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SUMMARY:Enzo Iacchetti e Carlotta Proietti chiudono la Stagione Teatrale di Fasano con "Buongiorno\, Ministro!"
DESCRIPTION:L’ultimo appuntamento del cartellone realizzato in collaborazione con Puglia Culture va in scena mercoledì 15 aprile al Teatro Kennedy: una commedia brillante tra satira politica e colpi di scena. \nSi avvia alla conclusione la Stagione Teatrale 2025/26 del Comune di Fasano. L’ultimo atteso appuntamento della rassegna\, organizzata in collaborazione con il circuito regionale Puglia Culture\, vedrà protagonista uno dei volti più amati del teatro e della televisione italiana: Enzo Iacchetti. \nMercoledì 15 aprile\, alle ore 20:30\, il sipario del Teatro Cinema Kennedy si alzerà su “Buongiorno\, Ministro!”\, una commedia frizzante e ricca di ritmo che vede al fianco di Iacchetti la talentuosa Carlotta Proietti. \nScritto dal celebre drammaturgo spagnolo Jordi Galcerán (già autore del successo internazionale Il metodo Grönholm)\, lo spettacolo racconta le peripezie di un ex ministro travolto da uno scandalo di corruzione. Proprio quando l’uomo sembra aver perso tutto\, l’irruzione imprevista di una venditrice porta a porta e della sua bizzarra famiglia trasformerà una tragedia personale in una girandola di situazioni paradossali ed esilaranti.\nIl cast è completato da Ermenegildo Marciante\, Elisabetta Mandalari e Gigi Palla\, per la regia di Ferdinando Ceriani. Ad impreziosire l’opera sono le musiche originali del Premio Oscar Nicola Piovani\, che accompagnano il pubblico in questo viaggio tra comicità grottesca e momenti di inaspettata umanità. \n«Con questa commedia brillante concludiamo la rassegna di prosa 2025/26 che ha ottenuto un grande successo di pubblico – dichiara l’assessore alla Cultura Cinzia Caroli –. Gli attori in scena per “Buongiorno Ministro” tesseranno la trama di una commedia che terrà il pubblico incollato alla sedia. Ho scelto di concludere la rassegna teatrale con questo lavoro perché lo ritengo molto interessante e credo sarà coinvolgente per il nostro pubblico che in genere ama le commedie ben strutturate. L’appuntamento a questo punto è per il prossimo autunno con la decima rassegna teatrale curata da questa amministrazione e siamo già all’opera per selezionare gli spettacoli più belli e carichi di significato». \nLa serata avrà inizio alle ore 20.30\, con accoglienza in sala a partire dalle 20.00. I biglietti\, con prezzi a partire da 15 euro\, sono già acquistabili sia presso il botteghino del Teatro Kennedy (Via Pepe\, 23) che online attraverso il circuito Vivaticket.
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SUMMARY:Enrico Lo Verso  In UNO NESSUNO CENTOMILA
DESCRIPTION:Mesagne (BR)\nTeatro Comunale \n19 Aprile ore 18.00 \nIl Teatro Comunale di Mesagne (BR)\, ospiterà  Domenica 19 Aprile alle Ore 18:00\, il terzo appuntamento della rassegna “Essere Umani” con lo spettacolo “Uno Nessuno Centomila” basato sul celebre romanzo di Luigi Pirandello e interpretato da Enrico Lo Verso con la regia di Alessandra Pizzi.  \nDopo dieci anni di tournée\, centinaia repliche nei più importanti festival e teatri nazionali ed internazionali e oltre 500mila spettatori\, lo spettacolo continua a imporsi come uno dei successi più longevi e amati dal panorama teatrale contemporaneo: un successo raro\, capace di attraversare l’Italia e confini nazionali con centinaia di sold out\, coinvolgendo teatri\, festival\, scuole e migliaia di spettatori . Con questo lavoro\, l’attore siciliano rende omaggio ad uno dei più grandi drammaturghi di tutti i tempi\, portando in scena la sua opera chiave.  \nNel 2026 ricorrono due anniversari significativi: i cent’anni della pubblicazione di Uno Nessuno Centomila di Luigi Pirandello e i dieci anni dello spettacolo che\, con la regia di Alessandra Pizzi e l’interpretazione di Enrico Lo Verso\, ha riportato sul palcoscenico la modernità\, l’ironia e la profondità del romanzo.  \nLo spettacolo ha debuttato dieci anni prima\, inaugurando un percorso che lo avrebbe portato a ottenere importanti riconoscimenti\, tra cui il premio Franco Enriquez (ed. 2017) e il Premio Delia Cajelli per il teatro (ed. 2018) ha continuato a conquistare l’attenzione del pubblico e della critica. \nMerito di una riscrittura “minimal” ed essenziale (curata da Alessandra Pizzi\, anche regista dello spettacolo) che è riuscita a “ridare vita” ai personaggi del romanzo in forma nuova ed attuale\, tutti inseriti nel racconto delle vicende di un solo uomo\, che è poi tutti. È riuscita così a convincere un Enrico Lo Verso\, ormai assente dalle scene teatrali da oltre un decennio\, a dare corpo e voce a tutta la vicenda. \nEnrico Lo Verso torna così in teatro con uno spettacolo classico\, ma estremamente attuale che parla di maschere e di crisi dell’io\, ma lo fa con la leggerezza e il sarcasmo necessari a conquistare gli spettatori che tornano\, e ritornano. Lo spettacolo\, come è stato definito dalla critica\, è una seduta di psicanalisi\, in cui un conturbante\, quanto istrionico Lo Verso\, attraversa i meandri della conoscenza e restituisce al pubblico le risposte\, quelle semplici che fanno parte della nostra quotidianità\, ma a cui spesso\, presi dalle sovrastrutture sociali\, non sappiamo guardare. In 70 minuti la fisicità dell’attore irrompe sul palco\, né manca l’omaggio a quella sicilianità a cui\, Pirandello prima\, Alessandra Pizzi poi\, e Lo Verso dopo\, guardano con affetto e con quel giusto umorismo\, come lo stesso autore di Girgenti ci ha insegnato a fare. Uno spettacolo supportato da una intensa ed efficace campagna di comunicazione che lo ha reso “nazional popolare”\, trasformando la partecipazione ad un evento teatrale\, in un rito collettivo in cui è bello esserci\, per scoprire\, anche grazie al teatro\, quello straordinario patrimonio culturale della nostra Italia.  \n\nUn omaggio a Luigi Pirandello attraverso l’adattamento teatrale\, curato da Alessandra Pizzi\, del più celebre dei suoi romanzi. La storia di un uomo che sceglie di mettere in discussione la propria vita\, a partire da un dettaglio apparentemente insignificante. Un’osservazione banale che viene dall’esterno\, si trasforma in un percorso che smantella le certezze e maschere quotidiane\, aprendo la strada alla ricerca del sé autentico. L’ironia della scrittura rende la situazione paradossale\, grottesca\, accentua gli equivoci. La vita si apre come in un gioco di scatole cinesi\, nel fondo è l’essenza: abbandonare i centomila per cercare l’uno\, a volte\, può significare fare i conti con il nessuno\, ma forse è un prezzo che conviene pagare\, pur di assaporare la vita. \nDopo dieci anni\, Uno Nessuno Centomila\, non è più soltanto uno spettacolo: è diventato un rito collettivo\, un’esperienza emotiva e intellettuale che continua a interrogare il pubblico. Un atto d’amore verso Pirandello e verso gli spettatori\, che da dieci anni continuano a esserci\, a tornare\, a emozionarsi. \nL’evento è realizzato da Ergo Sum Produzioni in collaborazione con la ditta Carmelo Grassi e il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Puglia. Intervento finanziato con risorse del Fondo Sviluppo Coesione 2021–2027 \nBiglietti online: https://www.ciaotickets.com/it/biglietti/uno-nessuno-centomila-mesagne \nPresso: Teatro Comunale di Mesagne \nInfo e prenotazioni: 3391338519
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SUMMARY:VINCENZO DE LUCIA AL VERDI: SPECIALE PROMOZIONE PER LO SPETTACOLO
DESCRIPTION:Il telefono è ormai il luogo in cui accadono le cose. Da questa intuizione prende forma “Squilla il telefono“\, lo spettacolo che Vincenzo De Lucia porta in scena domenica 19 aprile alle 18.30 al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi\, in una produzione “Nicola Canonico per Good Mood“. Più che una successione di imitazioni\, lo spettacolo si costruisce come un rotocalco di musica\, trasformismo e partecipazione\, dentro cui De Lucia dà corpo ai suoi personaggi più noti coinvolgendo il pubblico in giochi scenici\, incursioni comiche e medley musicali.\n\nPer lo spettacolo è disponibile – solo in biglietteria a partire da lunedì 13 aprile – la speciale promo che permette l’acquisto del biglietto\, per posti di secondo settore di platea e di galleria\, al prezzo di 10 euro. La biglietteria è aperta dal lunedì al venerdì\, ore 11-13 e 17.30-19.30. Il giorno dello spettacolo\, ore 11-13 e 17-18.30. Info 0831 562 554 e botteghino@nuovoteatroverdi.com.\n\nDe Lucia porta sul palcoscenico le sue caratterizzazioni più iconiche\, da Maria De Filippi a Mara Venier\, da Barbara D’Urso a Ornella Vanoni\, con una costruzione da varietà contemporaneo. Gag\, incursioni musicali e cambi di registro si intrecciano in una partitura scenica compatta e dinamica. Il titolo stesso suggerisce il meccanismo dello show: il telefono diventa il filo che collega situazioni\, voci\, personaggi e sorprese.\n\nVincenzo De Lucia debutta nel 2010 in tv nella commedia “Marialuna… una vita tutta in salita!”\, in onda sulla Rai per la trasmissione “Palcoscenico”\, ma il successo arriva nel 2020 con “Made in Sud”\, accanto a Stefano De Martino e Fatima Trotta. La sua imitazione di Maria De Filippi riscuote subito un riscontro forte e gli apre le porte di “Stasera tutto è possibile“\, il people show con cui consolida la sua popolarità presso il grande pubblico. Negli anni successivi prende parte a trasmissioni come “Belve”\, “Amici” e “Domenica In”\, imponendosi come uno dei trasformisti più riconoscibili del piccolo schermo. Nel 2025 entra a far parte del cast di comici di “Only Fun – Comico Show” ed è ospite fisso di “This Is Me” imitando la conduttrice Silvia Toffanin. Tra i personaggi che hanno segnato maggiormente il suo percorso\, Mara Venier\, Maria De Filippi\, Mara Maionchi\, Silvia Toffanin\, Ornella Vanoni\, Barbara D’Urso\, Franca Leosini\, Milly Carlucci\, Francesca Fagnani\, Federica Sciarelli e Sandra Milo.\n\nVincenzo De Lucia coglie dettagli di voce\, pause\, intenzioni\, modi di stare in scena. I personaggi che interpreta restano riconoscibili dentro una scrittura che prova a restituirne il linguaggio\, i tic\, il tono pubblico. «Lo spettacolo racconta l’evoluzione del telefono come mezzo di comunicazione – ha detto Vincenzo De Lucia -. Oggi\, soprattutto per le nuove generazioni\, è diventato quasi una parte del corpo\, un vero e proprio organo. Attraversiamo quindi il cambiamento del telefono: cosa rappresentava prima e cosa rappresenta oggi\, facendolo attraverso la voce dei personaggi televisivi che mi ‘abitano’. Telefoneranno\, parleranno con me e con il pubblico\, che diventa parte attiva\, viva e vivace dello spettacolo. È un’esperienza di interazione continua\, totale». \nMa a sorprendere è anche il canto\, un aspetto meno atteso del suo talento che entra in scena come parte integrante della serata: medley\, inserti cantati e momenti corali allargano il formato dello spettacolo. Più che una galleria di imitazioni\, un meccanismo di intrattenimento più ampio\, sostenuto da un impianto da vero show. «La scelta di interpretare solo donne – ha proseguito il comico e imitatore napoletano – nasce soprattutto nel 2009\, quando\, a vent’anni\, vinsi il premio “Alighiero Noschese”\, dedicato al primo grande imitatore capace di portare in scena personaggi femminili con travestimento\, trucco e protesi. Ho scelto questa strada perché mi sembrava una sfida unica: non c’era ancora qualcuno che interpretasse esclusivamente personaggi femminili\, cercando di renderli credibili nelle movenze\, nella voce e nell’anima. Essere un trasformista significa continuare a giocare e conservare uno sguardo bambino. Ma significa anche ricevere un affetto raro: far sorridere le persone\, perfino nei momenti più difficili\, è la parte più preziosa di questo lavoro. In fondo\, è una specie di superpotere».\n\nSul palco\, una band dal vivo fa da controcanto alla scena accompagnando il protagonista lungo tutto lo spettacolo. Il riferimento al varietà resta nella struttura\, ma senza effetti nostalgia. “Squilla il telefono” si apre così a pubblici diversi: a chi segue De Lucia in tv\, a chi ama l’imitazione ben fatta\, a chi cerca una serata di intrattenimento costruita con leggerezza e immediatezza.
