliano Oggiano\, è stato inserito in “Meridiani d’Estate 2026”\, il programma di iniziative culturali e di spettacolo organizzato dal Comune di Brindisi con la Fondazione Nuovo Teatro Verdi. A condurre la serata saranno Salvatore Morelli\, direttore de L’Ora di Brindisi e provincia\, e Francesca Massaro\, presidente dell’associazione Periferia. La nuova serata cade nei giorni dei festeggiamenti dedicati ai Santi Patroni della città e nasce proprio dall’accoglienza ricevuta dalla rassegna nelle quattro tappe estive. \nNon sarà una replica degli spettacoli già presentati\, ma un appuntamento costruito appositamente per l’occasione. Le quattro compagnie si alterneranno alla Scalinata Virgilio con sketch e situazioni brevi\, portando sul palco registri\, personaggi e modi diversi di lavorare sulla comicità in vernacolo. \nLa compagnia Anti&Mino presenterà “Santa\, di nome… e di fatto!!!”\, uno sketch ambientato in un cimitero\, a un anno dalla scomparsa della moglie. Da una situazione apparentemente mesta prende forma un contesto paradossale nel quale la comicità nasce dalle relazioni tra i personaggi e dagli imprevisti della vicenda. In scena Angela Nigro\, Marianna Altomare\, Simona Di Bello\, Roberta Monaco\, Antimo Volpe\, Mino Minelli\, Alessandro Di Paola\, Davide Minelli e Antonio Guadalupi. \nLa compagnia Il Sipario sceglie invece una sequenza di brevi numeri\, ciascuno con una propria situazione: “Vieni avanti cretino”\, “Femmine e Champagne”\, “Versetto sei sei tre della Sacra Bibbia”\, uno sketch dedicato a Celentano e una barzelletta mimata. A interpretarli saranno Riccardo Congedo\, Loredana Bruni\, Antonio Tasco\, Elena De Blasi\, Annalisa Vincenti\, Lorenzo Suma\, Vincenzo Narcisi e Maurizio Salerno. \nUn’aula di tribunale è invece lo spazio scelto da I Teatranti per “Ilariamia”. Al centro una coppia alle prese con problemi coniugali: il marito decide di chiamare in causa la moglie e il confronto finisce davanti a un giudice\, offrendo materia a equivoci e schermaglie familiari. Sul palco Carmelo Marzo\, Ilaria Seclì\, Francesca Massaro e Carlo Agrimi. Lo sketch è ideato e diretto da Valeria Pasulo. \nCompleta la serata la compagnia Li tre CumpAri con “A casa mia cumandu iu”\, costruito intorno a una discussione tra marito e moglie e al consueto\, quanto improbabile\, braccio di ferro su chi comandi davvero tra le mura domestiche. Gli interpreti sono Franco Arseni\, Gianni Rollo\, Francesco Iaia\, Paola Tamborrino\, Pino Pascali e Ilaria Manzo. \nLa Scalinata Virgilio\, affacciata sul porto e dominata dalle Colonne Romane\, offre alla serata uno scenario che appartiene profondamente alla storia di Brindisi. Qui il vernacolo trova il suo ultimo palco estivo\, tra la lingua della città e uno dei luoghi che più ne raccontano l’identità. \nLunedì 7 settembre\, ore 21\, Scalinata Virgilio. Ingresso libero.
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SUMMARY:Enrico Brignano a San Pancrazio Salentino con «Bello di Mamma!
DESCRIPTION:Alcune parole restano attaccate alla memoria più di altre. Per Enrico Brignano sono tre: «Bello di mamma!». Da quella frase nasce il nuovo spettacolo con cui l’attore e comico romano torna in Puglia: domenica 23 agosto alle ore 21.30\, al Forum Eventi di San Pancrazio Salentino\, Brignano porterà in scena “Bello di Mamma! Estate 2026”\, appuntamento organizzato da Aurora Eventi di Livio Iaia. I biglietti sono disponibili online sul circuito TicketOne e nei punti vendita autorizzati. \nDopo l’esperienza teatrale de “I 7 Re di Roma”\, Brignano torna alla formula dell’one man show che ha segnato buona parte della sua carriera\, ma lo fa mettendo sul palco qualcosa di più personale. Memoria familiare\, tecnologia\, paure\, cambiamenti culturali\, relazioni e paradossi quotidiani entrano in uno spettacolo costruito sulla comicità ma con una vena più intima. Con lui una formazione musicale dal vivo per un continuo alternarsi di monologhi\, musica e racconto. \nIl titolo nasce da un episodio preciso. «Questo titolo – spiega Brignano – nasce da una frase che mia madre mi disse una sola volta\, di ritorno dall’America\, dov’ero stato sei mesi. Lei pensava che non tornassi più. Le feci una sorpresa e quando mi vide disse: alla fine sei tornato\, bello di mamma! Mi si strinse il cuore». Una frase rimasta sospesa nel tempo e tornata\, molti anni dopo\, con un peso nuovo: «Lei ora non c’è più\, ma quelle parole mi tornano addosso con una forza diversa. Le ho scelte per il titolo\, perché credo che appartengono a me\, ma anche a tanti figli e a tante madri». \nDa qui prende forma uno spettacolo che non indulge nella nostalgia ma usa i ricordi come materiale vivo. Brignano torna alle abitudini di casa\, ai gesti tipici delle madri\, alle attenzioni a volte eccessive riservate soprattutto ai figli maschi\, alle tavole familiari e a quei piccoli riti che\, quando si è bambini\, sembrano costituire un mondo completo. Li osserva con affetto e li mette alla prova della sua ironia\, perché anche i ricordi più delicati possono diventare teatro. «La prendo anche un po’ in giro\, come facevo quand’era in vita\, per quei comportamenti tipici delle mamme\, soprattutto con i figli maschi. C’è tenerezza\, certo». \nIn “Bello di Mamma!” il passato diventa il punto da cui misurare quanto velocemente sia cambiato il mondo. Telefonini\, algoritmi\, intelligenza artificiale\, nuovi modi di comunicare\, rapporti sempre più mediati dagli schermi entrano nel mirino di Brignano\, che osserva le trasformazioni senza rinunciare al gusto della battuta. «Oggi tutto corre: le informazioni\, le relazioni\, le emozioni. Viviamo con il telefono in mano e spesso decidono gli algoritmi cosa dobbiamo guardare\, comprare o desiderare». Eppure\, sotto strumenti sempre diversi\, resta qualcosa di antico: «Cambiano gli strumenti\, ma le debolezze umane restano le stesse. E la comicità nasce proprio da lì». \nC’è anche un bilancio personale\, inevitabile dopo 43 anni di teatro. Sul palco compaiono alcuni bauli\, oggetti scenici che custodiscono simbolicamente frammenti della sua carriera: spettacoli\, stagioni\, personaggi\, momenti lontani e altri più recenti. «“Bello di mamma” è anche un bilancio dei miei 43 anni di carriera: in scena ci sono dei bauli\, e dentro quei bauli ci sono pezzi della mia storia». Un modo per capire ciò che resta dopo migliaia di repliche e incontri con pubblici diversi. \nIl testo\, scritto da Enrico Brignano con Graziano Cutrona\, Manuela D’Angelo\, Luciano Federico e Alessio Parenti\, conserva quella capacità di passare dal dettaglio domestico alla fotografia collettiva. Un’insalatona preparata dalla madre\, una frase ascoltata molti anni prima\, un telefono che sembra sapere tutto di noi: elementi lontanissimi che finiscono per stare nello stesso racconto. «“Bello di Mamma!” parte dalla mia storia\, però non vuole restare solo mia»\, dice Brignano. È proprio in questo scarto che lo spettacolo trova la sua misura: partire da una memoria privata per arrivare a qualcosa in cui ciascuno possa riconoscere un gesto\, una paura\, una risata o una persona che non c’è più. A San Pancrazio Salentino Brignano porterà così una serata fatta soprattutto della sua inconfondibile ironia\, ma con uno sguardo più largo sulla propria storia e su quello che è diventata oggi. Una comicità che apre i bauli senza trasformarli in reliquie. \nUfficio stampa Aurora Eventi \nwww.auroraeventi.net
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SUMMARY:"BRINDISI CABARET SHOW"\, DADO E CIRO GIUSTINIANI PER UNA NOTTE DI CABARET
DESCRIPTION:Dalle incursioni musicali e dall’ironia di Dado alla comicità verace e tagliente di Ciro Giustiniani\, due modi diversi di guardare alla vita di tutti i giorni e trasformarne abitudini\, contraddizioni e paradossi in materia da cabaret. Giovedì 20 agosto\, alle ore 21\, la Scalinata Virgilio ospita “Brindisi Cabaret Show“\, una serata tra monologhi\, musica\, personaggi e improvvisazione. L’appuntamento\, a ingresso libero\, fa parte di “Meridiani d’Estate 2026“\, la rassegna culturale e di spettacolo organizzata dal Comune di Brindisi con la Fondazione Nuovo Teatro Verdi. \nDado e Ciro Giustiniani portano sul palco due personalità molto diverse\, ma accomunate da una lunga esperienza dal vivo e dalla capacità di entrare subito in sintonia con il pubblico. Il primo unisce comicità\, recitazione e musica; il secondo lavora soprattutto sulla parola\, sui personaggi e su una componente gestuale molto espressiva. \nDentro il “Dado Show” entrano abitudini\, piccoli conflitti domestici\, coppia e paradossi del presente. La battuta può partire da un dialogo\, diventare una canzone e tornare immediatamente al pubblico. È una comicità costruita sul ritmo e sull’interazione\, nella quale la platea diventa parte dello spettacolo. La musica ne modifica il passo\, lo accelera e apre all’improvviso nuove direzioni. Attore\, comico e cantante\, Dado comincia giovane e costruisce negli anni un repertorio nel quale la forma musicale diventa uno strumento per smontare comportamenti\, mode\, relazioni e fatti di costume. La notorietà nazionale passa attraverso programmi come “Zelig“\, dove approda nel Duemila\, ma anche “I Raccomandati“\, “I migliori anni“\, “Made in Sud” e in seguito “Colorado“. Negli anni ha continuato a muoversi tra televisione e palcoscenico\, fino ai ritorni nelle edizioni più recenti di “Zelig” e alla partecipazione a “Only Fun“. Le melodie conosciute sono piegate alla parodia\, le parole cambiano traiettoria e una canzone si trasforma in pochi secondi in una fotografia ironica e scanzonata dell’attualità. Dai primi spettacoli alle tournée teatrali\, Dado ha sviluppato un modo di stare sulla scena nel quale monologo e musica si rincorrono in uno scambio continuo. \nCiro Giustiniani ha costruito una parte importante della propria carriera sul monologo\, osservando la quotidianità\, la famiglia\, le differenze tra Nord e Sud e le piccole disavventure nelle quali ciascuno può riconoscersi. Dal cabaret dei primi Duemila è arrivato alla popolarità televisiva di “Made in Sud“\, format nel quale è stato a lungo uno dei volti riconoscibili. La sua comicità passa anche dal corpo. Giustiniani accelera le parole\, moltiplica i gesti\, usa i suoni e lavora sulla trasformazione del napoletano in un linguaggio comprensibile ben oltre Napoli. È questa combinazione tra racconto e rappresentazione fisica a definire il suo modo di stare sul palco. \nNel suo repertorio sono entrati negli anni anche personaggi diventati familiari al pubblico televisivo\, insieme a monologhi nei quali esperienze personali e vicende comuni vengono spinte verso il paradosso. Nel 2017 Giustiniani ha raccolto parte di questo universo anche nel libro autobiografico pubblicato da Rai Eri\, dove ricordi familiari\, Napoli e comicità si mescolano nello stesso sguardo sulla vita quotidiana. \n“Brindisi Cabaret Show” nasce proprio dall’incontro fra queste due direzioni. Dado arriva alla battuta passando spesso da una chitarra e da una melodia; Giustiniani costruisce immagini attraverso parole\, suoni e gesti. Uno parte dalla canzone e la porta altrove\, l’altro prende una situazione ordinaria e la trasforma fino a farne una scena. La materia è a portata di mano: sta nelle case\, nelle conversazioni\, nei piccoli automatismi quotidiani e in tutto ciò che il pubblico riconosce prima ancora che arrivi la battuta. Sulla Scalinata Virgilio i due percorsi diventano una sola serata\, affidata alla forza del cabaret dal vivo e alla relazione diretta con il pubblico. È questo il terreno comune dei due comici: prendere sul serio la realtà finché non comincia a far ridere. Il resto accadrà il 20 agosto sulla Scalinata Virgilio\, con Dado e Ciro Giustiniani faccia a faccia con il pubblico di Brindisi.
