La sentenza della Corte Costituzionale n. 131 del 2025, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma della Regione Puglia sui termini per la rimozione delle cause di ineleggibilità a Presidente della Regione e a Consigliere regionale, conferma quanto il Partito Democratico ha sempre sostenuto: il rispetto dei principi di ragionevolezza, proporzionalità e uguaglianza è imprescindibile, soprattutto quando si tratta di regole che incidono sul diritto di elettorato passivo.
Una vittoria del diritto e della democrazia, una sconfitti coloro i quali volevano impedire ai sindaci di candidarsi nascondendosi dietro il voto segreto.

La norma, impugnata dal Governo e ora bocciata dalla Consulta, prevedeva che i sindaci dovessero dimettersi fino a 180 giorni prima della scadenza del Consiglio regionale per poter essere candidabili. Un termine irragionevole, discriminatorio e ben più restrittivo rispetto a quello previsto dalla legge statale che avrebbe escluso in modo indiscriminato numerosi amministratori locali, privandoli del diritto a partecipare democraticamente alla competizione elettorale.

Accogliamo con favore la decisione della Corte, che ristabilisce un principio fondamentale: le regole del gioco devono essere eque per tutti.

Il Partito Democratico continuerà a difendere il diritto di cittadinanza attiva e l’accesso libero e democratico alle istituzioni.

Lo dichiara Domenico De Santis segretario regionale del PD Puglia.