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SUMMARY:L'UNIVERSO SPIEGATO A TEATRO: AL VERDI LA MISSIONE DI "CRAZY SPACE"
DESCRIPTION:E se il modo migliore per esplorare l’universo fosse salire su una navicella spaziale sgangherata\, lasciarsi guidare da un’astrofisica e accettare che anche una risata può diventare una forma di conoscenza?  \n \nVenerdì 19 giugno\, alle ore 21\, il Nuovo Teatro Verdi di Brindisi ospita “Crazy Space. Viaggio improvvisato nello spazio“\, spettacolo in cui la scienza incontra l’improvvisazione teatrale per trasformarsi in un viaggio comico intergalattico. L’appuntamento è organizzato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica con il sostegno del Comune di Brindisi. Il biglietto ha il costo simbolico di 1 euro ed è disponibile online alla pagina rebrand.ly/CrazySpace e al botteghino del Teatro\, aperto dal lunedì al venerdì\, dalle ore 11 alle 13 e dalle 17.30 alle 19.30. Tout public a partire da 5 anni. Info T. 0831 562554 e botteghino@nuovoteatroverdi.com. \nLo spettacolo è ideato da Francesca Panessa\, ricercatrice brindisina dell’Istituto Nazionale di Astrofisica\, e da Tiziano Storti\, che ne firmano anche la regia. Sul palco\, insieme a loro\, Alessio Granato\, Deborah Fedrigucci e Carlo Felici. Un’astrofisica\, quattro attori di improvvisazione e una navicella spaziale non proprio convenzionale: sono questi gli ingredienti di “Crazy Space”\, missione teatrale e scientifica guidata dalla Capitana Rosetta Crazy e dal suo singolare equipaggio. \nLa navicella attraversa il Sistema Solare\, la Via Lattea e\, dopo essere sfuggita a Sagittarius A*\, il buco nero al centro della nostra Galassia\, approda su un misterioso pianeta extrasolare\, FT-42. Qui l’equipaggio si mette alla ricerca di tracce della passata presenza umana\, aprendo scenari distopici\, paradossali e inevitabilmente esilaranti. A ogni tappa prende vita un gioco di improvvisazione teatrale che coinvolge direttamente il pubblico\, chiamato a diventare parte della missione. \n«Crazy Space è un viaggio un po’ pazzo nello spazio – dice Francesca Panessa -. La capitana prova a spiegare i misteri dello spazio allo strampalato equipaggio\, che però architetta altri piani: disturbare\, fraintendere\, rilanciare e trasformare ogni lezione in un cortocircuito comico». Ed è proprio in questo rimpallo tra rigore e imprevisto che nasce la forza dello spettacolo: da una parte la scienza\, con la sua precisione e il suo bisogno di chiarezza; dall’altra il teatro\, che accoglie l’errore\, la deviazione\, l’inatteso e li trasforma in racconto. \nLa Capitana Rosetta Crazy\, interpretata dalla stessa Panessa\, sarà accompagnata da quattro astronauti molto particolari. Il risultato è uno spettacolo in cui i concetti scientifici sono restituiti al pubblico attraverso un linguaggio leggero e sorprendente. Le destinazioni cosmiche sono quelle che da sempre animano la curiosità dell’uomo. «Crazy Space ha come prima tappa Marte\, poi ci spostiamo verso Saturno\, ci dirigiamo verso il centro della nostra Galassia\, verso il buco nero Sagittarius A*. Dopodiché cerchiamo di raggiungere un pianeta extrasolare e parliamo quindi di quello che sappiamo sui pianeti extrasolari». Marte\, Saturno\, i buchi neri\, i mondi lontani che orbitano attorno ad altre stelle diventano così luoghi narrativi\, scenari teatrali\, occasioni per porsi domande grandi con uno sguardo semplice: che cosa sappiamo dell’universo? Che cosa resta ancora da scoprire? E come possiamo raccontarlo a tutti? \nSul palcoscenico divulgazione scientifica e teatro d’improvvisazione trovano una forma comune e viaggiano insieme. «Il linguaggio dell’improvvisazione teatrale è molto versatile\, per cui si adatta anche a un contesto scientifico per sdrammatizzare la parte scientifica e aggiungere un aspetto comico»\, spiega Panessa. In questo senso Crazy Space diventa un esperimento culturale: porta la scienza fuori dai luoghi tradizionali della ricerca e la consegna alla scena\, al gioco\, alla relazione viva con il pubblico. Si ride\, ma intanto si ascolta. Si partecipa\, ma intanto si scopre. Si entra in teatro per assistere a una missione spaziale e ci si ritrova a fare i conti con alcune delle domande più affascinanti che accompagnano l’umanità. \nDopo la première al Festival della Scienza di Genova\, lo spettacolo guarda ora a nuove rotte\, parlando ai ragazzi\, agli adulti\, agli appassionati di astronomia e anche a chi pensa di non avere familiarità con la scienza. Al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi\, dunque\, il pubblico salirà a bordo della “Crazy Space” per un viaggio nello spazio e nel tempo\, tra nebulose e risate stellari. Una missione in cui l’universo si fa più vicino\, la scienza diventa racconto e il teatro dimostra ancora una volta la sua capacità più potente: trasformare la meraviglia in esperienza comune.
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SUMMARY:A Mesagne arriva la comicità napoletana: in scena “Contadino scarpe grosse e cervello fino”
DESCRIPTION:Sarà una serata all’insegna della comicità popolare quella del 21 maggio alle ore 20\, quando la Compagnia Nuovo Teatro di Mesagne porterà in scena\, nella sala Shalom dei Padri Carmelitani\, di Mesagne una delle commedie più esilaranti del teatro vernacolare nazionale: “Contadino scarpe grosse e cervello fino”\, per la regia di Cosimo Guarini. La pièce\, scritta da Gaetano Di Maio per la grande Luisa Conte\, è un classico del teatro comico napoletano\, capace di unire risate\, sentimento e un pizzico di malinconia. \nLa commedia mette in risalto il lato grottesco e ingenuo di un mondo contadino ormai lontano\, fatto di verità semplici\, di ruoli netti e di un modo di vivere che oggi appare superato ma che conserva un fascino intramontabile. A evocare questo universo è anche la scenografia: una tipica aia di campagna\, con il suo cancello in ferro e il muretto che delimita il cortile interno di un fabbricato rurale\, luogo simbolico di incontri\, segreti e rivelazioni. \nAl centro della storia c’è Vincenzo\, colonnello in pensione\, uomo rigido e pieno di orgoglio\, che ostenta la presunta nobiltà del figlio Gabriele\, nato – come lui vuole far credere – dal matrimonio con una baronessa ormai scomparsa. È un personaggio che vive circondato da mezze verità e silenzi\, in un mondo costruito su ciò che non si deve dire. \nLa vicenda si complica quando Gabriele seduce la giovane contadina Graziella\, che rimane incinta. Per evitare lo scandalo e salvare il progetto di un matrimonio “di città”\, il colonnello combina un matrimonio riparatore che gli costerà una ricca dote\, coinvolgendo Delfino Carusiello\, soprannominato con ironia poco nobile “Il porco”. Da qui prende vita una girandola di equivoci\, bugie e situazioni paradossali che alimentano il ritmo comico della rappresentazione. \nFigura chiave della messinscena è la cameriera Angelarosa Schiavone\, custode di un segreto doloroso che rappresenta anche un profondo atto d’amore filiale. Per anni ha sacrificato emozioni\, affetti e perfino un semplice abbraccio\, portando sulle spalle un peso che solo la verità potrà sciogliere. \nTra risate\, colpi di scena e momenti di sincera emozione\, la commedia offre uno spaccato umano che continua a parlare al pubblico di ogni età\, ricordando quanto il teatro popolare sappia raccontare la vita con leggerezza e profondità. \nPer informazioni e prenotazioni: Pietro 3286547247\, Cosimino 3345714175\, Marilena 3398117512.