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SUMMARY:"VERDI IN CITTÀ": I SOGNI DI NINA SULLE NOTE DI DOMENICO MODUGNO
DESCRIPTION:Nina è al servizio di una famiglia benestante\, ma davanti allo specchio immagina palcoscenici\, applausi e una vita diversa dalla sua. Martedì 11 agosto\, alle ore 21\, piazza Duomo a Brindisi ospita “Caro Mimmuzzu mia…”\, opera in dialetto brindisino scritta e interpretata da Simona Epifani\, con la regia di Francesca Epifani. Lo spettacolo fa parte di “Verdi in Città”\, rassegna promossa dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi con il sostegno del Comune di Brindisi e la collaborazione del Polo Biblio-Museale\, della Basilica Cattedrale di Brindisi e di Puglia Culture. L’ingresso è libero\, senza prenotazione. \nLa storia è ambientata negli anni Sessanta\, in un’Italia che cambia rapidamente e nella quale le nuove aspirazioni si scontrano ancora con ruoli sociali imposti. Nina è una giovane cameriera che lavora in una casa agiata\, osserva abitudini e privilegi dei suoi datori di lavoro e coltiva in silenzio il desiderio di diventare attrice. La quotidianità è fatta di fantasia con cui esplora mondi nei quali sceglie chi essere e quale direzione dare alla propria vita. \nA occupare i suoi pensieri è anche Mimmuzzo\, celebre attore e cantante dell’epoca\, figura amata e distante: Nina è divisa tra ciò che vive e ciò che immagina. Da una parte ci sono un lavoro sicuro solo in apparenza\, le aspettative degli altri e le convenzioni che regolano il comportamento di una giovane donna; dall’altra il teatro\, la musica e la possibilità di cercare una strada che le somigli davvero e aprire uno spazio tutto suo nel mondo. Le canzoni di Domenico Modugno attraversano la vicenda come un sottofondo emotivo. La musica evoca un’epoca nella quale la voce di Modugno entrava nelle case\, accompagnava la vita quotidiana e alimentava il desiderio di superare limiti geografici e sociali. \n“Caro Mimmuzzu mia…” nasce nel 2019 come breve testo teatrale destinato al Premio Lydia Biondi\, concorso nel quale arriva in finale. La risposta del pubblico convince Simona Epifani a proseguire il lavoro\, nonostante il timore iniziale che il dialetto brindisino potesse limitarne la comprensione. Nel 2022 il testo assume la forma di una performance di trenta minuti\, prima di diventare un’opera compiuta. Il dialetto è più che un elemento di colore\, piuttosto definisce il carattere della protagonista\, il suo ambiente e il rapporto immediato con il mondo che la circonda. \nIl dialetto custodisce affetti\, ironia e contraddizioni. Permette a Nina di passare dalla leggerezza alla confessione\, dall’entusiasmo alla disillusione. La dimensione popolare dialoga con il desiderio di ascesa\, senza nascondere la distanza tra il sogno del successo e le condizioni reali nelle quali una giovane donna prova a conquistarlo. Al centro dello spettacolo c’è il coraggio di desiderare qualcosa che sembra irraggiungibile\, di non coincidere con il ruolo dettato\, di affrontare il giudizio e di accettare il rischio del fallimento. \nLa regia di Francesca Epifani alterna leggerezza e pienezza emotiva. La scena diventa il luogo nel quale realtà e immaginazione si sovrappongono: la casa in cui Nina lavora può trasformarsi nel camerino di un’attrice\, una telefonata può aprire una possibilità inattesa\, una canzone può riportare alla superficie ciò che la protagonista prova a nascondere. La vicenda di Nina appartiene a chi ha custodito un desiderio lontano dalle aspettative della famiglia\, dalle necessità del lavoro e dalle convenzioni sociali. “Caro Mimmuzzu mia…” percorre speranze e frustrazioni\, slanci e rinunce\, e restituisce il ritratto di una donna che cerca la propria voce. In quell’Italia sospesa tra tradizione e cambiamento\, diventare attrice significa scegliere finalmente la parte da interpretare nella propria vita. Smettendo di essere spettatrice del proprio destino.
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SUMMARY:MANDRAKE CHIUDE IL TOUR A OSTUNI: ULTIMA TAPPA PER “FAMIGLIA IMBARAZZI”
DESCRIPTION:Si chiude a Ostuni\, venerdì 7 agosto 2026 – ore 21.30 – al Foro Boario\, il tour teatrale “Famiglia Imbarazzi – Imbarazziamoci Tour”\, lo spettacolo che ha consolidato il successo di Giuseppe “Mandrake” Ninno tra i protagonisti della comicità italiana contemporanea. L’appuntamento segna l’ultima tappa di una tournée che ha attraversato l’intero Paese con un’ampia risposta di pubblico e una continuità di presenze registrata in tutte le città toccate. Biglietti disponibili online sul circuito TicketOne oltre che nei punti vendita accreditati. \nIn due stagioni il progetto ha totalizzato 185 repliche e oltre 120 mila spettatori\, con numerosi sold out e una partecipazione trasversale per età e provenienza. Un risultato costruito attraverso un linguaggio comico diretto\, basato sull’osservazione delle dinamiche familiari e sul riconoscimento immediato da parte del pubblico. Le situazioni portate in scena – quotidiane e riconoscibili – hanno definito un format capace di tenere insieme teatro\, racconto popolare e tempi da spettacolo dal vivo. A sintetizzare il percorso è lo stesso Ninno\, con un bilancio che riflette il tono dello spettacolo: «Dopo 185 repliche\, più di 500 cessi di Autogrill marcati\, oltre 120 mila biglietti venduti e 1.200 gruppi WhatsApp sputtanati\, direi che ci siamo divertiti abbastanza». Una chiave ironica che restituisce il senso del rapporto costruito con il pubblico\, basato su una comicità immediata e condivisa. \n \nLa data conclusiva di Ostuni sarà impostata come una serata speciale\, con un adattamento del format pensato per l’occasione finale. In scaletta resteranno i passaggi più riconoscibili dello spettacolo\, insieme ad alcuni inserti inediti e momenti costruiti per il pubblico che ha seguito il tour lungo il suo sviluppo. Alla base del progetto c’è il lavoro produttivo di Euphorica Srl e Aurora Eventi\, che hanno accompagnato lo spettacolo lungo tutte le fasi di programmazione\, distribuzione e promozione. Le due realtà hanno sostenuto la crescita del format con una struttura organizzativa stabile contribuendo alla sua diffusione nazionale e al consolidamento del posizionamento nel circuito dei live comedy show. \nLa collaborazione tra produzione e artista proseguirà anche oltre la chiusura del tour. Sono già in fase di definizione nuovi progetti per la prossima stagione\, con ulteriori sviluppi legati sia alla circuitazione teatrale sia ad altri ambiti dell’intrattenimento. Nell’ultimo anno\, inoltre\, Ninno ha preso parte a produzioni televisive\, tra cui la partecipazione al programma “Only Fan”\, nell’ambito della collaborazione con il marchio Colorado. \nL’ultima data del 7 agosto si inserisce nel calendario estivo della città di Ostuni e si svolgerà al Foro Boario\, spazio che negli ultimi anni ha ospitato appuntamenti di richiamo nazionale. Per il pubblico sarà l’occasione per assistere dal vivo alla chiusura di uno spettacolo che ha intercettato un pubblico ampio e ha contribuito a rinnovare il linguaggio della comicità teatrale su scala popolare. Le attività di promozione e comunicazione proseguiranno fino alla data dello spettacolo con aggiornamenti dedicati.
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SUMMARY:VERDI IN CITTÀ: "BANDIERA BIANCA"\, UNA GENERAZIONE IN PROVA
DESCRIPTION:Un lavoro dopo l’altro\, un contratto che non arriva\, una promessa che dura il tempo di un colloquio. “Bandiera bianca” porta in teatro la corsa quotidiana di una generazione costretta a cambiare mestiere pur di sopravvivere\, mentre continua a cercare il proprio posto nel mondo. \n\n \nAlessandra De Luca – ph Piero Tauro\nMartedì 4 agosto\, alle ore 21\, piazza Duomo a Brindisi ospita lo spettacolo di e con Alessandra De Luca\, diretto da Anđelka Vulić. L’appuntamento fa parte della quarta edizione di “Verdi in Città“\, rassegna di teatro e musica promossa dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi con il sostegno del Comune di Brindisi e la collaborazione del Polo Biblio-Museale\, della Basilica Cattedrale di Brindisi e di Puglia Culture. L’ingresso è libero\, senza prenotazione.\n\n«Sono Francesca\, ho ventotto anni e faccio la…». La frase torna più volte ma il finale è sempre diverso. Cameriera\, guida turistica\, animatrice\, insegnante\, doppiatrice\, organizzatrice teatrale\, comparsa\, attrice. Dietro l’elenco la necessità di accettare ciò che il mercato offre\, passando da un impiego all’altro senza raggiungere una vera stabilità. “Bandiera bianca” parte da episodi biografici minimi e li trasforma in una riflessione tragicomica sul lavoro\, sulle disparità e sulle rinunce imposte a chi prova a costruirsi un futuro.\n\nSullo sfondo Roma\, città nella quale Francesca arriva dalla provincia del Sud a diciannove anni con uno zaino\, grandi aspettative e il desiderio di diventare attrice. La capitale offre occasioni e le ritira subito dopo\, apre porte che conducono verso altre attese\, altri incarichi provvisori\, altre stanze troppo costose. Dagli spaghetti scotti serviti ai turisti alla rendicontazione dei progetti culturali\, dagli ombrellini tenuti sulle piste automobilistiche ai set improbabili\, fino ai teatri capaci di riprodurre le stesse forme di sfruttamento: la protagonista attraversa mestieri\, ambienti e linguaggi differenti senza smettere di cercare una direzione.\n\nIl lavoro diventa una corsa nella quale l’impegno non garantisce alcun risultato. La competenza è sostituita dalla disponibilità\, la formazione dall’adattamento\, il diritto alla dignità dalla richiesta di essere sempre sorridenti e accomodanti. «Sorridi e sculetta» è la formula che Francesca riceve dal proprietario del pub nel quale lavora. Una battuta brutale che accompagna molti dei suoi impieghi e mostra quanto il corpo di una giovane donna possa diventare una condizione non dichiarata del rapporto professionale. Il cliente va compiaciuto\, il superiore non va contraddetto\, il potere decide tempi\, mansioni e confini.\n\n“Bandiera bianca” procede come un racconto non lineare. Oggetti\, musica\, voci registrate e cambi di ritmo costruiscono una successione rapida di incontri\, colloqui\, incarichi\, speranze e cadute. Dallo zaino della protagonista escono gli strumenti dei diversi mestieri\, tracce materiali di una vita professionale frammentata. Diventa così l’archivio di una crescita forzata\, costruita più sulle necessità che sulle scelte. Ogni oggetto conserva una possibilità\, ma anche il ricordo di un tentativo irrisolto. Francesca corre\, serve\, risponde\, imita\, obbedisce\, prova a difendersi. Quando indossa i guantoni da boxe\, il lavoro assume la forma visibile di un combattimento impari. I colpi arrivano dalle difficoltà economiche\, dalle promesse mancate\, dalle umiliazioni quotidiane e anche dal mondo teatrale che aveva immaginato come spazio di libertà. La protagonista tenta di respingerli\, ma spesso non riesce neppure a capire da quale direzione provengano.\n\nAnche la frase «allegare lettera motivazionale» ritorna come un mantra. Bisogna dimostrare entusiasmo\, disponibilità e spirito di sacrificio anche davanti a mansioni sottopagate o prive di prospettive. Francesca continua a scrivere\, candidarsi e ricominciare\, sospesa tra la volontà di realizzarsi e la paura di dover rinunciare definitivamente. Nel finale\, gli oggetti utilizzati durante lo spettacolo vengono raccolti in un unico cumulo. Sono i lavori svolti\, le illusioni\, le sconfitte e ciò che ogni esperienza ha lasciato. Sulle note di “Bandiera bianca” di Franco Battiato\, Francesca solleva il vessillo davanti a quella catasta. È la decisione di fermare per un momento una battaglia combattuta secondo regole stabilite da altri\, di sottrarsi alla retorica che considera ogni rinuncia una colpa.\n\nLa storia di Francesca appartiene a chi ha studiato senza trovare il lavoro immaginato\, a chi accumula incarichi e non costruisce sicurezza\, a chi deve scegliere tra la professione desiderata e la possibilità di pagare un affitto. “Bandiera bianca” porta questa condizione sul palco e trasforma la vicenda privata di Francesca nel ritratto di una generazione\, suggerendo che anche arrendersi possa essere\, qualche volta\, un atto di libertà.
