E’ stato presentatodalla CGIL BRINDISI, presso il Salone di rappresentanza della Provincia di Brindisi, BRINDISI FUTURA 2030, il documento programmatico per il territorio, alla presenza, tra l’altro, dei candidati del Centro Sinistra al prossimo Consiglio Regionale.

Un Documento Programmatico per il territorio, ma anche e soprattutto una “ visione”, un contenitore di proposte per un modello di sviluppo diverso.

E’ BRINDISI FUTURA 2030, la piattaforma presentata dalla Cgil Brindisi , presso il Salone di Rappresentanza della Provincia di Brindisi, alla presenza, tra l’altro, dei candidati del Centro Sinistra al prossimo Consiglio Regionale.

Presenti, ovviamente, i rappresentanti sindacali delle varie categorie della Cgil, delegati, che hanno contributo alla stesura di un documento a cui l’organizzazione sindacale stava lavorando da un anno.

L’ iniziativa è stata presieduta da Antonella Montanaro ( segretaria organizzativa Cgil Brindisi) e coordinata dal giornalista Antonio Portolano, mentre l’introduzione ( ampia e descrittiva sulle linee programmatiche della piattaforma) è stata del Segretario Generale Massimo Di Cesare.

Il segretario , in sostanza, ha voluto evidenziare l’attuale scenario ( economico, occupazionale, produttivo, sociale) che caratterizza ancora il territorio brindisino, perché le proposte lanciate da BRINDISI FUTURA 2030 vogliono combattere le criticità ed emergenze ancora esistenti. Mentre, il prof. Michele Capriati ( Economista e Docente dell’Università degli Studi di Bari) ha offerto un puntuale contributo di analisi sullo sviluppo territori e sulle prospettive di crescita del Mezzogiorno.

“ E’ un documento che affronta in modo unitario i principali nodi del territorio : Transizione energetica e industriale, Sanità e Welfare, Agricoltura e Filiere produttive , Infrastrutture, Legalità , Formazione e Innovazione . Un progetto . che intende restituire a Brindisi una visione condivisibile,un modello di sviluppo sostenibile, capace di coniugare lavoro, ambiente, giustizia sociale.

Brindisi vive una fase di profonda trasformazione industriale, il vecchio sistema fatica a tramontare e il nuovo tarda ad affermarsi. Le po9litiche industriali continuano a dipendere dai grandi gruppi dell’ energia e della chimica, mentre il Governo Nazionale mostra debolezza e confusione nel delineare strategie di sviluppo orientate a innovazione, tecnologie green e al Green Deal.

Nonostante la visibilità riveniente dal G7 del 2024 ed altri eventi, il territorio resta segnato da criminalità diffusa, spopolamento, precarietà e lavoro nero, con un generale rischio di decadimento sociale che coinvolge città e provincia. Brindisi, porto, polo aerospaziale, turistico, agroalimentare e culturale, può ancora essere città dell’ energia e della chimica?

Alcune istituzioni, come la Provincia e i comuni dell’entroterra, hanno mostrato capacità di iniziativa nel turismo e nell’agroalimentare, offrendo nuove opportunità di sviluppo. Tuttavia, l’eccessiva frammentazione politica e sociale e il prevalere di individualismi, ostacolano una visione condivisa necessaria alla transizione ambientale, digitale e demografica già in corso.

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