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SUMMARY:L'UNIVERSO SPIEGATO A TEATRO: ARRIVA "CRAZY SPACE"
DESCRIPTION:E se per esplorare lo spazio bastasse salire a bordo di una navicella sgangherata\, lasciarsi guidare da un’astrofisica e accettare che anche una risata può diventare una forma di conoscenza? \n📍 Nuovo Teatro Verdi | Brindisi\n📅 Venerdì 19 giugno 🕘 ore 21.00\n🎟️ Biglietto: 1 euro | Tout public a partire da 5 anni \n💡 Lo spettacolo\n“Crazy Space. Viaggio improvvisato nello spazio” porta sul palco una missione comica intergalattica tra scienza\, teatro e improvvisazione. Lo spettacolo è ideato da Francesca Panessa\, ricercatrice brindisina dell’INAF Istituto Nazionale di Astrofisica\, e da Tiziano Storti\, che ne firmano anche la regia. Sul palco\, insieme a loro\, Alessio Granato\, Deborah Fedrigucci e Carlo Felici: un’astrofisica e quattro attori di improvvisazione pronti a guidare il pubblico tra Marte\, Saturno\, buchi neri\, pianeti extrasolari e risate stellari. A bordo della navicella\, la Capitana Rosetta Crazy e il suo singolare equipaggio trasformeranno ogni tappa della missione in un gioco teatrale\, coinvolgendo direttamente il pubblico. \n🎟 In biglietteria\n🎟 Online 👉 rebrand.ly/CrazySpace\n🎟 Botteghino: lun-ven 11-13 | 17.30-19.30 // Giorno spettacolo 11-13 | 19.30-21 \nFondazione Nuovo Teatro Verdi
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SUMMARY:MEDEA di Euripide
DESCRIPTION:BRINDISI\nSanta Spazio Culturale (Ex Convento di Santa Chiara)\n2 Luglio 2026 ore 21.00 \n“Medea di Euripide” apre il Festival del Mito presso Santa Spazio Culturale (Ex Convento di Santa Chiara) Giovedì 2 Luglio 2026\, alle ore 21.00.\nSarà “Medea” di Euripide\, con la regia di Carlo Emilio Lerici e con Edoardo Siravo e Francesca Bianco ad inaugurare il programma degli spettacoli del Festival del Mito\, la rassegna dedicata alle grandi figure della tradizione classica in programma a Brindisi dal 2 al 16 Luglio.\nFigura simbolo della donna ferita e dell’eroina tragica per eccellenza\, Medea continua ancora oggi a interrogare il pubblico sui temi dell’emarginazione\, della giustizia e delle conseguenze estreme del dolore. Una storia antichissima che conserva una sorprendente attualità e che inaugura idealmente il percorso del Festival del Mito attraverso alcune delle più celebri figure femminili della tradizione classica.\nProdotto da ErgoSum in coproduzione con il Teatro Belli\, Con Edoardo Siravo\, Francesca Bianco nel ruolo della protagonista\, affiancata da Gabriella Casali e dalla presenza scenica delle danzatrici Carlotta Bruni e Rosa Merlino\, la messinscena firmata da Carlo Emilio Lerici restituisce tutta la forza drammatica del testo euripideo\, esplorando il conflitto tra passione\, tradimento\, amore e vendetta che attraversa la vicenda di Medea.\nLa serata sarà preceduta\, alle ore 18.30 presso il Chiostro del Museo Ribezzo\, dal talk inaugurale “Le donne protagoniste del Festival: Medea\, Penelope\, Arianna\, Aracne e le altre”\, seguito dall’incontro tra il cast dello spettacolo e il pubblico.\nAttraverso linguaggi diversi – dal teatro alla lettura\, dalla danza alla musica – il Festival del Mito propone un viaggio che mette in dialogo tradizione e contemporaneità\, riportando al centro figure femminili capaci di raccontare\, ancora oggi\, le contraddizioni e le aspirazioni dell’essere umano. \nBiglietti online: https://www.ciaotickets.com/it/biglietti/medea-di-euripide-brindisi \npresso PLANETWIN 365 – Via Sicilia\, 57\, 72100\, Brindisi (BR) \nPer info e prenotazioni 3279097113 (anche whatsapp) \nL’evento è realizzato da Ergo Sum Produzioni in collaborazione con Museo Ribezzo – Polo BiblioMuseale di Brindisi\, Fondazione Nuovo Teatro Verdi\, Comune di Brindisi e Puglia Culture con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Puglia. \nIntervento finanziato con risorse del Fondo Sviluppo Coesione 2021–2027.
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SUMMARY:Penelope. La fine del viaggio | Brindisi\, 9 luglio 2026 | Prima nazionale
DESCRIPTION:Santa Spazio Culturale (Ex Convento di Santa Chiara) 9 Luglio 2026 ore 21.00 \nProsegue il Festival del Mito – I Miti e le Donne con uno spettacolo che offre una rilettura intensa e contemporanea di uno dei personaggi più emblematici della mitologia classica.\nGiovedì 9 luglio\, alle ore 21.00\, presso Santa Spazio Culturale (Ex Convento di Santa Chiara) di Brindisi\, andrà in scena\, in prima nazionale\, Penelope. La fine del viaggio\, con Claudia Lerro\, Marco De Letteriis e Mattia Spedicato\, per la regia di Alessandra Pizzi.\nLo spettacolo rilegge uno dei miti più celebri della tradizione classica da una prospettiva nuova\, restituendo a Penelope una voce autentica e uno sguardo capace di interrogare il presente. Non più soltanto la fedele sposa di Ulisse\, ma una donna che riflette sul senso del tempo\, dell’amore e della libertà\, trasformando il lungo tempo dell’attesa in un percorso di consapevolezza.\nIn scena\, il mito si apre a nuove domande e racconta il momento in cui Penelope sceglie finalmente di prendere la parola e di raccontare la propria verità. Ne nasce un viaggio teatrale intenso ed emozionante\, in cui la memoria del passato si intreccia con temi universali che continuano a parlare al nostro tempo.\nAttraverso una drammaturgia che unisce la forza evocativa del mito a una sensibilità contemporanea\, Penelope. La fine del viaggio invita il pubblico a riscoprire una figura femminile troppo spesso raccontata soltanto in relazione all’eroe\, restituendole complessità\, profondità e una nuova centralità.\nLo spettacolo si inserisce nel cartellone del Festival del Mito – I Miti e le Donne\, la rassegna che attraverso teatro\, laboratori e incontri propone una rilettura contemporanea dei miti classici\, riportando al centro le grandi figure femminili e il loro dialogo con il presente. \nBiglietti online: https://www.ciaotickets.com/it/biglietti/penelope-la-fine-del-viaggio-brindisi \npresso PLANETWIN 365 – Via Sicilia\, 57\, 72100\, Brindisi (BR) \nPer info e prenotazioni 3279097113 (anche whatsapp) \nL’evento è realizzato da Ergo Sum Produzioni in collaborazione con Museo Ribezzo – Polo BiblioMuseale di Brindisi\, Fondazione Nuovo Teatro Verdi\, Comune di Brindisi e Puglia Culture con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Puglia. \nIntervento finanziato con risorse del Fondo Sviluppo Coesione 2021–2027.