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SUMMARY:"EDUARDO\, PARLIAMOCI CHIARO" APRE LA QUARTA EDIZIONE DI "VERDI IN CITTÀ"
DESCRIPTION:Il mestiere dell’attore\, la paura di fallire proprio quando arriva l’occasione attesa\, il rapporto con un maestro che continua a interrogarci. Giovedì 23 luglio\, alle ore 21\, lo spettacolo “Eduardo\, parliamoci chiaro“\, con Nicola Acunzo\, apre in piazza Duomo\, nello spazio antistante il Museo archeologico “Francesco Ribezzo“\, la quarta edizione di “Verdi in Città“.  \n \nL’ingresso è libero\, senza prenotazione. Torna così la rassegna di teatro e musica organizzata dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi con il sostegno del Comune di Brindisi\, nell’ambito delle attività finanziate dalle risorse assegnate alla Fondazione dalla legge di bilancio dello Stato per il triennio 2025-2027 – su proposta dell’on. Mauro D’Attis -\, e con la collaborazione del Polo Biblio-Museale\, della Basilica Cattedrale di Brindisi e di Puglia Culture. Il programma completo\, con gli appuntamenti successivi della rassegna\, sarà presentato nei prossimi giorni. \n“Eduardo\, parliamoci chiaro” parte da una vicenda che appartiene al teatro ma riguarda\, più in generale\, chiunque abbia dovuto misurarsi con l’occasione della vita. Raffaele Lapena è un attore “di fatica”\, abituato a ruoli marginali\, attese e sacrifici. Dopo anni trascorsi ai bordi della scena\, gli viene finalmente il ruolo da protagonista in uno spettacolo costruito sui testi di Eduardo De Filippo. \nL’opportunità che dovrebbe riscattare una carriera intera diventa però l’origine di una crisi. Alla soddisfazione iniziale subentrano il dubbio\, la paura del giudizio e il timore di non essere all’altezza. Raffaele si domanda se il momento così tanto atteso sia arrivato troppo tardi o se\, dietro il desiderio di diventare protagonista\, non si nasconda l’incapacità di affrontare davvero il centro del palcoscenico. \nNel momento più difficile entra in scena Eduardo\, come interlocutore concreto e severo. Il dialogo fra i due mette a confronto generazioni\, esperienze e idee diverse del lavoro teatrale. Da quel confronto emerge un’idea precisa di teatro: un lavoro fatto di verità e disciplina. Eduardo ricorda a Raffaele che ogni parte\, grande o piccola che sia\, acquista senso solo quando l’attore riesce a renderla necessaria. Raffaele cerca risposte; Eduardo lo esorta a fare domande più chiare\, ad abbandonare gli alibi e a riconoscere quanto il mestiere dell’attore richieda responsabilità e coraggio. Il confronto diventa così una prova nella prova: prima ancora di recitare Eduardo\, Raffaele deve trovare una voce propria e sostenerla fino in fondo. Il testo di Claudio Proietti utilizza questa situazione per osservare dall’interno la vita di chi lavora nello spettacolo senza raggiungere subito il riconoscimento. Il protagonista porta con sé la condizione del comprimario\, dell’interprete che partecipa a molti progetti senza riuscire a dare una direzione compiuta al proprio percorso. Il confronto immaginario con Eduardo gli offre la possibilità di considerare quella storia come il materiale dal quale partire per affrontare finalmente la prova. \nNicola Acunzo costruisce un personaggio fragile\, ostinato e capace di coinvolgere il pubblico che diventa parte della messinscena: la quarta parete si apre\, la platea entra nel gioco scenico e alcuni momenti arrivano fino al ballo condiviso con Raffaele Lapena. Che in questo modo alleggerisce la paura del fallimento e permette allo spettacolo di muoversi fra racconto\, dialogo\, memoria professionale e intrattenimento. Eduardo De Filippo diventa il termine di paragone con il quale il protagonista deve “pesarsi”\, secondo una parola che attraversa il testo: valutare il proprio lavoro\, riconoscere i limiti\, comprendere quale parte di sé sia disposto a mettere in gioco. \nLa regia accompagna il passaggio continuo fra realtà e immaginazione\, fra il camerino mentale di Raffaele e l’apparizione di Eduardo\, mantenendo in equilibrio le parti più intime e quelle apertamente comiche. Raffaele Lapena cerca il coraggio di affrontare la prova più importante della sua vita e scopre che diventare protagonista significa\, prima di tutto\, smettere di nascondersi. Tra risate\, esitazioni e verità finalmente pronunciate\, “Eduardo\, parliamoci chiaro” accompagna il pubblico nel punto in cui la paura incontra il desiderio e una vita rimasta ai margini trova finalmente il coraggio di entrare in scena.
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SUMMARY:Penelope. La fine del viaggio | Brindisi\, 9 luglio 2026 | Prima nazionale
DESCRIPTION:Santa Spazio Culturale (Ex Convento di Santa Chiara) 9 Luglio 2026 ore 21.00 \nProsegue il Festival del Mito – I Miti e le Donne con uno spettacolo che offre una rilettura intensa e contemporanea di uno dei personaggi più emblematici della mitologia classica.\nGiovedì 9 luglio\, alle ore 21.00\, presso Santa Spazio Culturale (Ex Convento di Santa Chiara) di Brindisi\, andrà in scena\, in prima nazionale\, Penelope. La fine del viaggio\, con Claudia Lerro\, Marco De Letteriis e Mattia Spedicato\, per la regia di Alessandra Pizzi.\nLo spettacolo rilegge uno dei miti più celebri della tradizione classica da una prospettiva nuova\, restituendo a Penelope una voce autentica e uno sguardo capace di interrogare il presente. Non più soltanto la fedele sposa di Ulisse\, ma una donna che riflette sul senso del tempo\, dell’amore e della libertà\, trasformando il lungo tempo dell’attesa in un percorso di consapevolezza.\nIn scena\, il mito si apre a nuove domande e racconta il momento in cui Penelope sceglie finalmente di prendere la parola e di raccontare la propria verità. Ne nasce un viaggio teatrale intenso ed emozionante\, in cui la memoria del passato si intreccia con temi universali che continuano a parlare al nostro tempo.\nAttraverso una drammaturgia che unisce la forza evocativa del mito a una sensibilità contemporanea\, Penelope. La fine del viaggio invita il pubblico a riscoprire una figura femminile troppo spesso raccontata soltanto in relazione all’eroe\, restituendole complessità\, profondità e una nuova centralità.\nLo spettacolo si inserisce nel cartellone del Festival del Mito – I Miti e le Donne\, la rassegna che attraverso teatro\, laboratori e incontri propone una rilettura contemporanea dei miti classici\, riportando al centro le grandi figure femminili e il loro dialogo con il presente. \nBiglietti online: https://www.ciaotickets.com/it/biglietti/penelope-la-fine-del-viaggio-brindisi \npresso PLANETWIN 365 – Via Sicilia\, 57\, 72100\, Brindisi (BR) \nPer info e prenotazioni 3279097113 (anche whatsapp) \nL’evento è realizzato da Ergo Sum Produzioni in collaborazione con Museo Ribezzo – Polo BiblioMuseale di Brindisi\, Fondazione Nuovo Teatro Verdi\, Comune di Brindisi e Puglia Culture con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Puglia. \nIntervento finanziato con risorse del Fondo Sviluppo Coesione 2021–2027.
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SUMMARY:MEDEA di Euripide
DESCRIPTION:BRINDISI\nSanta Spazio Culturale (Ex Convento di Santa Chiara)\n2 Luglio 2026 ore 21.00 \n“Medea di Euripide” apre il Festival del Mito presso Santa Spazio Culturale (Ex Convento di Santa Chiara) Giovedì 2 Luglio 2026\, alle ore 21.00.\nSarà “Medea” di Euripide\, con la regia di Carlo Emilio Lerici e con Edoardo Siravo e Francesca Bianco ad inaugurare il programma degli spettacoli del Festival del Mito\, la rassegna dedicata alle grandi figure della tradizione classica in programma a Brindisi dal 2 al 16 Luglio.\nFigura simbolo della donna ferita e dell’eroina tragica per eccellenza\, Medea continua ancora oggi a interrogare il pubblico sui temi dell’emarginazione\, della giustizia e delle conseguenze estreme del dolore. Una storia antichissima che conserva una sorprendente attualità e che inaugura idealmente il percorso del Festival del Mito attraverso alcune delle più celebri figure femminili della tradizione classica.\nProdotto da ErgoSum in coproduzione con il Teatro Belli\, Con Edoardo Siravo\, Francesca Bianco nel ruolo della protagonista\, affiancata da Gabriella Casali e dalla presenza scenica delle danzatrici Carlotta Bruni e Rosa Merlino\, la messinscena firmata da Carlo Emilio Lerici restituisce tutta la forza drammatica del testo euripideo\, esplorando il conflitto tra passione\, tradimento\, amore e vendetta che attraversa la vicenda di Medea.\nLa serata sarà preceduta\, alle ore 18.30 presso il Chiostro del Museo Ribezzo\, dal talk inaugurale “Le donne protagoniste del Festival: Medea\, Penelope\, Arianna\, Aracne e le altre”\, seguito dall’incontro tra il cast dello spettacolo e il pubblico.\nAttraverso linguaggi diversi – dal teatro alla lettura\, dalla danza alla musica – il Festival del Mito propone un viaggio che mette in dialogo tradizione e contemporaneità\, riportando al centro figure femminili capaci di raccontare\, ancora oggi\, le contraddizioni e le aspirazioni dell’essere umano. \nBiglietti online: https://www.ciaotickets.com/it/biglietti/medea-di-euripide-brindisi \npresso PLANETWIN 365 – Via Sicilia\, 57\, 72100\, Brindisi (BR) \nPer info e prenotazioni 3279097113 (anche whatsapp) \nL’evento è realizzato da Ergo Sum Produzioni in collaborazione con Museo Ribezzo – Polo BiblioMuseale di Brindisi\, Fondazione Nuovo Teatro Verdi\, Comune di Brindisi e Puglia Culture con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Puglia. \nIntervento finanziato con risorse del Fondo Sviluppo Coesione 2021–2027.
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SUMMARY:L'UNIVERSO SPIEGATO A TEATRO: ARRIVA "CRAZY SPACE"
DESCRIPTION:E se per esplorare lo spazio bastasse salire a bordo di una navicella sgangherata\, lasciarsi guidare da un’astrofisica e accettare che anche una risata può diventare una forma di conoscenza? \n📍 Nuovo Teatro Verdi | Brindisi\n📅 Venerdì 19 giugno 🕘 ore 21.00\n🎟️ Biglietto: 1 euro | Tout public a partire da 5 anni \n💡 Lo spettacolo\n“Crazy Space. Viaggio improvvisato nello spazio” porta sul palco una missione comica intergalattica tra scienza\, teatro e improvvisazione. Lo spettacolo è ideato da Francesca Panessa\, ricercatrice brindisina dell’INAF Istituto Nazionale di Astrofisica\, e da Tiziano Storti\, che ne firmano anche la regia. Sul palco\, insieme a loro\, Alessio Granato\, Deborah Fedrigucci e Carlo Felici: un’astrofisica e quattro attori di improvvisazione pronti a guidare il pubblico tra Marte\, Saturno\, buchi neri\, pianeti extrasolari e risate stellari. A bordo della navicella\, la Capitana Rosetta Crazy e il suo singolare equipaggio trasformeranno ogni tappa della missione in un gioco teatrale\, coinvolgendo direttamente il pubblico. \n🎟 In biglietteria\n🎟 Online 👉 rebrand.ly/CrazySpace\n🎟 Botteghino: lun-ven 11-13 | 17.30-19.30 // Giorno spettacolo 11-13 | 19.30-21 \nFondazione Nuovo Teatro Verdi
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SUMMARY:A Mesagne arriva la comicità napoletana: in scena “Contadino scarpe grosse e cervello fino”
DESCRIPTION:Sarà una serata all’insegna della comicità popolare quella del 21 maggio alle ore 20\, quando la Compagnia Nuovo Teatro di Mesagne porterà in scena\, nella sala Shalom dei Padri Carmelitani\, di Mesagne una delle commedie più esilaranti del teatro vernacolare nazionale: “Contadino scarpe grosse e cervello fino”\, per la regia di Cosimo Guarini. La pièce\, scritta da Gaetano Di Maio per la grande Luisa Conte\, è un classico del teatro comico napoletano\, capace di unire risate\, sentimento e un pizzico di malinconia. \nLa commedia mette in risalto il lato grottesco e ingenuo di un mondo contadino ormai lontano\, fatto di verità semplici\, di ruoli netti e di un modo di vivere che oggi appare superato ma che conserva un fascino intramontabile. A evocare questo universo è anche la scenografia: una tipica aia di campagna\, con il suo cancello in ferro e il muretto che delimita il cortile interno di un fabbricato rurale\, luogo simbolico di incontri\, segreti e rivelazioni. \nAl centro della storia c’è Vincenzo\, colonnello in pensione\, uomo rigido e pieno di orgoglio\, che ostenta la presunta nobiltà del figlio Gabriele\, nato – come lui vuole far credere – dal matrimonio con una baronessa ormai scomparsa. È un personaggio che vive circondato da mezze verità e silenzi\, in un mondo costruito su ciò che non si deve dire. \nLa vicenda si complica quando Gabriele seduce la giovane contadina Graziella\, che rimane incinta. Per evitare lo scandalo e salvare il progetto di un matrimonio “di città”\, il colonnello combina un matrimonio riparatore che gli costerà una ricca dote\, coinvolgendo Delfino Carusiello\, soprannominato con ironia poco nobile “Il porco”. Da qui prende vita una girandola di equivoci\, bugie e situazioni paradossali che alimentano il ritmo comico della rappresentazione. \nFigura chiave della messinscena è la cameriera Angelarosa Schiavone\, custode di un segreto doloroso che rappresenta anche un profondo atto d’amore filiale. Per anni ha sacrificato emozioni\, affetti e perfino un semplice abbraccio\, portando sulle spalle un peso che solo la verità potrà sciogliere. \nTra risate\, colpi di scena e momenti di sincera emozione\, la commedia offre uno spaccato umano che continua a parlare al pubblico di ogni età\, ricordando quanto il teatro popolare sappia raccontare la vita con leggerezza e profondità. \nPer informazioni e prenotazioni: Pietro 3286547247\, Cosimino 3345714175\, Marilena 3398117512.
