LAV: LAV SCENDE IN PIAZZA A BARI CON LA CAMPAGNA PER UN’IVA GIUSTA SU CIBO E SPESE VETERINARIE E PER RAFFORZARE I SERVIZI DI VETERINARIA SOCIALE. CIBO E SALUTE NON SONO UN LUSSO, PER NESSUNO!
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LAV scende in piazza a Bari: sabato 14 e sabato 21 banchetto in Via Sparano angolo Via Principe Amedeo, domenica 22 davanti all’ingresso di Viale Einaudi del parco Due giugno, sempre dalle 10.00 alle 20.00 per proporre la petizione per chiedere un’IVA giusta su cibo e spese veterinarie e per rafforzare i servizi di veterinaria sociale.
In Italia il 40,5% delle famiglie vive con almeno un animale. Eppure, oggi la cura di cani e gatti è ancora fiscalmente trattata come un bene di lusso: l’IVA su cibo per animali e prestazioni veterinarie è al 22%, la stessa prevista per beni non essenziali.
In un contesto di crescente difficoltà economica, questa situazione sta producendo effetti concreti: secondo il Rapporto Italia Eurispes 2025, il 23% delle persone ha rinunciato ad accogliere un nuovo animale per motivi economici e il 10% ha dovuto separarsi dal proprio animale. Le spese per alimentazione e cure veterinarie incidono in modo significativo sui bilanci familiari, con il rischio di rinunce alle cure, abbandoni e aumento del randagismo.
Per questo LAV lancia la campagna “Cani e gatti: cure e diritti, non privilegi” https://www.lav.it/veterinaria-sociale , con un obiettivo chiaro: rendere la convivenza con gli animali familiari un diritto sostenibile e non un lusso per pochi.
La campagna chiede:
  • l’allineamento dell’IVA sul cibo per animali dal 22% al 5% come quelli per l’alimentazione umana;
  • l’azzeramento dell’IVA sulle prestazioni veterinarie, come per le cure mediche umane;
  • il rafforzamento e l’estensione di servizi di veterinaria sociale su tutto il territorio nazionale.
 
La convivenza con cani e gatti non può essere considerata un privilegio per chi se lo può permettere – ha dichiarato Alessandra Ferrari, Responsabile Area Animali Familiari LAV – Oggi le famiglie sono penalizzate da una fiscalità ingiusta che tratta cibo e cure veterinarie come beni di lusso. Chiediamo un fisco più equo e politiche strutturali di veterinaria sociale che garantiscano il diritto alla cura per tutti gli animali, indipendentemente dalle condizioni economiche delle persone con cui vivono. Garantire cure accessibili significa anche prevenire abbandoni, ridurre i costi sociali legati al randagismo e rafforzare un modello di convivenza fondato su rispetto, responsabilità e benessere condiviso, in linea con l’approccio One Health, che riconosce il legame tra salute animale, salute umana e salute dell’ambiente. È una scelta di giustizia sociale e di responsabilità collettiva“.
A sostegno delle proprie richieste istituzionali, LAV ha commissionato a REF Ricerche uno studio sul valore sociale ed economico della convivenza con cani e gatti, che sarà presentato il 17 marzo a Roma. Lo studio analizza anche uno scenario di riduzione dell’IVA su pet food e prestazioni veterinarie, valutandone gli effetti economici e le possibili coperture.
Un ulteriore aspetto critico riguarda le detrazioni Irpef per le spese veterinarie, che restano fortemente penalizzanti e sono riconosciute in misura unica, indipendentemente dal numero di animali detenuti dal contribuente. Il rimborso massimo ottenibile è di circa 80 euro, a fronte di costi crescenti per cure e farmaci. Governo e Parlamento devono farsi carico di questo problema allineando l’IVA su alimenti per animali e cure veterinarie a quella prevista per l’alimentazione e le prestazioni mediche umane e innalzando la quota di detrazione delle spese veterinarie. Le cure veterinarie sono a tutti gli effetti prestazioni di pubblica utilità: la prevenzione e la cura di patologie come ad esempio la leishmaniosi, un’antropo-zoonosi trasmissibile in determinate condizioni anche all’uomo, dimostrano il loro rilevante impatto sulla salute pubblica. A sostegno di tali misure si sono espressi anche i medici veterinari, le associazioni di categoria, le imprese del settore e le associazioni dei consumatori, evidenziando come l’attuale livello impositivo rappresenti un ostacolo economico per molte famiglie e non rispecchi il carattere essenziale, e non voluttuario, di questi beni e servizi. In Italia è urgente avviare l’iter e approvare le proposte di legge, presentate da parlamentari di maggioranza e opposizione, per ridurre l’IVA su alimenti e cure veterinarie, istituire una medicina veterinaria di base gratuita per cani e gatti delle famiglie non abbienti e aumentare la quota di detrazione per le spese veterinarie, garantendo così maggiore equità, giustizia sociale e accesso alle cure” ha dichiarato Ilaria Innocenti Responsabile Ufficio Rapporti Istituzionali di LAV.
 
Scendi in piazza il 14-21-22 marzo e scopri come sostenere questa campagna! Trova il tavolo LAV più vicino a te su https://www.lav.it/veterinaria-sociale
Ai tavoli LAV sarà possibile ottenere maggiori informazioni sulla mobilitazione che coinvolgerà tutte le sedi locali LAV: le volontarie e i volontari saranno ai tavoli informativi in tutta Italia https://www.lav.it/veterinaria-sociale   per informare i cittadini, portare la campagna sui territori e raccogliere le firme per la petizione nazionale rivolta a Regioni e Governo.
 
Sarà anche possibile scegliere le tradizionali uova di Pasqua LAV (al cioccolato fondente o alla bevanda di riso) e le colombe vegane LAV, per essere con noi in prima linea per chiedere un’iva giusta su cibo e spese veterinarie.  Tutti i nostri prodotti sono completamente vegani e le sorprese sono certificate: questo ci permette non solo di essere sicuri della qualità e della sostenibilità dei materiali, ma anche delle condizioni di lavoro di chi produce le nostre sorprese.