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SUMMARY:"EDUARDO\, PARLIAMOCI CHIARO" APRE LA QUARTA EDIZIONE DI "VERDI IN CITTÀ"
DESCRIPTION:Il mestiere dell’attore\, la paura di fallire proprio quando arriva l’occasione attesa\, il rapporto con un maestro che continua a interrogarci. Giovedì 23 luglio\, alle ore 21\, lo spettacolo “Eduardo\, parliamoci chiaro“\, con Nicola Acunzo\, apre in piazza Duomo\, nello spazio antistante il Museo archeologico “Francesco Ribezzo“\, la quarta edizione di “Verdi in Città“.  \n \nL’ingresso è libero\, senza prenotazione. Torna così la rassegna di teatro e musica organizzata dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi con il sostegno del Comune di Brindisi\, nell’ambito delle attività finanziate dalle risorse assegnate alla Fondazione dalla legge di bilancio dello Stato per il triennio 2025-2027 – su proposta dell’on. Mauro D’Attis -\, e con la collaborazione del Polo Biblio-Museale\, della Basilica Cattedrale di Brindisi e di Puglia Culture. Il programma completo\, con gli appuntamenti successivi della rassegna\, sarà presentato nei prossimi giorni. \n“Eduardo\, parliamoci chiaro” parte da una vicenda che appartiene al teatro ma riguarda\, più in generale\, chiunque abbia dovuto misurarsi con l’occasione della vita. Raffaele Lapena è un attore “di fatica”\, abituato a ruoli marginali\, attese e sacrifici. Dopo anni trascorsi ai bordi della scena\, gli viene finalmente il ruolo da protagonista in uno spettacolo costruito sui testi di Eduardo De Filippo. \nL’opportunità che dovrebbe riscattare una carriera intera diventa però l’origine di una crisi. Alla soddisfazione iniziale subentrano il dubbio\, la paura del giudizio e il timore di non essere all’altezza. Raffaele si domanda se il momento così tanto atteso sia arrivato troppo tardi o se\, dietro il desiderio di diventare protagonista\, non si nasconda l’incapacità di affrontare davvero il centro del palcoscenico. \nNel momento più difficile entra in scena Eduardo\, come interlocutore concreto e severo. Il dialogo fra i due mette a confronto generazioni\, esperienze e idee diverse del lavoro teatrale. Da quel confronto emerge un’idea precisa di teatro: un lavoro fatto di verità e disciplina. Eduardo ricorda a Raffaele che ogni parte\, grande o piccola che sia\, acquista senso solo quando l’attore riesce a renderla necessaria. Raffaele cerca risposte; Eduardo lo esorta a fare domande più chiare\, ad abbandonare gli alibi e a riconoscere quanto il mestiere dell’attore richieda responsabilità e coraggio. Il confronto diventa così una prova nella prova: prima ancora di recitare Eduardo\, Raffaele deve trovare una voce propria e sostenerla fino in fondo. Il testo di Claudio Proietti utilizza questa situazione per osservare dall’interno la vita di chi lavora nello spettacolo senza raggiungere subito il riconoscimento. Il protagonista porta con sé la condizione del comprimario\, dell’interprete che partecipa a molti progetti senza riuscire a dare una direzione compiuta al proprio percorso. Il confronto immaginario con Eduardo gli offre la possibilità di considerare quella storia come il materiale dal quale partire per affrontare finalmente la prova. \nNicola Acunzo costruisce un personaggio fragile\, ostinato e capace di coinvolgere il pubblico che diventa parte della messinscena: la quarta parete si apre\, la platea entra nel gioco scenico e alcuni momenti arrivano fino al ballo condiviso con Raffaele Lapena. Che in questo modo alleggerisce la paura del fallimento e permette allo spettacolo di muoversi fra racconto\, dialogo\, memoria professionale e intrattenimento. Eduardo De Filippo diventa il termine di paragone con il quale il protagonista deve “pesarsi”\, secondo una parola che attraversa il testo: valutare il proprio lavoro\, riconoscere i limiti\, comprendere quale parte di sé sia disposto a mettere in gioco. \nLa regia accompagna il passaggio continuo fra realtà e immaginazione\, fra il camerino mentale di Raffaele e l’apparizione di Eduardo\, mantenendo in equilibrio le parti più intime e quelle apertamente comiche. Raffaele Lapena cerca il coraggio di affrontare la prova più importante della sua vita e scopre che diventare protagonista significa\, prima di tutto\, smettere di nascondersi. Tra risate\, esitazioni e verità finalmente pronunciate\, “Eduardo\, parliamoci chiaro” accompagna il pubblico nel punto in cui la paura incontra il desiderio e una vita rimasta ai margini trova finalmente il coraggio di entrare in scena.
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SUMMARY:VERDI IN CITTÀ: "BANDIERA BIANCA"\, UNA GENERAZIONE IN PROVA
DESCRIPTION:Un lavoro dopo l’altro\, un contratto che non arriva\, una promessa che dura il tempo di un colloquio. “Bandiera bianca” porta in teatro la corsa quotidiana di una generazione costretta a cambiare mestiere pur di sopravvivere\, mentre continua a cercare il proprio posto nel mondo. \n\n \nAlessandra De Luca – ph Piero Tauro\nMartedì 4 agosto\, alle ore 21\, piazza Duomo a Brindisi ospita lo spettacolo di e con Alessandra De Luca\, diretto da Anđelka Vulić. L’appuntamento fa parte della quarta edizione di “Verdi in Città“\, rassegna di teatro e musica promossa dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi con il sostegno del Comune di Brindisi e la collaborazione del Polo Biblio-Museale\, della Basilica Cattedrale di Brindisi e di Puglia Culture. L’ingresso è libero\, senza prenotazione.\n\n«Sono Francesca\, ho ventotto anni e faccio la…». La frase torna più volte ma il finale è sempre diverso. Cameriera\, guida turistica\, animatrice\, insegnante\, doppiatrice\, organizzatrice teatrale\, comparsa\, attrice. Dietro l’elenco la necessità di accettare ciò che il mercato offre\, passando da un impiego all’altro senza raggiungere una vera stabilità. “Bandiera bianca” parte da episodi biografici minimi e li trasforma in una riflessione tragicomica sul lavoro\, sulle disparità e sulle rinunce imposte a chi prova a costruirsi un futuro.\n\nSullo sfondo Roma\, città nella quale Francesca arriva dalla provincia del Sud a diciannove anni con uno zaino\, grandi aspettative e il desiderio di diventare attrice. La capitale offre occasioni e le ritira subito dopo\, apre porte che conducono verso altre attese\, altri incarichi provvisori\, altre stanze troppo costose. Dagli spaghetti scotti serviti ai turisti alla rendicontazione dei progetti culturali\, dagli ombrellini tenuti sulle piste automobilistiche ai set improbabili\, fino ai teatri capaci di riprodurre le stesse forme di sfruttamento: la protagonista attraversa mestieri\, ambienti e linguaggi differenti senza smettere di cercare una direzione.\n\nIl lavoro diventa una corsa nella quale l’impegno non garantisce alcun risultato. La competenza è sostituita dalla disponibilità\, la formazione dall’adattamento\, il diritto alla dignità dalla richiesta di essere sempre sorridenti e accomodanti. «Sorridi e sculetta» è la formula che Francesca riceve dal proprietario del pub nel quale lavora. Una battuta brutale che accompagna molti dei suoi impieghi e mostra quanto il corpo di una giovane donna possa diventare una condizione non dichiarata del rapporto professionale. Il cliente va compiaciuto\, il superiore non va contraddetto\, il potere decide tempi\, mansioni e confini.\n\n“Bandiera bianca” procede come un racconto non lineare. Oggetti\, musica\, voci registrate e cambi di ritmo costruiscono una successione rapida di incontri\, colloqui\, incarichi\, speranze e cadute. Dallo zaino della protagonista escono gli strumenti dei diversi mestieri\, tracce materiali di una vita professionale frammentata. Diventa così l’archivio di una crescita forzata\, costruita più sulle necessità che sulle scelte. Ogni oggetto conserva una possibilità\, ma anche il ricordo di un tentativo irrisolto. Francesca corre\, serve\, risponde\, imita\, obbedisce\, prova a difendersi. Quando indossa i guantoni da boxe\, il lavoro assume la forma visibile di un combattimento impari. I colpi arrivano dalle difficoltà economiche\, dalle promesse mancate\, dalle umiliazioni quotidiane e anche dal mondo teatrale che aveva immaginato come spazio di libertà. La protagonista tenta di respingerli\, ma spesso non riesce neppure a capire da quale direzione provengano.\n\nAnche la frase «allegare lettera motivazionale» ritorna come un mantra. Bisogna dimostrare entusiasmo\, disponibilità e spirito di sacrificio anche davanti a mansioni sottopagate o prive di prospettive. Francesca continua a scrivere\, candidarsi e ricominciare\, sospesa tra la volontà di realizzarsi e la paura di dover rinunciare definitivamente. Nel finale\, gli oggetti utilizzati durante lo spettacolo vengono raccolti in un unico cumulo. Sono i lavori svolti\, le illusioni\, le sconfitte e ciò che ogni esperienza ha lasciato. Sulle note di “Bandiera bianca” di Franco Battiato\, Francesca solleva il vessillo davanti a quella catasta. È la decisione di fermare per un momento una battaglia combattuta secondo regole stabilite da altri\, di sottrarsi alla retorica che considera ogni rinuncia una colpa.\n\nLa storia di Francesca appartiene a chi ha studiato senza trovare il lavoro immaginato\, a chi accumula incarichi e non costruisce sicurezza\, a chi deve scegliere tra la professione desiderata e la possibilità di pagare un affitto. “Bandiera bianca” porta questa condizione sul palco e trasforma la vicenda privata di Francesca nel ritratto di una generazione\, suggerendo che anche arrendersi possa essere\, qualche volta\, un atto di libertà.