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LOCATION:Teatro Shalom Mesagne\, Via Giovanni Pascoli\, 31\, Mesagne\, BRINDISI\, 72023\, Italy
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SUMMARY:L'UNIVERSO SPIEGATO A TEATRO: AL VERDI LA MISSIONE DI "CRAZY SPACE"
DESCRIPTION:E se il modo migliore per esplorare l’universo fosse salire su una navicella spaziale sgangherata\, lasciarsi guidare da un’astrofisica e accettare che anche una risata può diventare una forma di conoscenza?  \n \nVenerdì 19 giugno\, alle ore 21\, il Nuovo Teatro Verdi di Brindisi ospita “Crazy Space. Viaggio improvvisato nello spazio“\, spettacolo in cui la scienza incontra l’improvvisazione teatrale per trasformarsi in un viaggio comico intergalattico. L’appuntamento è organizzato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica con il sostegno del Comune di Brindisi. Il biglietto ha il costo simbolico di 1 euro ed è disponibile online alla pagina rebrand.ly/CrazySpace e al botteghino del Teatro\, aperto dal lunedì al venerdì\, dalle ore 11 alle 13 e dalle 17.30 alle 19.30. Tout public a partire da 5 anni. Info T. 0831 562554 e botteghino@nuovoteatroverdi.com. \nLo spettacolo è ideato da Francesca Panessa\, ricercatrice brindisina dell’Istituto Nazionale di Astrofisica\, e da Tiziano Storti\, che ne firmano anche la regia. Sul palco\, insieme a loro\, Alessio Granato\, Deborah Fedrigucci e Carlo Felici. Un’astrofisica\, quattro attori di improvvisazione e una navicella spaziale non proprio convenzionale: sono questi gli ingredienti di “Crazy Space”\, missione teatrale e scientifica guidata dalla Capitana Rosetta Crazy e dal suo singolare equipaggio. \nLa navicella attraversa il Sistema Solare\, la Via Lattea e\, dopo essere sfuggita a Sagittarius A*\, il buco nero al centro della nostra Galassia\, approda su un misterioso pianeta extrasolare\, FT-42. Qui l’equipaggio si mette alla ricerca di tracce della passata presenza umana\, aprendo scenari distopici\, paradossali e inevitabilmente esilaranti. A ogni tappa prende vita un gioco di improvvisazione teatrale che coinvolge direttamente il pubblico\, chiamato a diventare parte della missione. \n«Crazy Space è un viaggio un po’ pazzo nello spazio – dice Francesca Panessa -. La capitana prova a spiegare i misteri dello spazio allo strampalato equipaggio\, che però architetta altri piani: disturbare\, fraintendere\, rilanciare e trasformare ogni lezione in un cortocircuito comico». Ed è proprio in questo rimpallo tra rigore e imprevisto che nasce la forza dello spettacolo: da una parte la scienza\, con la sua precisione e il suo bisogno di chiarezza; dall’altra il teatro\, che accoglie l’errore\, la deviazione\, l’inatteso e li trasforma in racconto. \nLa Capitana Rosetta Crazy\, interpretata dalla stessa Panessa\, sarà accompagnata da quattro astronauti molto particolari. Il risultato è uno spettacolo in cui i concetti scientifici sono restituiti al pubblico attraverso un linguaggio leggero e sorprendente. Le destinazioni cosmiche sono quelle che da sempre animano la curiosità dell’uomo. «Crazy Space ha come prima tappa Marte\, poi ci spostiamo verso Saturno\, ci dirigiamo verso il centro della nostra Galassia\, verso il buco nero Sagittarius A*. Dopodiché cerchiamo di raggiungere un pianeta extrasolare e parliamo quindi di quello che sappiamo sui pianeti extrasolari». Marte\, Saturno\, i buchi neri\, i mondi lontani che orbitano attorno ad altre stelle diventano così luoghi narrativi\, scenari teatrali\, occasioni per porsi domande grandi con uno sguardo semplice: che cosa sappiamo dell’universo? Che cosa resta ancora da scoprire? E come possiamo raccontarlo a tutti? \nSul palcoscenico divulgazione scientifica e teatro d’improvvisazione trovano una forma comune e viaggiano insieme. «Il linguaggio dell’improvvisazione teatrale è molto versatile\, per cui si adatta anche a un contesto scientifico per sdrammatizzare la parte scientifica e aggiungere un aspetto comico»\, spiega Panessa. In questo senso Crazy Space diventa un esperimento culturale: porta la scienza fuori dai luoghi tradizionali della ricerca e la consegna alla scena\, al gioco\, alla relazione viva con il pubblico. Si ride\, ma intanto si ascolta. Si partecipa\, ma intanto si scopre. Si entra in teatro per assistere a una missione spaziale e ci si ritrova a fare i conti con alcune delle domande più affascinanti che accompagnano l’umanità. \nDopo la première al Festival della Scienza di Genova\, lo spettacolo guarda ora a nuove rotte\, parlando ai ragazzi\, agli adulti\, agli appassionati di astronomia e anche a chi pensa di non avere familiarità con la scienza. Al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi\, dunque\, il pubblico salirà a bordo della “Crazy Space” per un viaggio nello spazio e nel tempo\, tra nebulose e risate stellari. Una missione in cui l’universo si fa più vicino\, la scienza diventa racconto e il teatro dimostra ancora una volta la sua capacità più potente: trasformare la meraviglia in esperienza comune.
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SUMMARY:VINCENZO DE LUCIA AL VERDI: SPECIALE PROMOZIONE PER LO SPETTACOLO
DESCRIPTION:Il telefono è ormai il luogo in cui accadono le cose. Da questa intuizione prende forma “Squilla il telefono“\, lo spettacolo che Vincenzo De Lucia porta in scena domenica 19 aprile alle 18.30 al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi\, in una produzione “Nicola Canonico per Good Mood“. Più che una successione di imitazioni\, lo spettacolo si costruisce come un rotocalco di musica\, trasformismo e partecipazione\, dentro cui De Lucia dà corpo ai suoi personaggi più noti coinvolgendo il pubblico in giochi scenici\, incursioni comiche e medley musicali.\n\nPer lo spettacolo è disponibile – solo in biglietteria a partire da lunedì 13 aprile – la speciale promo che permette l’acquisto del biglietto\, per posti di secondo settore di platea e di galleria\, al prezzo di 10 euro. La biglietteria è aperta dal lunedì al venerdì\, ore 11-13 e 17.30-19.30. Il giorno dello spettacolo\, ore 11-13 e 17-18.30. Info 0831 562 554 e botteghino@nuovoteatroverdi.com.\n\nDe Lucia porta sul palcoscenico le sue caratterizzazioni più iconiche\, da Maria De Filippi a Mara Venier\, da Barbara D’Urso a Ornella Vanoni\, con una costruzione da varietà contemporaneo. Gag\, incursioni musicali e cambi di registro si intrecciano in una partitura scenica compatta e dinamica. Il titolo stesso suggerisce il meccanismo dello show: il telefono diventa il filo che collega situazioni\, voci\, personaggi e sorprese.\n\nVincenzo De Lucia debutta nel 2010 in tv nella commedia “Marialuna… una vita tutta in salita!”\, in onda sulla Rai per la trasmissione “Palcoscenico”\, ma il successo arriva nel 2020 con “Made in Sud”\, accanto a Stefano De Martino e Fatima Trotta. La sua imitazione di Maria De Filippi riscuote subito un riscontro forte e gli apre le porte di “Stasera tutto è possibile“\, il people show con cui consolida la sua popolarità presso il grande pubblico. Negli anni successivi prende parte a trasmissioni come “Belve”\, “Amici” e “Domenica In”\, imponendosi come uno dei trasformisti più riconoscibili del piccolo schermo. Nel 2025 entra a far parte del cast di comici di “Only Fun – Comico Show” ed è ospite fisso di “This Is Me” imitando la conduttrice Silvia Toffanin. Tra i personaggi che hanno segnato maggiormente il suo percorso\, Mara Venier\, Maria De Filippi\, Mara Maionchi\, Silvia Toffanin\, Ornella Vanoni\, Barbara D’Urso\, Franca Leosini\, Milly Carlucci\, Francesca Fagnani\, Federica Sciarelli e Sandra Milo.\n\nVincenzo De Lucia coglie dettagli di voce\, pause\, intenzioni\, modi di stare in scena. I personaggi che interpreta restano riconoscibili dentro una scrittura che prova a restituirne il linguaggio\, i tic\, il tono pubblico. «Lo spettacolo racconta l’evoluzione del telefono come mezzo di comunicazione – ha detto Vincenzo De Lucia -. Oggi\, soprattutto per le nuove generazioni\, è diventato quasi una parte del corpo\, un vero e proprio organo. Attraversiamo quindi il cambiamento del telefono: cosa rappresentava prima e cosa rappresenta oggi\, facendolo attraverso la voce dei personaggi televisivi che mi ‘abitano’. Telefoneranno\, parleranno con me e con il pubblico\, che diventa parte attiva\, viva e vivace dello spettacolo. È un’esperienza di interazione continua\, totale». \nMa a sorprendere è anche il canto\, un aspetto meno atteso del suo talento che entra in scena come parte integrante della serata: medley\, inserti cantati e momenti corali allargano il formato dello spettacolo. Più che una galleria di imitazioni\, un meccanismo di intrattenimento più ampio\, sostenuto da un impianto da vero show. «La scelta di interpretare solo donne – ha proseguito il comico e imitatore napoletano – nasce soprattutto nel 2009\, quando\, a vent’anni\, vinsi il premio “Alighiero Noschese”\, dedicato al primo grande imitatore capace di portare in scena personaggi femminili con travestimento\, trucco e protesi. Ho scelto questa strada perché mi sembrava una sfida unica: non c’era ancora qualcuno che interpretasse esclusivamente personaggi femminili\, cercando di renderli credibili nelle movenze\, nella voce e nell’anima. Essere un trasformista significa continuare a giocare e conservare uno sguardo bambino. Ma significa anche ricevere un affetto raro: far sorridere le persone\, perfino nei momenti più difficili\, è la parte più preziosa di questo lavoro. In fondo\, è una specie di superpotere».\n\nSul palco\, una band dal vivo fa da controcanto alla scena accompagnando il protagonista lungo tutto lo spettacolo. Il riferimento al varietà resta nella struttura\, ma senza effetti nostalgia. “Squilla il telefono” si apre così a pubblici diversi: a chi segue De Lucia in tv\, a chi ama l’imitazione ben fatta\, a chi cerca una serata di intrattenimento costruita con leggerezza e immediatezza.
