Nota del consigliere e assessore regionale Fabiano Amati.
“Oggi il mio giovane amico Mattia torna a casa, dopo quattro mesi di ricovero nel reparto di Medicina Fisica e Riabilitativa del Policlinico Riuniti di Foggia. È stato un periodo duro ma pieno di conquiste, in cui ho potuto toccare con mano cosa significhi davvero riabilitazione intensiva, cosa serva ai pazienti e cosa dobbiamo fare come istituzioni. Un’esperienza che rafforza ulteriormente il mio impegno per la trasformazione del Centro di Ceglie Messapica in un grande presidio pubblico di riabilitazione intensiva, unità spinale e centro risvegli.
Mattia vive una condizione gravissima – stato di minima coscienza, tetraparesi spastica, tracheostomia e nutrizione enterale – ma grazie al lavoro straordinario dell’equipe guidata dal professor Andrea Santamato ha ottenuto miglioramenti clinici importanti: riduzione della spasticità agli arti superiori, tenotomia correttiva agli arti inferiori, cranioplastica eseguita dopo quattro anni di attesa. Tutto questo accompagnato da un programma quotidiano di trattamenti riabilitativi avanzati, stimolazioni elettriche e magnetiche, e soprattutto da una cura piena di dedizione e rispetto per la dignità della persona.
In questi mesi ho conosciuto storie commoventi, personale medico e sanitario di altissimo livello, famiglie eroiche e pazienti dimenticati. Ho imparato che la riabilitazione intensiva non è un servizio accessorio, ma una frontiera fondamentale della sanità pubblica. E ho visto che si può fare bene, con efficienza, umanità e organizzazione, come dimostra l’esperienza del Policlinico di Foggia.
Voglio quindi ringraziare, oltre al professor Santamato, Loredana Amoruso, Salvatore Facciorusso, Stefania Spina, Luigi Santoro, Nicoletta Cinone, Maria Assunta Mimmo, Luciana Stuppiello, Vito Rastelli, Antonio Turitto, gli specializzandi, i fisioterapisti, le logopediste, l’equipe infermieristica e gli OSS che hanno accompagnato Mattia e la sua famiglia come in una seconda casa. Un pensiero speciale va anche ad Antonella, sua madre, esempio di forza inarrestabile e di amore instancabile.
È da storie come queste che nasce il progetto per Ceglie Messapica, quale Centro risvegli e riabilitazione intensiva. Un progetto che non è solo un’idea tecnica o amministrativa, ma una promessa civile: offrire nel nostro territorio le stesse opportunità che ho visto a Foggia. Abbiamo tutto ciò che serve per diventare un polo di eccellenza nazionale. Serve solo impegno, responsabilità e la volontà di superare le resistenze burocratiche che generano immobilismo mascherato da prudenza.
Continuerò questa battaglia nel nome di Mattia e di tutti coloro che ho incontrato nei reparti e nelle attese. Perché ogni persona ha una storia, e ogni storia merita ascolto e dignità”./comunicato