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SUMMARY:MANDRAKE CHIUDE IL TOUR A OSTUNI: ULTIMA TAPPA PER “FAMIGLIA IMBARAZZI”
DESCRIPTION:Si chiude a Ostuni\, venerdì 7 agosto 2026 – ore 21.30 – al Foro Boario\, il tour teatrale “Famiglia Imbarazzi – Imbarazziamoci Tour”\, lo spettacolo che ha consolidato il successo di Giuseppe “Mandrake” Ninno tra i protagonisti della comicità italiana contemporanea. L’appuntamento segna l’ultima tappa di una tournée che ha attraversato l’intero Paese con un’ampia risposta di pubblico e una continuità di presenze registrata in tutte le città toccate. Biglietti disponibili online sul circuito TicketOne oltre che nei punti vendita accreditati. \nIn due stagioni il progetto ha totalizzato 185 repliche e oltre 120 mila spettatori\, con numerosi sold out e una partecipazione trasversale per età e provenienza. Un risultato costruito attraverso un linguaggio comico diretto\, basato sull’osservazione delle dinamiche familiari e sul riconoscimento immediato da parte del pubblico. Le situazioni portate in scena – quotidiane e riconoscibili – hanno definito un format capace di tenere insieme teatro\, racconto popolare e tempi da spettacolo dal vivo. A sintetizzare il percorso è lo stesso Ninno\, con un bilancio che riflette il tono dello spettacolo: «Dopo 185 repliche\, più di 500 cessi di Autogrill marcati\, oltre 120 mila biglietti venduti e 1.200 gruppi WhatsApp sputtanati\, direi che ci siamo divertiti abbastanza». Una chiave ironica che restituisce il senso del rapporto costruito con il pubblico\, basato su una comicità immediata e condivisa. \n \nLa data conclusiva di Ostuni sarà impostata come una serata speciale\, con un adattamento del format pensato per l’occasione finale. In scaletta resteranno i passaggi più riconoscibili dello spettacolo\, insieme ad alcuni inserti inediti e momenti costruiti per il pubblico che ha seguito il tour lungo il suo sviluppo. Alla base del progetto c’è il lavoro produttivo di Euphorica Srl e Aurora Eventi\, che hanno accompagnato lo spettacolo lungo tutte le fasi di programmazione\, distribuzione e promozione. Le due realtà hanno sostenuto la crescita del format con una struttura organizzativa stabile contribuendo alla sua diffusione nazionale e al consolidamento del posizionamento nel circuito dei live comedy show. \nLa collaborazione tra produzione e artista proseguirà anche oltre la chiusura del tour. Sono già in fase di definizione nuovi progetti per la prossima stagione\, con ulteriori sviluppi legati sia alla circuitazione teatrale sia ad altri ambiti dell’intrattenimento. Nell’ultimo anno\, inoltre\, Ninno ha preso parte a produzioni televisive\, tra cui la partecipazione al programma “Only Fan”\, nell’ambito della collaborazione con il marchio Colorado. \nL’ultima data del 7 agosto si inserisce nel calendario estivo della città di Ostuni e si svolgerà al Foro Boario\, spazio che negli ultimi anni ha ospitato appuntamenti di richiamo nazionale. Per il pubblico sarà l’occasione per assistere dal vivo alla chiusura di uno spettacolo che ha intercettato un pubblico ampio e ha contribuito a rinnovare il linguaggio della comicità teatrale su scala popolare. Le attività di promozione e comunicazione proseguiranno fino alla data dello spettacolo con aggiornamenti dedicati.
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SUMMARY:"VERDI IN CITTÀ": I SOGNI DI NINA SULLE NOTE DI DOMENICO MODUGNO
DESCRIPTION:Nina è al servizio di una famiglia benestante\, ma davanti allo specchio immagina palcoscenici\, applausi e una vita diversa dalla sua. Martedì 11 agosto\, alle ore 21\, piazza Duomo a Brindisi ospita “Caro Mimmuzzu mia…”\, opera in dialetto brindisino scritta e interpretata da Simona Epifani\, con la regia di Francesca Epifani. Lo spettacolo fa parte di “Verdi in Città”\, rassegna promossa dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi con il sostegno del Comune di Brindisi e la collaborazione del Polo Biblio-Museale\, della Basilica Cattedrale di Brindisi e di Puglia Culture. L’ingresso è libero\, senza prenotazione. \nLa storia è ambientata negli anni Sessanta\, in un’Italia che cambia rapidamente e nella quale le nuove aspirazioni si scontrano ancora con ruoli sociali imposti. Nina è una giovane cameriera che lavora in una casa agiata\, osserva abitudini e privilegi dei suoi datori di lavoro e coltiva in silenzio il desiderio di diventare attrice. La quotidianità è fatta di fantasia con cui esplora mondi nei quali sceglie chi essere e quale direzione dare alla propria vita. \nA occupare i suoi pensieri è anche Mimmuzzo\, celebre attore e cantante dell’epoca\, figura amata e distante: Nina è divisa tra ciò che vive e ciò che immagina. Da una parte ci sono un lavoro sicuro solo in apparenza\, le aspettative degli altri e le convenzioni che regolano il comportamento di una giovane donna; dall’altra il teatro\, la musica e la possibilità di cercare una strada che le somigli davvero e aprire uno spazio tutto suo nel mondo. Le canzoni di Domenico Modugno attraversano la vicenda come un sottofondo emotivo. La musica evoca un’epoca nella quale la voce di Modugno entrava nelle case\, accompagnava la vita quotidiana e alimentava il desiderio di superare limiti geografici e sociali. \n“Caro Mimmuzzu mia…” nasce nel 2019 come breve testo teatrale destinato al Premio Lydia Biondi\, concorso nel quale arriva in finale. La risposta del pubblico convince Simona Epifani a proseguire il lavoro\, nonostante il timore iniziale che il dialetto brindisino potesse limitarne la comprensione. Nel 2022 il testo assume la forma di una performance di trenta minuti\, prima di diventare un’opera compiuta. Il dialetto è più che un elemento di colore\, piuttosto definisce il carattere della protagonista\, il suo ambiente e il rapporto immediato con il mondo che la circonda. \nIl dialetto custodisce affetti\, ironia e contraddizioni. Permette a Nina di passare dalla leggerezza alla confessione\, dall’entusiasmo alla disillusione. La dimensione popolare dialoga con il desiderio di ascesa\, senza nascondere la distanza tra il sogno del successo e le condizioni reali nelle quali una giovane donna prova a conquistarlo. Al centro dello spettacolo c’è il coraggio di desiderare qualcosa che sembra irraggiungibile\, di non coincidere con il ruolo dettato\, di affrontare il giudizio e di accettare il rischio del fallimento. \nLa regia di Francesca Epifani alterna leggerezza e pienezza emotiva. La scena diventa il luogo nel quale realtà e immaginazione si sovrappongono: la casa in cui Nina lavora può trasformarsi nel camerino di un’attrice\, una telefonata può aprire una possibilità inattesa\, una canzone può riportare alla superficie ciò che la protagonista prova a nascondere. La vicenda di Nina appartiene a chi ha custodito un desiderio lontano dalle aspettative della famiglia\, dalle necessità del lavoro e dalle convenzioni sociali. “Caro Mimmuzzu mia…” percorre speranze e frustrazioni\, slanci e rinunce\, e restituisce il ritratto di una donna che cerca la propria voce. In quell’Italia sospesa tra tradizione e cambiamento\, diventare attrice significa scegliere finalmente la parte da interpretare nella propria vita. Smettendo di essere spettatrice del proprio destino.