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SUMMARY:Enrico Lo Verso  In UNO NESSUNO CENTOMILA
DESCRIPTION:Mesagne (BR)\nTeatro Comunale \n19 Aprile ore 18.00 \nIl Teatro Comunale di Mesagne (BR)\, ospiterà  Domenica 19 Aprile alle Ore 18:00\, il terzo appuntamento della rassegna “Essere Umani” con lo spettacolo “Uno Nessuno Centomila” basato sul celebre romanzo di Luigi Pirandello e interpretato da Enrico Lo Verso con la regia di Alessandra Pizzi.  \nDopo dieci anni di tournée\, centinaia repliche nei più importanti festival e teatri nazionali ed internazionali e oltre 500mila spettatori\, lo spettacolo continua a imporsi come uno dei successi più longevi e amati dal panorama teatrale contemporaneo: un successo raro\, capace di attraversare l’Italia e confini nazionali con centinaia di sold out\, coinvolgendo teatri\, festival\, scuole e migliaia di spettatori . Con questo lavoro\, l’attore siciliano rende omaggio ad uno dei più grandi drammaturghi di tutti i tempi\, portando in scena la sua opera chiave.  \nNel 2026 ricorrono due anniversari significativi: i cent’anni della pubblicazione di Uno Nessuno Centomila di Luigi Pirandello e i dieci anni dello spettacolo che\, con la regia di Alessandra Pizzi e l’interpretazione di Enrico Lo Verso\, ha riportato sul palcoscenico la modernità\, l’ironia e la profondità del romanzo.  \nLo spettacolo ha debuttato dieci anni prima\, inaugurando un percorso che lo avrebbe portato a ottenere importanti riconoscimenti\, tra cui il premio Franco Enriquez (ed. 2017) e il Premio Delia Cajelli per il teatro (ed. 2018) ha continuato a conquistare l’attenzione del pubblico e della critica. \nMerito di una riscrittura “minimal” ed essenziale (curata da Alessandra Pizzi\, anche regista dello spettacolo) che è riuscita a “ridare vita” ai personaggi del romanzo in forma nuova ed attuale\, tutti inseriti nel racconto delle vicende di un solo uomo\, che è poi tutti. È riuscita così a convincere un Enrico Lo Verso\, ormai assente dalle scene teatrali da oltre un decennio\, a dare corpo e voce a tutta la vicenda. \nEnrico Lo Verso torna così in teatro con uno spettacolo classico\, ma estremamente attuale che parla di maschere e di crisi dell’io\, ma lo fa con la leggerezza e il sarcasmo necessari a conquistare gli spettatori che tornano\, e ritornano. Lo spettacolo\, come è stato definito dalla critica\, è una seduta di psicanalisi\, in cui un conturbante\, quanto istrionico Lo Verso\, attraversa i meandri della conoscenza e restituisce al pubblico le risposte\, quelle semplici che fanno parte della nostra quotidianità\, ma a cui spesso\, presi dalle sovrastrutture sociali\, non sappiamo guardare. In 70 minuti la fisicità dell’attore irrompe sul palco\, né manca l’omaggio a quella sicilianità a cui\, Pirandello prima\, Alessandra Pizzi poi\, e Lo Verso dopo\, guardano con affetto e con quel giusto umorismo\, come lo stesso autore di Girgenti ci ha insegnato a fare. Uno spettacolo supportato da una intensa ed efficace campagna di comunicazione che lo ha reso “nazional popolare”\, trasformando la partecipazione ad un evento teatrale\, in un rito collettivo in cui è bello esserci\, per scoprire\, anche grazie al teatro\, quello straordinario patrimonio culturale della nostra Italia.  \n\nUn omaggio a Luigi Pirandello attraverso l’adattamento teatrale\, curato da Alessandra Pizzi\, del più celebre dei suoi romanzi. La storia di un uomo che sceglie di mettere in discussione la propria vita\, a partire da un dettaglio apparentemente insignificante. Un’osservazione banale che viene dall’esterno\, si trasforma in un percorso che smantella le certezze e maschere quotidiane\, aprendo la strada alla ricerca del sé autentico. L’ironia della scrittura rende la situazione paradossale\, grottesca\, accentua gli equivoci. La vita si apre come in un gioco di scatole cinesi\, nel fondo è l’essenza: abbandonare i centomila per cercare l’uno\, a volte\, può significare fare i conti con il nessuno\, ma forse è un prezzo che conviene pagare\, pur di assaporare la vita. \nDopo dieci anni\, Uno Nessuno Centomila\, non è più soltanto uno spettacolo: è diventato un rito collettivo\, un’esperienza emotiva e intellettuale che continua a interrogare il pubblico. Un atto d’amore verso Pirandello e verso gli spettatori\, che da dieci anni continuano a esserci\, a tornare\, a emozionarsi. \nL’evento è realizzato da Ergo Sum Produzioni in collaborazione con la ditta Carmelo Grassi e il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Puglia. Intervento finanziato con risorse del Fondo Sviluppo Coesione 2021–2027 \nBiglietti online: https://www.ciaotickets.com/it/biglietti/uno-nessuno-centomila-mesagne \nPresso: Teatro Comunale di Mesagne \nInfo e prenotazioni: 3391338519
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LOCATION:Teatro Comunale di Mesagne\, Via Federico II Svevo\, Mesagne\, BRINDISI\, 72023\, Italy
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SUMMARY:Enzo Iacchetti e Carlotta Proietti chiudono la Stagione Teatrale di Fasano con "Buongiorno\, Ministro!"
DESCRIPTION:L’ultimo appuntamento del cartellone realizzato in collaborazione con Puglia Culture va in scena mercoledì 15 aprile al Teatro Kennedy: una commedia brillante tra satira politica e colpi di scena. \nSi avvia alla conclusione la Stagione Teatrale 2025/26 del Comune di Fasano. L’ultimo atteso appuntamento della rassegna\, organizzata in collaborazione con il circuito regionale Puglia Culture\, vedrà protagonista uno dei volti più amati del teatro e della televisione italiana: Enzo Iacchetti. \nMercoledì 15 aprile\, alle ore 20:30\, il sipario del Teatro Cinema Kennedy si alzerà su “Buongiorno\, Ministro!”\, una commedia frizzante e ricca di ritmo che vede al fianco di Iacchetti la talentuosa Carlotta Proietti. \nScritto dal celebre drammaturgo spagnolo Jordi Galcerán (già autore del successo internazionale Il metodo Grönholm)\, lo spettacolo racconta le peripezie di un ex ministro travolto da uno scandalo di corruzione. Proprio quando l’uomo sembra aver perso tutto\, l’irruzione imprevista di una venditrice porta a porta e della sua bizzarra famiglia trasformerà una tragedia personale in una girandola di situazioni paradossali ed esilaranti.\nIl cast è completato da Ermenegildo Marciante\, Elisabetta Mandalari e Gigi Palla\, per la regia di Ferdinando Ceriani. Ad impreziosire l’opera sono le musiche originali del Premio Oscar Nicola Piovani\, che accompagnano il pubblico in questo viaggio tra comicità grottesca e momenti di inaspettata umanità. \n«Con questa commedia brillante concludiamo la rassegna di prosa 2025/26 che ha ottenuto un grande successo di pubblico – dichiara l’assessore alla Cultura Cinzia Caroli –. Gli attori in scena per “Buongiorno Ministro” tesseranno la trama di una commedia che terrà il pubblico incollato alla sedia. Ho scelto di concludere la rassegna teatrale con questo lavoro perché lo ritengo molto interessante e credo sarà coinvolgente per il nostro pubblico che in genere ama le commedie ben strutturate. L’appuntamento a questo punto è per il prossimo autunno con la decima rassegna teatrale curata da questa amministrazione e siamo già all’opera per selezionare gli spettacoli più belli e carichi di significato». \nLa serata avrà inizio alle ore 20.30\, con accoglienza in sala a partire dalle 20.00. I biglietti\, con prezzi a partire da 15 euro\, sono già acquistabili sia presso il botteghino del Teatro Kennedy (Via Pepe\, 23) che online attraverso il circuito Vivaticket.
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SUMMARY:MASSIMILIANO GALLO AL VERDI CON "MALINCONICO"\, AVVOCATO D'INSUCCESSO
DESCRIPTION:Ci sono personaggi che non vincono mai e proprio per questo ci somigliano più di tanti eroi perfetti. I prossimi mercoledì 8 e giovedì 9 aprile\, alle ore 20.30\, il Nuovo Teatro Verdi di Brindisi ospita Massimiliano Gallo in “Malinconico. Moderatamente felice“. I biglietti sono disponibili online su rebrand.ly/Malinconico e al botteghino del teatro\, aperto dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 17.30 alle 19.30; i giorni di spettacolo dalle 11 alle 13 e dalle 19 alle 20.30. Info 0831 562 554 e botteghino@nuovoteatroverdi.com.\n\n \nMalinconico ph Manuela Giusto\nPortare Vincenzo Malinconico a teatro significa misurarsi con una figura che negli anni ha saputo conquistare il pubblico televisivo perché non ha nulla dell’eroe tradizionale. È un avvocato “d’insuccesso”\, inciampa nelle relazioni\, si perde nei pensieri\, si confonde nei doveri quotidiani\, osserva il mondo con uno humour sghembo e una malinconia che non diventa mai sconfitta. Lo spettacolo che arriva a Brindisi porta al centro proprio l’umanità del personaggio\, dentro un dispositivo teatrale agile\, popolare nel senso più alto del termine. Gallo conosce a fondo il personaggio e lo accompagna in scena dentro tre grandi campi dell’esistenza – il lavoro\, i sentimenti\, la famiglia – che sono poi gli stessi in cui ciascuno\, ogni giorno\, è chiamato a misurare la propria inadeguatezza.\n\n«Malinconico l’ho amato e ascoltato\, tra noi si è creato un rapporto di fiducia e portarlo in scena è stato naturale – ha detto Massimiliano Gallo –. È uno dei personaggi che amo di più interpretare perché adoro il suo mondo complicato\, la sua empatia\, il suo modo di stare nella modernità. Malinconico non partecipa alla gara non perché sia un perdente\, ma perché non è interessato a competere. È un uomo che spesso non agisce\, ma si ritrova coinvolto in situazioni complesse che finiscono per metterlo alla prova. Molti avvocati mi scrivono dicendo che è più vicino alla loro vita vera di quanto non lo siano certi ritratti stereotipati visti al cinema o in tv. Oggi un personaggio che non si preoccupa di apparire ma di essere\, a suo modo\, è quasi rivoluzionario».\n\nLa scrittura\, costruita a quattro mani con Diego De Silva\, conserva il tratto ironico\, riflessivo\, spiazzante del personaggio letterario\, ma in scena acquista un passo ulteriore: il flusso dei pensieri si fa corpo\, esitazione\, sguardo\, pausa. Sotto la lente del teatro l’universo di Malinconico si dilata: gli amori sbilenchi\, le nevrosi\, il senso di precarietà\, il desiderio mai spento di sentirsi all’altezza della vita. Si ride molto\, ma non di una comicità meccanica o di maniera. Si ride perché il testo colpisce nervi scoperti\, riconosce debolezze comuni\, illumina con precisione paradossi e fragilità che appartengono a tutti.\n\nLo spettacolo intreccia racconto\, monologo\, dialoghi\, apparizioni\, inserti musicali e contributi visivi\, una macchina scenica che procede con leggerezza. Attorno a Gallo si muove un mondo fatto di presenze reali e mentali\, di relazioni che tornano\, di voci che disturbano\, consolano\, contraddicono. E dentro questo mondo si inseriscono le canzoni originali eseguite dal vivo da Joe Barbieri\, che contribuiscono a dare respiro emotivo al racconto\, accompagnandone i passaggi più ironici e quelli più scopertamente malinconici. Malinconico nasce da una materia viva: la fatica di stare al mondo\, il logoramento quotidiano delle aspettative\, dei ruoli\, degli inciampi. Essere professionisti\, compagni\, genitori\, amici: categorie in cui ciascuno è costretto a reinventarsi continuamente\, spesso senza istruzioni\, quasi sempre senza sentirsi preparato. Lo spettacolo affonda qui\, nella zona più scomoda dell’esperienza contemporanea. E la attraversa con una grazia rara\, perché osserva\, smonta\, sorride\, capisce.\n\nMassimiliano Gallo\, da attore di razza\, tiene insieme tutti i registri: l’istinto della battuta\, il senso musicale della parola\, la capacità di dare spessore ai passaggi più introspettivi. Il suo Malinconico è tenero e disarmato\, goffo e lucidissimo\, buffo e profondamente umano. È un uomo che continua a cercare un equilibrio mentre tutto intorno lo spinge fuori asse. E forse è proprio per questo che arriva con tanta immediatezza al pubblico: perché chiede ascolto senza pretendere ammirazione.\n\n“Malinconico. Moderatamente felice” è uno di quegli spettacoli che riescono nell’impresa più difficile: far convivere qualità della scrittura e dell’interpretazione. Letteratura e teatro si incontrano davvero e da questo incontro nasce un lavoro che diverte\, punge\, commuove e lascia dietro di sé qualcosa di più di una semplice serata riuscita. Lascia la sensazione che\, in fondo\, riderci addosso sia ancora uno dei modi più seri per capirsi.
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LOCATION:Nuovo Teatro Verdi Brindisi\, Brindisi\, BR\, 72100\, Italy
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SUMMARY:“TUTTU E’ BUENU CUDDU CA FURNESCI BUENU” Un viaggio tra commedia e realtà
DESCRIPTION:La compagnia teatrale “Nuovo Teatro” di Mesagne è pronta a incantare il pubblico con la sua ultima\nproduzione\, “TUTTU E’ BUENU CUDDU CA FURNESCI BUENU”. Lo spettacolo si svolgerà domenica\n15 marzo alle ore 20 presso il teatro Shalom dei padri Carmelitani di Mesagne e promette di essere\nun momento di intrattenimento\, ma anche di profonda riflessione.\nL’idea alla base di questo lavoro è davvero interessante: portare in scena le dinamiche dei rapporti\npersonali e sociali che\, sebbene appartengano a qualche decennio fa\, continuano a essere\nincredibilmente attuali. La trama è costruita attorno a una solida realtà familiare\, permettendo allo\nspettatore di riconoscersi nei personaggi e nelle situazioni\, quasi a dire: “Potrebbe capitare anche a\nme”.\nIl palcoscenico si anima con una serie di personaggi ben delineati\, ognuno dei quali rappresenta una sfaccettatura della società. Maria\, per esempio\, è una madre determinata che spinge la figlia Teresa verso un matrimonio combinato\, ritenendo che sia la soluzione migliore per garantirle un futuro.\nDall’altra parte\, abbiamo Teresa\, la giovane ribelle che cerca di rifiutare queste imposizioni\,\narrivando persino a intessere relazioni al limite della legalità. E poi c’è Pascali\, il capofamiglia che\ndeve affrontare una situazione complessa a causa di un figlio “alla bona”.\nQuesti personaggi\, così diversi ma uniti da un comune obiettivo — il desiderio di migliorare le\nproprie vite — creano una trama ricca di tensioni e momenti comici. Le loro interazioni sono un mix di risate e riflessioni\, rendendo lo spettacolo accessibile e coinvolgente per tutti.\n“Tuttu e’ buenu cuddu ca furnesci buenu” è molto più di una semplice commedia. È un’opera che\ninvita a riflettere su temi universali come l’amore\, le aspettative familiari e il conflitto generazionale.\nLa regia di Cosimo Guarini riesce a unire abilmente momenti di comicità a spunti di profonda\nriflessione\, facendo sì che il pubblico non solo si diverta\, ma si interroghi sulla propria vita.\nIl teatro\, in questo contesto\, diventa uno strumento di dialogo e di confronto\, capace di far\nemergere questioni che riguardano ognuno di noi. La frase “Mundu era e mundu eti” riecheggia nel\ncorso dello spettacolo\, sottolineando come certe dinamiche siano sempre presenti\, indipendentemente dal tempo che passa.
