“Alle parole di chi nel centrodestra continua a dire che sui salari va tutto bene rispondiamo con i dati. Il nuovo Geography Index dell’Osservatorio Job Pricing, il report che analizza le retribuzioni dei dipendenti del settore privato a livello regionale e provinciale, mostra una panoramica sul rapporto tra aumento dei prezzi e delle retribuzioni nel nostro Paese. La Regione Puglia, caratterizzata dal segno meno, vede una perdita del potere d’acquisto del 9,1%: una cifra che non può passare inosservata e che aumenta il volume di un allarme da troppo tempo inascoltato dal governo. A sentire il peso di questi dati sono i cittadini, i lavoratori, le famiglie che per fare fronte all’aumento dell’inflazione devono ricorrere a ulteriori rinunce. Come se non fosse già abbastanza lunga la lista di problemi causati da un esecutivo che ha anche detto no al salario minimo e non ha messo in campo misure efficaci per fare fronte al caro bollette e all’aumento dell’inflazione, con l’approvazione della nostra proposta contro il fiscal drag, ferma in Senato da tempo. I redditi medi ridotti e l’impoverimento sono frutto di politiche di investimento sbagliate. La nostra economia è in continuo ribasso anche a causa di risorse direzionate in settori maturi, a basso valore aggiunto e che non distribuiscono ricchezza tra le persone. Noi crediamo che ci debba essere un cambio di passo, per questo tra i temi fondanti della prossima campagna elettorale in Puglia il Movimento 5 Stelle darà massima attenzione alla necessità di garantire investimenti a sostegno delle imprese, della qualità della formazione, del lavoro dignitoso e del contrasto alla povertà. Sono punti fondamentali su cui è necessario intervenire con misure concrete ed efficaci. I cittadini e le imprese chiedono risposte, alla politica il compito di fare seguire i fatti alle parole. Il nostro impegno su questi temi sarà massimo”. Così in una nota Mario Turco, senatore e vicepresidente M5S, e Leonardo Donno, deputato M5S e coordinatore regionale Puglia.