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SUMMARY:"BRINDISI CABARET SHOW"\, DADO E CIRO GIUSTINIANI PER UNA NOTTE DI CABARET
DESCRIPTION:Dalle incursioni musicali e dall’ironia di Dado alla comicità verace e tagliente di Ciro Giustiniani\, due modi diversi di guardare alla vita di tutti i giorni e trasformarne abitudini\, contraddizioni e paradossi in materia da cabaret. Giovedì 20 agosto\, alle ore 21\, la Scalinata Virgilio ospita “Brindisi Cabaret Show“\, una serata tra monologhi\, musica\, personaggi e improvvisazione. L’appuntamento\, a ingresso libero\, fa parte di “Meridiani d’Estate 2026“\, la rassegna culturale e di spettacolo organizzata dal Comune di Brindisi con la Fondazione Nuovo Teatro Verdi. \nDado e Ciro Giustiniani portano sul palco due personalità molto diverse\, ma accomunate da una lunga esperienza dal vivo e dalla capacità di entrare subito in sintonia con il pubblico. Il primo unisce comicità\, recitazione e musica; il secondo lavora soprattutto sulla parola\, sui personaggi e su una componente gestuale molto espressiva. \nDentro il “Dado Show” entrano abitudini\, piccoli conflitti domestici\, coppia e paradossi del presente. La battuta può partire da un dialogo\, diventare una canzone e tornare immediatamente al pubblico. È una comicità costruita sul ritmo e sull’interazione\, nella quale la platea diventa parte dello spettacolo. La musica ne modifica il passo\, lo accelera e apre all’improvviso nuove direzioni. Attore\, comico e cantante\, Dado comincia giovane e costruisce negli anni un repertorio nel quale la forma musicale diventa uno strumento per smontare comportamenti\, mode\, relazioni e fatti di costume. La notorietà nazionale passa attraverso programmi come “Zelig“\, dove approda nel Duemila\, ma anche “I Raccomandati“\, “I migliori anni“\, “Made in Sud” e in seguito “Colorado“. Negli anni ha continuato a muoversi tra televisione e palcoscenico\, fino ai ritorni nelle edizioni più recenti di “Zelig” e alla partecipazione a “Only Fun“. Le melodie conosciute sono piegate alla parodia\, le parole cambiano traiettoria e una canzone si trasforma in pochi secondi in una fotografia ironica e scanzonata dell’attualità. Dai primi spettacoli alle tournée teatrali\, Dado ha sviluppato un modo di stare sulla scena nel quale monologo e musica si rincorrono in uno scambio continuo. \nCiro Giustiniani ha costruito una parte importante della propria carriera sul monologo\, osservando la quotidianità\, la famiglia\, le differenze tra Nord e Sud e le piccole disavventure nelle quali ciascuno può riconoscersi. Dal cabaret dei primi Duemila è arrivato alla popolarità televisiva di “Made in Sud“\, format nel quale è stato a lungo uno dei volti riconoscibili. La sua comicità passa anche dal corpo. Giustiniani accelera le parole\, moltiplica i gesti\, usa i suoni e lavora sulla trasformazione del napoletano in un linguaggio comprensibile ben oltre Napoli. È questa combinazione tra racconto e rappresentazione fisica a definire il suo modo di stare sul palco. \nNel suo repertorio sono entrati negli anni anche personaggi diventati familiari al pubblico televisivo\, insieme a monologhi nei quali esperienze personali e vicende comuni vengono spinte verso il paradosso. Nel 2017 Giustiniani ha raccolto parte di questo universo anche nel libro autobiografico pubblicato da Rai Eri\, dove ricordi familiari\, Napoli e comicità si mescolano nello stesso sguardo sulla vita quotidiana. \n“Brindisi Cabaret Show” nasce proprio dall’incontro fra queste due direzioni. Dado arriva alla battuta passando spesso da una chitarra e da una melodia; Giustiniani costruisce immagini attraverso parole\, suoni e gesti. Uno parte dalla canzone e la porta altrove\, l’altro prende una situazione ordinaria e la trasforma fino a farne una scena. La materia è a portata di mano: sta nelle case\, nelle conversazioni\, nei piccoli automatismi quotidiani e in tutto ciò che il pubblico riconosce prima ancora che arrivi la battuta. Sulla Scalinata Virgilio i due percorsi diventano una sola serata\, affidata alla forza del cabaret dal vivo e alla relazione diretta con il pubblico. È questo il terreno comune dei due comici: prendere sul serio la realtà finché non comincia a far ridere. Il resto accadrà il 20 agosto sulla Scalinata Virgilio\, con Dado e Ciro Giustiniani faccia a faccia con il pubblico di Brindisi.
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SUMMARY:Enrico Brignano a San Pancrazio Salentino con «Bello di Mamma!