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LOCATION:Teatro Shalom dei padri Carmelitani di Mesagne\, Via Giovanni Pascoli\, 31\, Mesagne\, BRINDISI\, Italy
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SUMMARY:CLAUDIO BISIO AL VERDI DI BRINDISI: AUTOBIOGRAFIA IMPERFETTA
DESCRIPTION:Sala già piena e un titolo che porta in dote un lungo successo di pubblico: giovedì 12 marzo alle 20.30 Claudio Bisio arriva al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi con “La mia vita raccontata male“\, monologo tratto dai testi di Francesco Piccolo e diretto da Giorgio Gallione. Uno spettacolo nato nel 2022\, cresciuto replica dopo replica e oggi riproposto con un riallestimento che ne ha ridefinito tempi e struttura. Il progetto nasce da una silloge di scritti di Piccolo\, racconti e frammenti ricomposti per la scena. Il risultato è una partitura per quadri\, senza un andamento lineare\, in cui l’infanzia\, la giovinezza e l’età adulta convivono nello stesso spazio\, legate da connessioni e ritorni più che da una sequenza cronologica. \nIl titolo fissa la regola d’ingaggio. Raccontarsi “male” significa rinunciare a una biografia ordinata\, pulita. Il protagonista procede per deviazioni\, inciampi\, salti temporali\, cambi veloci di prospettiva. Bisio racconta la sua vita attraverso una serie di episodi che si intrecciano per analogie\, per risonanze\, per piccoli cortocircuiti: il primo amore\, le partite dei Mondiali\, la televisione generalista\, la scoperta della politica\, la paternità\, le scelte quotidiane\, un perfido e divertente ping-pong tra vita pubblica e privata. Frammenti che appartengono a una storia personale ma che\, messi in fila\, restituiscono un immaginario comune. \n«È un tentativo – ha detto lo storico presentatore di Zelig – di attraversare la vita di una persona che assomiglia a me\, ma anche a molti. Un divertimento malinconico\, in cui mi riconosco al 98%. Il restante 2% riguarda la moglie del personaggio\, una sdrammatizzatrice dell’umanità: la mia\, nella vita reale\, non è proprio così. Dentro ci sono i ricordi\, perfino il momento in cui dico di essere diventato comunista al settantottesimo minuto di una partita tra Germania Est e Germania Ovest. Perché ho imparato che la vita è fatta così\, di attimi che ti segnano anche quando non te ne accorgi. Come nei bastoncini dello shanghai\, se togli quello che ti piace meno rischi di portarti via anche quello che ami di più». \nIn scena Bisio è affiancato dai musicisti Marco Bianchi e Pietro Guarracino\, che eseguono dal vivo le musiche originali di Paolo Silvestri. La loro presenza costruisce un controcanto che dialoga con la parola e accompagna il filo irregolare del racconto. La forma che ne deriva si avvicina al teatro-canzone\, pur senza citazioni: la musica apre e chiude i quadri mettendone in risalto la cornice. La scena è ridotta all’essenziale. Sedie\, televisori anni Settanta\, libri impilati: un rimando visivo a una generazione che ha visto passare la propria epoca in tv. Oggetti che non creano il senso di ambienti realistici ma funzionano come segni\, appigli materiali per la memoria. È una scelta che risponde alla drammaturgia: l’attenzione rimane sul racconto\, sulla parola\, sul rapporto tra attore e pubblico. \nSotto la superficie comica si sviluppa un tema più netto: il modo in cui costruiamo il racconto di noi stessi. La memoria seleziona\, semplifica\, a volte tradisce. Sì\, perché in fondo ogni autobiografia non mostra che una versione\, parziale e rivedibile. Da qui deriva anche la riflessione sulla fragilità: errori\, goffaggini\, scelte mancate non sono scarti da smaltire nella differenziata ma parti integranti dell’esperienza. Questo riconoscimento produce una forma di identificazione che attraversa la sala. La regia di Gallione tiene insieme questi livelli con continuità. I riferimenti al contesto storico – dalla televisione degli anni Settanta alla politica degli anni Novanta – collocano il racconto in un tempo determinato al punto che la vicenda personale diventa storia generazionale\, capace di parlare a pubblici diversi per età e formazione. \nIl sold out di Brindisi conferma la capacità dello spettacolo di intercettare un interesse diversificato. “La mia vita raccontata male” arriva al Verdi come un lavoro rodato\, tirato giù dallo scaffale di un interprete che tiene insieme ironia e consapevolezza. Un esempio di narrazione che usa la memoria come materia viva\, fatta di frammenti che il teatro sa ricomporre in una storia comune al palco e alla realtà. Lo spettacolo si chiude con una battuta netta: «La vita non si vive come vuoi tu ma come vuole lei». Un promemoria che rimette le cose a posto\, mentre il percorso prende pieghe impreviste. A quel punto resta una sola risposta possibile\, più pratica che consolatoria: «E che sarà mai!». Non una fuga nelle certezze\, ma un passo in avanti dentro ciò che accade.
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SUMMARY:AL TEATRO COMUNALE DI CEGLIE MESSAPICA ARRIVA\, DOMENICA 1 MARZO\,   JUCATÙRE CON ANTONIO MILO E ADRIANO FALIVENE
DESCRIPTION:Prosegue la stagione di prosa del Teatro Comunale di Ceglie Messapica con l’organizzazione di Puglia Culture e la curatela di Armamaxa Teatro\, con “Jucature”\, il testo di Pau Miró (Premio Ubu 2013 come Miglior testo straniero) tradotto\, adattato e diretto da Enrico Ianniello\, in scena domenica 1° marzo\, alle h. 21. \nIn scena\, un quartetto magicamente concertato formato da Antonio Milo\, Adriano Falivene\, Marcello Romolo e Giovanni Allocca. I quattro “Giocatori” di questo spettacolo sono degli amabili falliti: simpatici\, vitali\, chiacchieroni\, formano una combriccola stralunata e sfiziosa che si incontra per giocare a carte. Le partite vere e proprie\, però\, non cominciano mai\, presi come sono da discorsi totalmente assurdi e vaghissime idee di rivincita totalmente irrealizzabili; eppure\, non è difficile immaginarseli fuori dall’appartamento grande e accogliente\, tolti da quell’ansa di tranquillità e rimessi nel fiume vorticoso della metropoli: sono quattro invisibili. \nInvisibile l’attore appassionato di furti al supermercato e vuoti di memoria in scena\, invisibile il becchino balbuziente e logorroico\, innamorato dei racconti che gli fa la prostituta ucraina che accoglie la sua solitudine\, invisibile il barbiere che ormai barbiere non è più\, ma non lo può dire a nessuno. E invisibile\, naturalmente\, il professore di matematica con un vecchio complesso di inferiorità e un padre – fantasma che non lo lascia crescere. \nLa vita vera è forse definitivamente negata ormai ai nostri grandi antieroi\, e allora non restano che le parole\, parlarne agli amici\, ottenendo in cambio una malinconica e amorevole comicità intrisa di ricordi e voglia di vivere. \nI biglietti sono disponibili su Vivaticket e direttamente presso la biglietteria del Teatro Comunale. Per informazioni e prenotazioni: 389/2656069. \n  \nProssimo appuntamento in programma\, giovedì 12 marzo\, “Rette parallele sono l’amore e la morte” di e con Oscar De Summa. \nInformazioni botteghino \nIntero / ridotto \nPlatea – € 18 / € 15 \nGalleria – € 13 / € 10 \nGalleria ridotto studenti – € 8
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LOCATION:Teatro Comunale di Ceglie Messapica\, Via San Rocco\, 1\, Ceglie Messapica\, Br\, Italy
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SUMMARY:Interno camera: storia di noi due
DESCRIPTION:Domenica 1 marzo 2026 ore 18.00 \n(orario anticipato di un’ora: Finale di Sanremo non ci fai paura!) \nIl Teatro Kopó di Brindisi presenta un nuovo spettacolo che indaga con ironia e profondità una delle condizioni più diffuse del nostro tempo: la stanchezza.\nMarta è una scrittrice alle prese con il suo primo romanzo. Per mantenersi\, scrive contenuti trash per un sito internet. Un giorno\, durante un banale cambio di stagione\, cede allo sfinimento: resta\ndistesa a terra\, incapace di muoversi\, mentre il telefono continua a squillare.\nPietro\, dottorando in filosofia\, ha lasciato il lavoro da pony bike dopo aver rischiato un grave incidente. Da anni lavora a una tesi sulla “lentezza come valore nella vita frenetica di inizio millennio”\, ma non riesce a concluderla. Non dorme\, non si ferma\, non trova un punto d’approdo.\nDue trentenni\, un piccolo monolocale\, vite che scorrono tra accelerazioni improvvise e tentativi di\nrallentare. In una società che celebra lo sfiancamento come prova di efficienza\, fermarsi sembra più faticoso che continuare a correre. Ma cosa resta\, alla fine della giornata\, se la corsa non ha prodotto nulla?\nLo spettacolo – costruito come un grande flashback dal taglio cinematografico – alterna racconto e\nazione\, parola e movimento\, in un equilibrio tra ironia e gioco serio. Marta e Pietro sono protagonisti e narratori della propria storia\, dando corpo alle emozioni anche attraverso il ballo e il\nplayback.\nElemento centrale è la musica: rifugio\, sfogo\, evasione. Un giradischi in scena scandisce il tempo\ncome un metronomo emotivo\, accompagnando i due personaggi verso un finale aperto\, sospeso nel “qui e ora”\, in pieno stile seriale.\nUna riflessione attuale e generazionale sulla fatica di vivere\, sulla paura di restare fermi e sulcoraggio – forse rivoluzionario – di rallentare. \nINFO E PRENOTAZIONI\n� Teatro Kopó Brindisi – Via Sant’Angelo 67 – Tel. 0831 260169 – Whatsapp 375 5311802\n� Biglietti disponibili presso la biglietteria del teatro e online su www.brindisi.teatrokopo.it\nInterno Camera: Sabato 28 Febbraio 2026 ore 19.30 e Domenica 1 Marzo 2026 ore 18.00 –\nL’aperitivo prima dello spettacolo il sabato e dopo lo spettacolo la domenica è sempre offerto dal\nTeatro Kopó
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LOCATION:Teatro Kopò Brindisi\, Via Sant’Angelo 67\, Brindisi\, Br\, 72100\, Italy
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SUMMARY:Interno camera: storia di noi due
DESCRIPTION:Sabato 28 febbraio 2026 ore 19.30\n(orario anticipato di un’ora: Finale di Sanremo non ci fai paura!) \nIl Teatro Kopó di Brindisi presenta un nuovo spettacolo che indaga con ironia e profondità una delle condizioni più diffuse del nostro tempo: la stanchezza.\nMarta è una scrittrice alle prese con il suo primo romanzo. Per mantenersi\, scrive contenuti trash per un sito internet. Un giorno\, durante un banale cambio di stagione\, cede allo sfinimento: resta\ndistesa a terra\, incapace di muoversi\, mentre il telefono continua a squillare.\nPietro\, dottorando in filosofia\, ha lasciato il lavoro da pony bike dopo aver rischiato un grave incidente. Da anni lavora a una tesi sulla “lentezza come valore nella vita frenetica di inizio millennio”\, ma non riesce a concluderla. Non dorme\, non si ferma\, non trova un punto d’approdo.\nDue trentenni\, un piccolo monolocale\, vite che scorrono tra accelerazioni improvvise e tentativi di\nrallentare. In una società che celebra lo sfiancamento come prova di efficienza\, fermarsi sembra più faticoso che continuare a correre. Ma cosa resta\, alla fine della giornata\, se la corsa non ha prodotto nulla?\nLo spettacolo – costruito come un grande flashback dal taglio cinematografico – alterna racconto e\nazione\, parola e movimento\, in un equilibrio tra ironia e gioco serio. Marta e Pietro sono protagonisti e narratori della propria storia\, dando corpo alle emozioni anche attraverso il ballo e il\nplayback.\nElemento centrale è la musica: rifugio\, sfogo\, evasione. Un giradischi in scena scandisce il tempo\ncome un metronomo emotivo\, accompagnando i due personaggi verso un finale aperto\, sospeso nel “qui e ora”\, in pieno stile seriale.\nUna riflessione attuale e generazionale sulla fatica di vivere\, sulla paura di restare fermi e sulcoraggio – forse rivoluzionario – di rallentare. \nINFO E PRENOTAZIONI\n� Teatro Kopó Brindisi – Via Sant’Angelo 67 – Tel. 0831 260169 – Whatsapp 375 5311802\n� Biglietti disponibili presso la biglietteria del teatro e online su www.brindisi.teatrokopo.it\nInterno Camera: Sabato 28 Febbraio 2026 ore 19.30 e Domenica 1 Marzo 2026 ore 18.00 –\nL’aperitivo prima dello spettacolo il sabato e dopo lo spettacolo la domenica è sempre offerto dal\nTeatro Kopó
