A seguito dell’esito del voto referendario dell’8 e 9 giugno 2025, abbiamo atteso il consolidamento dei dati per procedere a un’analisi approfondita a livello comunale, provinciale, regionale e nazionale. Voglio condividere con voi le nostre riflessioni e ribadire il nostro impegno. 
Il Referendum dell’8 e 9 giugno 2025, a livello pugliese, ha registrato una partecipazione del 28,62% (907.571 votanti). Questo dato si inserisce in un contesto più ampio di mancato raggiungimento del quorum, sia a livello regionale che nazionale. A livello nazionale, la percentuale di votanti si è attestata al 30,58%. 
Concentrandoci sulla nostra provincia di Brindisi, la partecipazione al voto è stata del 24,99%, con 77.511 votanti. Questo dato, seppur superiore alla media regionale pugliese, riflette la tendenza generale di calo della partecipazione referendaria che la nostra provincia, come il resto d’Italia, ha visto nel corso degli anni. Storicamente, la partecipazione a Brindisi è passata da percentuali molto alte (come l’85,69% nel 1974) a quelle attuali. È un dato di fatto che, dal 1946 ad oggi, ben 10 appuntamenti referendari su 25 non hanno raggiunto il quorum. 
La CGIL Puglia ha già espresso la nostra posizione chiara: il mancato quorum non ferma la nostra lotta per un lavoro più stabile e sicuro. E lo ribadiamo con forza anche qui, a Brindisi. Chi oggi si compiace della mancata partecipazione democratica, sottovaluta in realtà un problema serio che riguarda la tenuta della nostra democrazia. L’astensionismo non va assolutamente confuso con l’assenso alle politiche attuali; non è una sconfitta ideologica, ma un monito a raddoppiare gli sforzi. 
Nonostante le difficoltà e la scarsa copertura mediatica che ha caratterizzato la campagna referendaria, noi abbiamo svolto un’intensa attività, grazie all’impegno di migliaia di militanti e volontari. Questa esperienza è stata per noi, come CGIL Brindisi, di grande valore politico e umano. Ci ha consegnato un patrimonio prezioso che non deve essere disperso, ma valorizzato in una nuova ottica di condivisione e rivendicazione, per rimettere al centro il valore della partecipazione democratica. 
Un patrimonio che ci chiama a responsabilità, con oltre 13 milioni di cittadini a livello nazionale che hanno condiviso la nostra battaglia di civiltà, e nel nostro territorio brindisino, negli oltre 77.500 cittadini (precisamente 77.511) che hanno creduto nella nostra piattaforma. È a loro, e a tutti coloro che soffrono la precarietà e l’insicurezza sul lavoro, che guardiamo. 
Adesso, più che mai, occorre dare continuità alla nostra iniziativa, che non può arrestarsi con il referendum. La battaglia della CGIL non è finita; anzi, siamo chiamati a una maggiore responsabilità. La lotta per una maggiore tutela e sicurezza sul lavoro, per contrastare l’abuso dei subappalti e l’inaccettabile mortalità sul lavoro, prosegue con determinazione. 
Ripartiremo con ancora più forza sui temi fondamentali per la vita dei nostri cittadini e lavoratori: il Lavoro, la Cittadinanza, la Sanità, la Scuola, il Fisco e le Politiche Abitative. Questo richiederà continuità, impegno, iniziativa e mobilitazione su piattaforme le più ampiamente condivise. Siamo consapevoli che questa attività imporrà anche cambiamenti alla nostra Organizzazione e maggiore attività con forme e strumenti innovativi. 
Voglio rinnovare il mio personale ringraziamento, e quello della CDLT CGIL Brindisi, a tutte le Associazioni e i Partiti che con noi hanno animato il comitato referendario, dando energia alla campagna. Confermiamo la nostra totale disponibilità a impegnarci congiuntamente anche sui temi della PACE, del NO al riarmo, della Giustizia Sociale e del sostegno all’azione della Cooperazione Internazionale. 
Sono convinto che, nel rispetto reciproco dei ruoli e delle autonomie di ciascuno, riusciremo insieme a scrivere una nuova storia di Pace, Solidarietà, Lavoro e Progresso per il nostro territorio e per l’intera Puglia. La precarietà e l’illegalità sono problemi reali che richiedono soluzioni concrete, anche attraverso la specializzazione e qualificazione del nostro sistema produttivo, per un lavoro stabile e dignitoso. 

 

Massimo Di Cesare
Segretario generale
CGIL Brindisi