DESCRIPTION:Alcune parole restano attaccate alla memoria più di altre. Per Enrico Brignano sono tre: «Bello di mamma!». Da quella frase nasce il nuovo spettacolo con cui l’attore e comico romano torna in Puglia: domenica 23 agosto alle ore 21.30\, al Forum Eventi di San Pancrazio Salentino\, Brignano porterà in scena “Bello di Mamma! Estate 2026”\, appuntamento organizzato da Aurora Eventi di Livio Iaia. I biglietti sono disponibili online sul circuito TicketOne e nei punti vendita autorizzati. \nDopo l’esperienza teatrale de “I 7 Re di Roma”\, Brignano torna alla formula dell’one man show che ha segnato buona parte della sua carriera\, ma lo fa mettendo sul palco qualcosa di più personale. Memoria familiare\, tecnologia\, paure\, cambiamenti culturali\, relazioni e paradossi quotidiani entrano in uno spettacolo costruito sulla comicità ma con una vena più intima. Con lui una formazione musicale dal vivo per un continuo alternarsi di monologhi\, musica e racconto. \nIl titolo nasce da un episodio preciso. «Questo titolo – spiega Brignano – nasce da una frase che mia madre mi disse una sola volta\, di ritorno dall’America\, dov’ero stato sei mesi. Lei pensava che non tornassi più. Le feci una sorpresa e quando mi vide disse: alla fine sei tornato\, bello di mamma! Mi si strinse il cuore». Una frase rimasta sospesa nel tempo e tornata\, molti anni dopo\, con un peso nuovo: «Lei ora non c’è più\, ma quelle parole mi tornano addosso con una forza diversa. Le ho scelte per il titolo\, perché credo che appartengono a me\, ma anche a tanti figli e a tante madri». \nDa qui prende forma uno spettacolo che non indulge nella nostalgia ma usa i ricordi come materiale vivo. Brignano torna alle abitudini di casa\, ai gesti tipici delle madri\, alle attenzioni a volte eccessive riservate soprattutto ai figli maschi\, alle tavole familiari e a quei piccoli riti che\, quando si è bambini\, sembrano costituire un mondo completo. Li osserva con affetto e li mette alla prova della sua ironia\, perché anche i ricordi più delicati possono diventare teatro. «La prendo anche un po’ in giro\, come facevo quand’era in vita\, per quei comportamenti tipici delle mamme\, soprattutto con i figli maschi. C’è tenerezza\, certo». \nIn “Bello di Mamma!” il passato diventa il punto da cui misurare quanto velocemente sia cambiato il mondo. Telefonini\, algoritmi\, intelligenza artificiale\, nuovi modi di comunicare\, rapporti sempre più mediati dagli schermi entrano nel mirino di Brignano\, che osserva le trasformazioni senza rinunciare al gusto della battuta. «Oggi tutto corre: le informazioni\, le relazioni\, le emozioni. Viviamo con il telefono in mano e spesso decidono gli algoritmi cosa dobbiamo guardare\, comprare o desiderare». Eppure\, sotto strumenti sempre diversi\, resta qualcosa di antico: «Cambiano gli strumenti\, ma le debolezze umane restano le stesse. E la comicità nasce proprio da lì». \nC’è anche un bilancio personale\, inevitabile dopo 43 anni di teatro. Sul palco compaiono alcuni bauli\, oggetti scenici che custodiscono simbolicamente frammenti della sua carriera: spettacoli\, stagioni\, personaggi\, momenti lontani e altri più recenti. «“Bello di mamma” è anche un bilancio dei miei 43 anni di carriera: in scena ci sono dei bauli\, e dentro quei bauli ci sono pezzi della mia storia». Un modo per capire ciò che resta dopo migliaia di repliche e incontri con pubblici diversi. \nIl testo\, scritto da Enrico Brignano con Graziano Cutrona\, Manuela D’Angelo\, Luciano Federico e Alessio Parenti\, conserva quella capacità di passare dal dettaglio domestico alla fotografia collettiva. Un’insalatona preparata dalla madre\, una frase ascoltata molti anni prima\, un telefono che sembra sapere tutto di noi: elementi lontanissimi che finiscono per stare nello stesso racconto. «“Bello di Mamma!” parte dalla mia storia\, però non vuole restare solo mia»\, dice Brignano. È proprio in questo scarto che lo spettacolo trova la sua misura: partire da una memoria privata per arrivare a qualcosa in cui ciascuno possa riconoscere un gesto\, una paura\, una risata o una persona che non c’è più. A San Pancrazio Salentino Brignano porterà così una serata fatta soprattutto della sua inconfondibile ironia\, ma con uno sguardo più largo sulla propria storia e su quello che è diventata oggi. Una comicità che apre i bauli senza trasformarli in reliquie. \nUfficio stampa Aurora Eventi \nwww.auroraeventi.net
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SUMMARY:BRINDISI\, IL FESTIVAL DEL VERNACOLO CHIUDE ALLA SCALINATA VIRGILIO
DESCRIPTION:Il teatro in vernacolo brindisino torna a incontrare il pubblico con una serata speciale che riunisce sullo stesso palco tutte le compagnie protagoniste della seconda edizione del Festival. Dopo i quattro appuntamenti ospitati nei quartieri della città e la partecipazione calorosa raccolta lungo tutto il percorso\, gli organizzatori hanno scelto di aggiungere una quinta data: lunedì 7 settembre alle ore 21\, alla Scalinata Virgilio\, nel cuore del porto di Brindisi. L’ingresso è libero. \nIl Festival\, organizzato da L’Ora di Brindisi e provincia e dall’associazione Periferia\, su un’idea del prof. Massimiliano Oggiano\, è stato inserito in “Meridiani d’Estate 2026”\, il programma di iniziative culturali e di spettacolo organizzato dal Comune di Brindisi con la Fondazione Nuovo Teatro Verdi. A condurre la serata saranno Salvatore Morelli\, direttore de L’Ora di Brindisi e provincia\, e Francesca Massaro\, presidente dell’associazione Periferia. La nuova serata cade nei giorni dei festeggiamenti dedicati ai Santi Patroni della città e nasce proprio dall’accoglienza ricevuta dalla rassegna nelle quattro tappe estive. \nNon sarà una replica degli spettacoli già presentati\, ma un appuntamento costruito appositamente per l’occasione. Le quattro compagnie si alterneranno alla Scalinata Virgilio con sketch e situazioni brevi\, portando sul palco registri\, personaggi e modi diversi di lavorare sulla comicità in vernacolo. \nLa compagnia Anti&Mino presenterà “Santa\, di nome… e di fatto!!!”\, uno sketch ambientato in un cimitero\, a un anno dalla scomparsa della moglie. Da una situazione apparentemente mesta prende forma un contesto paradossale nel quale la comicità nasce dalle relazioni tra i personaggi e dagli imprevisti della vicenda. In scena Angela Nigro\, Marianna Altomare\, Simona Di Bello\, Roberta Monaco\, Antimo Volpe\, Mino Minelli\, Alessandro Di Paola\, Davide Minelli e Antonio Guadalupi. \nLa compagnia Il Sipario sceglie invece una sequenza di brevi numeri\, ciascuno con una propria situazione: “Vieni avanti cretino”\, “Femmine e Champagne”\, “Versetto sei sei tre della Sacra Bibbia”\, uno sketch dedicato a Celentano e una barzelletta mimata. A interpretarli saranno Riccardo Congedo\, Loredana Bruni\, Antonio Tasco\, Elena De Blasi\, Annalisa Vincenti\, Lorenzo Suma\, Vincenzo Narcisi e Maurizio Salerno. \nUn’aula di tribunale è invece lo spazio scelto da I Teatranti per “Ilariamia”. Al centro una coppia alle prese con problemi coniugali: il marito decide di chiamare in causa la moglie e il confronto finisce davanti a un giudice\, offrendo materia a equivoci e schermaglie familiari. Sul palco Carmelo Marzo\, Ilaria Seclì\, Francesca Massaro e Carlo Agrimi. Lo sketch è ideato e diretto da Valeria Pasulo. \nCompleta la serata la compagnia Li tre CumpAri con “A casa mia cumandu iu”\, costruito intorno a una discussione tra marito e moglie e al consueto\, quanto improbabile\, braccio di ferro su chi comandi davvero tra le mura domestiche. Gli interpreti sono Franco Arseni\, Gianni Rollo\, Francesco Iaia\, Paola Tamborrino\, Pino Pascali e Ilaria Manzo. \nLa Scalinata Virgilio\, affacciata sul porto e dominata dalle Colonne Romane\, offre alla serata uno scenario che appartiene profondamente alla storia di Brindisi. Qui il vernacolo trova il suo ultimo palco estivo\, tra la lingua della città e uno dei luoghi che più ne raccontano l’identità. \nLunedì 7 settembre\, ore 21\, Scalinata Virgilio. Ingresso libero.
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