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SUMMARY:"ANFITRIONE" DI PLAUTO: EMILIO SOLFRIZZI AL VERDI DI BRINDISI
DESCRIPTION:Due uomini bussano alla stessa porta dichiarando di essere la stessa persona. Da qui parte “Anfitrione“. Identità che si sovrappongono\, ruoli che saltano\, certezze che vacillano. Al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi\, domenica 22 febbraio alle 18.30\, Emilio Solfrizzi mette in scena “Anfitrione“ con una regia essenziale: l’inganno\, il doppio e lo scambio di identità parlano da soli e restano immediati anche per il pubblico di oggi.\n\nI biglietti sono disponibili online su rebrand.ly/Anfitrione e al botteghino del Teatro\, aperto dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 17.30 alle 19.30; il giorno dello spettacolo dalle 17 alle 18.30. Info 0831 562 554 e botteghino@nuovoteatroverdi.com.\n\nLa vicenda segue il ritorno del soldato Anfitrione e del suo servo Sosia dopo una lunga campagna militare. A casa li attende però un inganno orchestrato dagli dèi: Giove\, sedotto dalla bellezza di Alcmena\, assume le sembianze di Anfitrione per conquistarla\, mentre Mercurio prende l’identità di Sosia. Quando il vero padrone rientra\, nessuno riconosce più nessuno. Gli equivoci si moltiplicano\, gli scontri diventano inevitabili e la realtà si incrina sotto il peso delle apparenze. Da questo scambio di identità nasce una sequenza serrata di situazioni comiche e colpi di scena che tengono insieme leggerezza e precisione drammaturgica. Plauto costruisce un congegno teatrale perfetto capace di divertire e allo stesso tempo di rivelare quanto fragile sia ciò che chiamiamo verità. “Anfitrione” resta una delle sue opere più vive anche per il valore storico e linguistico: il latino popolare\, l’uso del doppio\, la contaminazione tra comico e tragico offrono ancora oggi strumenti per leggere il presente. La modernità del testo sta proprio qui. Quante volte crediamo di avere davanti una persona e invece ne vediamo solo una versione\, una maschera? E quante volte non corrispondiamo alle aspettative che gli altri proiettano su di noi? È una dinamica che attraversa la vita quotidiana e si amplifica nello spazio digitale\, dove identità e rappresentazione coincidono sempre meno. Plauto lo raccontava già nel III secolo a.C.\n\nIn questo gioco di specchi si avverte un’eco che porta dritto a Luigi Pirandello: il doppio plautino anticipa il suo teatro delle identità frantumate: personaggi che non coincidono con l’immagine che gli altri costruiscono di loro. Ma se in “Anfitrione” lo smarrimento nasce da un inganno divino\, in Pirandello diventa condizione permanente dell’esistenza. L’uomo è uno\, nessuno e centomila perché vive nello scarto tra ciò che è e ciò che appare.\n\nLa scena è essenziale\, mobile\, pensata per assecondare il ritmo degli scambi. Gli attori si muovono dentro uno spazio che suggerisce lasciando al pubblico il compito di ricomporre i piani della realtà. Solfrizzi interpreta e dirige scansando la caricatura. Il suo “Anfitrione” oscilla tra stupore e rabbia\, tra l’urgenza di riaffermare se stesso e la frustrazione di non essere creduto. Alcmena resta il punto fermo\, figura attraversata dall’inganno ma mai ridotta a pretesto\, mentre Giove esibisce una comicità volutamente enfatica che rivela l’arbitrio del potere.\n\n«Mi sento dentro Sosia – ha detto Emilio Solfrizzi –\, un personaggio in cui devo scomparire. È la metafora dell’attore: diventare altro fino a far dimenticare che sta recitando. Plauto ha inventato il doppio teatrale e oggi è ancora più comprensibile perché viviamo circondati da identità fittizie. La sua forza è prendere storie antiche e renderle immediate\, senza tradire la poesia né la comicità». La regia mantiene l’impianto classico inserendo soluzioni narrative che preservano il filo della storia. In un’epoca in cui i ruoli si moltiplicano e le percezioni si confondono\, “Anfitrione“ torna a porre una domanda elementare e irrisolta: quanto di ciò che siamo dipende da noi e quanto dallo sguardo di chi ci crede – o ci scambia – per qualcun altro?\n\nLa commedia mostra che il doppio non appartiene solo alla scena. Vive accanto a noi\, nelle parole che scegliamo\, nei ruoli che accettiamo\, nelle maschere che finiamo per indossare. Plauto sopravvive proprio qui\, in questa capacità di insinuarsi nella vita ordinaria. Come strumento per leggere le relazioni\, il potere\, il desiderio di essere riconosciuti. Solfrizzi costruisce uno spettacolo che non dà risposte ma genera domande. Forse è questa la funzione più concreta del teatro oggi: creare spazi in cui il doppio continui a camminare al nostro fianco. Non come inganno divino ma come parte inevitabile dell’essere umani: ciò che mostriamo\, ciò che siamo\, ciò che gli altri credono di vedere. Il teatro non risolve questa distanza. La porta allo scoperto.\n\nDurata dello spettacolo: due ore compreso intervallo.
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SUMMARY:E CANTAVA LE CANZONI L’arte è la vita di Rino Gaetano | 20 Febbraio | Teatro Comunale di Mesagne
DESCRIPTION:Teatro Comunale di Mesagne  20 Febbraio 2026| Ore 20.30 con  Alessio Vassallo e la partecipazione di Lorenzo Mancarella Regia e Adattamento di Alessandra Pizzi \nAlessio Vassallo porta in scena E Cantava Le Canzoni\, l’omaggio teatrale a Rino Gaetano scritto e diretto da Alessandra Pizzi\, in programma il 20 Febbraio 2026 alle Ore 20:30 al Teatro Comunale di Mesagne. Lo spettacolo\, che sta riscuotendo grande interesse e partecipazione nelle sue repliche\, arriva a Mesagne per offrire al pubblico un’intensa esperienza teatrale e musicale dedicata all’arte e alla vita. \nUn viaggio attraverso le parole\, le note e la visione poetica di uno degli artisti più anticonformisti della musica italiana. Un’occasione per riscoprire la profondità di testi che\, dietro l’apparente leggerezza\, celano uno sguardo lucido\, ironico e visionario sul nostro tempo. \nCon grande sensibilità e autenticità\, Alessio Vassallo volto noto del teatro e della fiction italiana\, restituisce in scena una presenza viva\, evocando lo spirito inquieto di Rino Gaetano.\nLa sua interpretazione si intreccia alla perfezione con la musica dal vivo eseguita da Lorenzo Mancarella\, giovane talento del panorama musicale nazionale\, che accompagna lo spettacolo con arrangiamenti originali\, suonati dal vivo\, capaci di restituire ogni sfumatura emotiva dei brani più celebri del cantautore. \nLa regia di Alessandra Pizzi costruisce un impianto narrativo raffinato\, in equilibrio tra parola e suono\, evocazione e testimonianza. Non un semplice tributo nostalgico\, ma un viaggio dentro una coscienza libera\, capace ancora oggi di interrogarci\, provocare\, commuovere. \nLo spettacolo è realizzato da Ergo Sum Produzioni con il sostegno del Ministero della Cultura e in collaborazione con la ditta Carmelo Grassi. Intervento finanziato con risorse del Fondo Sviluppo Coesione 2021–2027. \nINFO EVENTO:\nBiglietti online: https://www.ciaotickets.com/en/node/174780 \nAcquistabili anche presso il Teatro Comunale di Mesagne \nInfo e prenotazioni:339 1338 519 \n 
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SUMMARY:BARABBA: SILVIO BARBIERO DÀ VOCE A UNA FIGURA EVANGELICA  TRA MODERNITÀ E UMANITÀ
DESCRIPTION:GIOVEDÌ 19 FEBBRAIO H. 21 – TEATRO COMUNALE DI CEGLIE MESSAPICA \n \nRitorna SUL PALCO: Piccola la rassegna di “Teatro da Camera” che trova casa nella stagione di prosa del Comune di Ceglie Messapica\, con l’organizzazione di Puglia Culture e la curatela di Armamaxa Teatro. Sul Palco è un modo inedito di vivere il teatro\, con una platea vuota e un palco pieno di sedie: l’attore è a due passi\, ogni espressione\, ogni batter di ciglio\, ogni piccolo gesto non è perso da alcuna distanza. E in quel silenzio rispettoso e partecipato diventano essi stessi ‘attori’. \nProtagonista\, giovedì 19 febbraio\, alle h. 21\, sarà Silvio Barbiero che porterà in scena lo spettacolo “Barabba“\, per la regia di Antonio Tarantino\, una revisione moderna e profondamente umana della figura evangelica di Barabba. \nIn questo monologo denso di pathos\, l’attore dà corpo e voce a un personaggio lacerato\, sospeso tra rabbia\, spaesamento e poesia. Non è soltanto l’uomo graziato al posto di un altro: è un essere umano che si confronta con il peso della sopravvivenza\, con il senso della colpa\, con l’enigma della redenzione e con una giustizia che spesso appare incomprensibile. Il testo di Tarantino\, nella sua scrittura potente e visionaria\, viene restituito in tutta la sua universalità emotiva. L’attualizzazione scenica mantiene viva la forza poetica dell’opera\, trasformando la vicenda in una riflessione che parla al presente e interpella direttamente il pubblico. \n“Barabba” è una performance intensa e spiazzante\, capace di attraversare i temi più ardui dell’esistenza umana – la fragilità\, il destino\, la responsabilità – e di lasciare nello spettatore domande aperte\, profonde\, necessarie. \nProssimo appuntamento in programma\, domenica 1 marzo\, “Jucatúre”\, spettacolo vincitore del Premio UBU 2013 come miglior testo straniero. \nInformazioni botteghino \nBARABBA – Spettacolo fuori abbonamento (max 50 spettatori) \nPosto unico – € 13 / € 10 / € 8 (Intero / ridotto / ridotto studenti) \nI biglietti sono disponibili su Vivaticket e direttamente presso la biglietteria del Teatro Comunale. Per informazioni e prenotazioni: 389/2656069.
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LOCATION:Teatro Sociale Fasano\, Via Nazionale dei Trulli\, Fasano\, Br\, 72015\, Italy
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SUMMARY:Paola Minaccioni a Fasano con l’ironia graffiante di “Le stravaganti dis-avventure di Kim Sparrow
DESCRIPTION:Mercoledì 18 febbraio al Teatro Kennedy il nuovo appuntamento della Stagione di Prosa: una commedia lucida e toccante sull’universo femminile tra amicizia\, vintage e il tempo che passa. \n La Stagione di Prosa del Comune di Fasano\, realizzata in collaborazione con Puglia Culture\, prosegue il suo viaggio nel teatro contemporaneo ospitando una delle interpreti più versatili e amate del panorama italiano: Paola Minaccioni. \nMercoledì 18 febbraio\, alle ore 20.30\, il sipario del Teatro J.F. Kennedy si alzerà su Le stravaganti dis-avventure di Kim Sparrow\, testo della pluripremiata autrice americana Julia May Jonas (traduzione di Marta Salaroli) per la regia di Cristina Spina. Sul palco\, insieme alla Minaccioni\, un cast di eccellenza che vede protagoniste Monica Nappo e Valentina Spalletta Tavella. \nProdotto da Gli Ipocriti Melina Balsamo e dal Teatro Stabile del Veneto\, lo spettacolo è una commedia graffiante che mette a nudo l’esperienza femminile contemporanea. Al centro della vicenda troviamo tre donne che lavorano nel mondo dell’abbigliamento vintage: una cornice che diventa metafora del tempo e del recupero del sé. \nTra abiti d’epoca e scatoloni\, le protagoniste intrecciano le proprie esistenze affrontando i temi della solitudine e dell’amicizia\, intesa come scudo contro le incertezze del presente. Lo spettacolo offre uno spaccato onesto su fragilità e desideri\, esplorando con coraggio le paure legate al passare del tempo. Grazie alla scrittura di Julia May Jonas\, l’ironia diventa una cura: il testo alterna momenti di comicità travolgente a passaggi di profonda malinconia\, restituendo una visione lucida e toccante della realtà femminile. \n«Siamo felici di accogliere Paola Minaccioni a Fasano – commenta l’assessora alla Cultura Cinzia Caroli – in uno spettacolo che unisce il grande talento interpretativo a una riflessione necessaria e profonda sull’umanità contemporanea. Una serata che conferma l’alta qualità della nostra proposta culturale». \nInfo e Biglietteria\nData: Mercoledì 18 febbraio 2026\nOrario: 20.30\nLuogo: Teatro J.F. Kennedy\, Fasano (BR) \nI biglietti sono disponibili presso il botteghino del Teatro e online sui circuiti autorizzati. Per informazioni su costi e riduzioni è possibile contattare l’Ufficio Cultura del Comune di Fasano.
