Comunicato di Fabiano Amati, consigliere regionale e candidato nella lista “Per la Puglia con Decaro”.
«L’emergenza demografica è l’argomento politico più rilevante, perché riguarda l’efficacia di tutte le politiche. Senza inversione di tendenza si rischia la scomparsa di tante città, l’impoverimento dell’economia e l’impossibilità di reggere il sistema pensionistico. È vero che si tratta di un problema europeo, ma anche le Regioni potrebbero fare qualcosa, sulla scia dell’esperienza francese, l’unico Paese che sta invertendo la tendenza grazie a provvedimenti dedicati. Per quanto riguarda la Puglia, la nostra proposta di sostegno alla natalità consiste in un bonus economico per ogni figlio superiore al primo, asili nido gratuiti per tutti e crioconservazione gratuita degli ovociti, sulla scia della misura sperimentale approvata con la legge di bilancio 2025. La misura del bonus incentivante, reso compatibile con altre misure statali, dovrebbe consistere nell’assicurare per ogni bambino, in base alla disponibilità economica della Regione, un contributo fisso sino all’adolescenza, incrementato in modo premiale per tutti i nati superiori al primo. La misura degli asili nido gratuiti per tutti dovrebbe consistere in un programma edilizio o di convenzionamento con strutture private, per non far gravare sul reddito delle famiglie la conciliazione del ruolo genitoriale con il lavoro. La misura della crioconservazione degli ovociti consiste nel rendere accessibile a tutti la pratica, considerato che la decisione di maternità si va attestandosi in età sempre più avanzata e in particolare tra i 38 e i 40 anni. Tale misura l’abbiamo peraltro già sperimentata con successo nell’ambito del bilancio per il 2025, su proposta del collega Stefano Lacatena, da me sottoscritta anche in termini di sostegno finanziario. Tre misure che, ovviamente, non sono in grado di risolvere da sole il problema portando le nascite e i decessi almeno alla parità demografica, ma rappresentano una notevole spinta per migliorare l’attuale terribile rapporto di 1,16 figli per donna, portandolo nel giro di poco tempo almeno al livello francese di 1,66.»