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SUMMARY:A Fasano va in scena l’ironia: il Comune e Puglia Culture presentano "Cena con sorpresa"
DESCRIPTION:Con Tosca D’Aquino\, Simone Montedoro\, Toni Fornari e Elisabetta Mirra. Regia di Toni Fornari. In scena mercoledì 11 febbraio 2026 alle ore 20:30 \nProsegue con successo la stagione teatrale del Comune di Fasano\, realizzata in collaborazione con Puglia Culture. Il prossimo appuntamento in cartellone\, una produzione Golden Star – Teatro Golden / Diana Or.i.s.\, promette di trascinare il pubblico in un vortice di risate e riflessioni con la commedia brillante “Cena con sorpresa”.\nLo spettacolo vanta un cast d’eccezione composto da volti amatissimi come Tosca D’Aquino\, Simone Montedoro\, Toni Fornari e Elisabetta Mirra. La regia è firmata da Toni Fornari\, autore del testo insieme ad Augusto Fornari\, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli (soggetto di Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli).\nStefania e Arnaldo sono una coppia affiatata e benestante\, sposata da molti anni. Lui è un affermato avvocato penalista\, lei un architetto che si dedica quasi esclusivamente alla beneficenza. Una sera\, i due invitano a cena il loro migliore amico\, Francesco De Palma\, anche lui architetto.\nQuello che i genitori non sanno è che Francesco\, cinquantenne come loro\, ha una relazione segreta da ormai un anno con la loro figlia ventenne\, Angelica. Per la ragazza\, quella cena è il momento propizio per rivelare il legame e spinge Francesco a confessare tutta la verità. Come troverà Francesco il coraggio di parlare ai suoi amici? E soprattutto\, come reagiranno i due ignari genitori?\nDivertente\, ironica e pungente\, questa commedia mette a nudo le nostre “menti benpensanti” di fronte a realtà che stravolgono i modi di vivere e pensare\, specialmente quando certe situazioni ci toccano così da vicino. \n«Quanto può essere lunga – dice l’assessore alla Cultura Cinzia Caroli – e quali sorprese può rivelare una cena in famiglia? Ecco\, questo il tema della brillante commedia che andrà in scena a Fasano domani sera. Il cast è eccezionale ed è la forza di questo lavoro. Il tema è molto interessante perché ci farà certamente sorridere\, ma anche riflettere su come spesso le nostre menti ” benpensanti” reagiscono a notizie o eventi che si discostano un tantino dal seminato o da come si ritiene che ” dovrebbe essere “. Ho trovato questo lavoro molto ben strutturato e credo sarà apprezzato dal pubblico di Fasano\, sempre numeroso\, attento e sensibile alle proposte culturali e di prosa in particolare». \nInfo e biglietti\nLuogo: Teatro Kennedy\, Fasano (BR).\nData: Mercoledì 11 febbraio 2026.\nOrari: Apertura porte ore 19:00 | Sipario ore 19:30.\nCircuito di vendita: Biglietti disponibili online su Vivaticket\, presso i punti vendita autorizzati e al botteghino del teatro.
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LOCATION:Teatro Kennedy Fasano\, Via Pepe 23\, Fasano\, Br\, 72015\, Italy
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SUMMARY:Il 5 febbraio\, ore 21\, al Teatro Comunale di Ceglie Messapica
DESCRIPTION:l prossimo 5 febbraio (ore 21) al Teatro Comunale di Ceglie Messapica Elena Bucci e Marco Sgrosso (Le Belle Bandiere) presentano “Risate di gioia”\, per la stagione teatrale di Ceglie Messapica organizzata in collaborazione con Puglia Culture. Lo spettacolo è un omaggio alla storia del teatro e ai suoi protagonisti dimenticati. Un viaggio tra camerini e palcoscenici\, tra Ottocento e Novecento\, dove si riscopre la magia di un’arte che continua a parlare al presente.  \nInfo \nhttps://www.pugliaculture.it/evento/risate-di-gioia/ \n  \nSCHEDA SPETTACOLO  \nLe belle bandiere \nElena Bucci\, Marco Sgrosso \nRISATE DI GIOIA \nstorie di gente di teatro \nda un’idea di Elena Bucci \ndrammaturgia sonora e cura del suono Raffaele Basse / disegno luci Max Mugnai drammaturgia\, scene\, costumi\, interpretazione\, regia ELENA BUCCI E MARCO SGROSSO \nCome erano gli spettacoli del passato? Come risuonavano le voci? Come erano i gesti? E le prove? Quali le fa che e il fascino del teatro di un tempo? E il pubblico? Artiste e artisti di ieri\, famosi e dimenticati\, girovaghi e vitali\, idealisti e cialtroni\, raffinati e appassionati\, ci conducono per mano tra camerini e palcoscenici di Ottocento e Novecento\, sfiorando le luci del varietà fino ad affacciarsi al cinema. Attraverso studi preziosi\, biografie\, autobiografie\, le ere e le memorie di gente di teatro cerchiamo le radici di un’arte che sia al centro della vita sociale\, culturale e politica delle comunità.
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LOCATION:Teatro Comunale di Ceglie Messapica\, Via San Rocco\, 1\, Ceglie Messapica\, Br\, Italy
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SUMMARY:X DI XYLELLA\, BIBBIA E ALBERI SACRI  Il 5 febbraio\, ore 20.30\, Teatro Sociale - Fasano
DESCRIPTION:“X di Xylella – Bibbia e Alberi Sacri”\, la pièce in programma al Teatro Sociale di Fasano giovedì 5 febbraio alle ore 20:30\, non sarà solo uno spettacolo teatrale: una trasfigurazione poetica\, una “denuncia artistica” all’epidemia vegetale che ha distrutto oltre 21 milioni di ulivi\, oltre cinque volte la popolazione della Puglia. E così la Xylella\, attraverso la danza e il canto\, diventa metafora della devastazione silenziosa ma sistemica che attanaglia i corpi\, le identità\, i legami e i paesaggi. \nLo spettacolo\, prodotto da Teatro Koreja in collaborazione con Potenziali Evocati Multimediali\, rientra nella programmazione artistico-culturale di Katharà per la stagione teatrale 2025/2026\, nell’ambito del progetto di gestione del Teatro Sociale in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune di Fasano e Puglia Culture. \nInfo: \nhttps://www.pugliaculture.it/evento/x-di-xylella-bibbia-e-alberi-sacri-5/ \n  \nSCHEDA SPETTACOLO \nDal Libro della Genesi\nAl principio Dio creò i cieli e la terra e disse:\nProduca la terra germogli\, erba che produca seme\, e alberi da frutto che facciano frutto secondo il loro genere\nPoi il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino dell’Eden\, perché lo coltivasse e lo custodisse \nI Pugliesi sono figli di ulivi e viti. Di olio e vino. Di oro e sangue e sole.\nNon ce n’è uno che non possegga un pezzo di terra\, seppur piccolo\, con qualche ulivo.\nAlcuni fanno gli agricoltori\, molti altri sono figli di contadini. Spesso\, chi non lavora nelle campagne\, le abbandona. Le lascia a crescere incurate. Molti altri\, nostalgici\, investono tempo nel week-end\, o i soldi dei risparmi\, per tirare su qualche prodotto fresco dalla propria campagna.\nQuello che vale per tutti i Pugliesi\, è che un pezzo di pane\, condito solo con sale e olio che pizzica\, appena fatto\, è il sapore di Casa.\nE i loro ulivi\, si dice\, “sono immortali”\, nascondono nel loro attorcigliarsi centinaia e centinaia di anni.\nNiente potrebbe mai distruggerli. Niente. Tranne Xylella.\nNel 2013\, dieci anni fa\, vengono ritrovati i primi ulivi disseccati\, come arsi da un fuoco mai appiccato.\nQualcosa che gli agricoltori non hanno mai visto\, perché gli ulivi sono sempreverdi.\nQualcuno ipotizza “E’ rodilegno giallo”\, altri “è la lebbra degli ulivi”\, ma qualcosa non torna. Dopo ricerche e accertamenti\, gli esperti del CNR di Bari riescono a strappare un segreto alla natura: è “Xylella fastidiosa”.\nE’ un batterio incurabile\, inserito nella lista europea dei Patogeni da Quarantena.\nXylella viaggia dentro gli ulivi\, e tra di essi.\nDentro ci riesce perché risale i vasi delle piante\, dentro cui scorre la linfa\, e riesce a farlo anche controcorrente. Tra l’uno e l’altro invece\, si sposta salendo a bordo di un insetto vettore\, la Cicalina Sputacchina. L’unico modo per fermarla è tagliare gli alberi infetti\, e farlo il prima possibile. \ncon Chiara Dello Iacovo\, Luna Maggio\, Emanuela Pisicchio\,  Kyara Russo Maria Tucci\, Andjelka Vulic regia Gabriele Vacis Scenofonia e Allestimenti Roberto Tarasco Drammaturgia  Lucia Raffaella Mariani\, Letizia Russo e Gabriele Vacis Assistente alla regia Lucia Raffaella Mariani Cura dei cori Enrica Rebaudo consulenza e coordinamento artistico Salvatore Tramacere Tecnica Alessandro Cardinale\, Mario Daniele Costumi Lilian Indraccolo produzione Teatro Koreja in collaborazione con Potenziali Evocati Multimediali  foto Eduardo De Matteis / Archivio Koreja si ringrazia Stefano Martella
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SUMMARY:“X di Xylella\, Bibbia e Alberi Sacri”\, al Teatro Sociale una trasfigurazione poetica del fenomeno che ha distrutto oltre 21 milioni di uliv
DESCRIPTION:Appuntamento a giovedì 5 febbraio alle 20:30\, uno spettacolo di Koreja in collaborazione con Potenziali Evocati Multimediali \n “X di Xylella – Bibbia e Alberi Sacri”\, la pièce in programma al Teatro Sociale di Fasano giovedì 5 febbraio alle ore 20:30\, non sarà solo uno spettacolo teatrale: una trasfigurazione poetica\, una “denuncia artistica” all’epidemia vegetale che ha distrutto oltre 21 milioni di ulivi\, oltre cinque volte la popolazione della Puglia. E così la Xylella\, attraverso la danza e il canto\, diventa metafora della devastazione silenziosa ma sistemica che attanaglia i corpi\, le identità\, i legami e i paesaggi. \nLo spettacolo\, prodotto da Teatro Koreja in collaborazione con Potenziali Evocati Multimediali\, rientra nella programmazione artistico-culturale di Katharà per la stagione teatrale 2025/2026\, nell’ambito del progetto di gestione del Teatro Sociale in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Fasano e Puglia Culture. \nLa sinossi.\nI Pugliesi sono figli di ulivi e viti. Di olio e vino. Di oro e sangue e sole. Xylella viaggia dentro gli ulivi\, e tra di essi. Dentro ci riesce perché risale i vasi delle piante\, dentro cui scorre la linfa\, e riesce a farlo anche controcorrente. Tra l’uno e l’altro invece\, si sposta salendo a bordo di un insetto vettore\, la Cicalina Sputacchina. L’unico modo per fermarla è tagliare gli alberi infetti\, e farlo il prima possibile. \nDrammaturgia: Lucia Raffaella Mariani\, Letizia Russo e Gabriele Vacis\nCon Chiara Dello Iacovo\, Luna Maggio\, Emanuela Pisicchio\, Kyara Russo\, Maria Tucci\, Andjelka Vulic\nAssistente alla regia: Lucia Raffaella Mariani\nCuratrice dei cori: Enrica Rebaudo\nScenofonia: Roberto Tarasco\nConsulenza e coordinamento artistico: Salvatore Tramacere\nRegia: Gabriele Vacis \nPorta: 20.00 | Sipario: 20.30\nBiglietto €8 | Ridotto €5 | Studenti 3€\nInfo e prenotazioni biglietti: 334 1144911 – www.teatrosocialefasano.it‬\nBiglietti acquistabili anche online su VivaTicket. \nIl programma completo del cartellone artistico di Katharà\, con date\, titoli e informazioni su costo biglietti\, è disponibile su https://www.teatrosocialefasano.it/cartellone_katara.
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SUMMARY:Il Medico dei Pazzi | Gianfelice Imparato al Verdi di Brindisi
DESCRIPTION:La celebre commedia di Eduardo Scarpetta\, riletta e diretta da Leo Muscato\, arriva al Verdi con Gianfelice Imparato protagonista. Un congegno comico perfetto\, fatto di equivoci e paradossi\, che scivola dal riso alla malinconia. \n📅Martedì 27 gennaio 2026 | 🕣 ore 20.30\n📍 Nuovo Teatro Verdi #Brindisi \n💡 𝐋𝐚 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐢𝐧𝐬𝐜𝐞𝐧𝐚\nScritta nel 1908\, Il medico dei pazzi viene trasportata agli inizi degli anni Ottanta\, all’indomani della Legge Basaglia. La farsa si colora di realismo: Don Felice Sciosciammocca\, convinto che il nipote diriga un istituto psichiatrico\, scambia una pensione per una clinica e i suoi ospiti per pazienti. Ne nasce una girandola di figure eccentriche\, fragili e vivissime\, che trascina lo zio in una giornata di smarrimento crescente\, fino al confine tra ragione e follia. Quando la verità emerge\, il riso lascia spazio a una ferita: l’ingenuità come ultimo atto di fede nell’onestà. \n🔹 𝐁𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞𝐭𝐭𝐢\n🎟 Online 👉 rebrand.ly/IlMedicoDeipazzi \n🎟 𝐈𝐧 𝐛𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐢𝐚\n📆 Lunedì-venerdì: 11.00-13.00 | 17.30-19.30\n📆 Giorno spettacolo: 11.00-13.00 | 19.00-20.30\n📞 0831 562 554 | 📧 botteghino@nuovoteatroverdi.com
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