Gli Ordini delle Professioni Infermieristiche della Puglia hanno formalmente richiesto alla Regione Puglia e all’ASL di Bari di non procedere con la prova preselettiva prevista per il Concorso Unico Regionale per infermieri, destinato a mille posti nell’Area dei Professionisti della Salute.

Secondo gli OPI, l’attivazione della preselezione è inutile e dannosa. Procedere direttamente con le prove scritte e pratiche è l’unica soluzione che coniuga l’interesse pubblico con i principi di efficienza, economicità e tempestività dell’azione amministrativa. Attualmente la Regione Puglia è priva di graduatorie attive a tempo indeterminato per il profilo di infermiere. L’introduzione di una fase preselettiva comporterebbe un inevitabile allungamento dei tempi, oltre a generare costi aggiuntivi rilevanti, senza alcuna reale necessità. La situazione è resa ancora più critica dal significativo numero di pensionamenti previsti nel prossimo triennio: dei circa 9.000 infermieri attualmente iscritti agli albi, si stima che circa 4.000 lasceranno il servizio entro il 2026. A ciò si aggiungerebbe l’effetto della preselezione, che potrebbe ridurre ulteriormente i candidati idonei, portando a una carente copertura dei fabbisogni assistenziali – con una possibile perdita netta di 2.000-3.000 professionisti, insufficiente anche per un’ASL media. Gli OPI sottolineano inoltre la necessità di favorire il rientro di professionisti pugliesi già in servizio in altre regioni, evitare la dispersione di capitale umano formato in Puglia e contrastare la crescente concorrenza del privato accreditato. In un momento storico in cui il sistema sanitario regionale necessita di risposte immediate e strutturali, gli Ordini ribadiscono che la preselezione rischierebbe di compromettere l’efficacia, la tempestività e la sostenibilità dell’azione amministrativa, mortificando allo stesso tempo la professione infermieristica, abilitata dallo Stato sin dal conseguimento della laurea. Gli OPI della Puglia chiedono quindi una procedura concorsuale snella e sostenibile, basata su prove scritte e pratiche, in grado di garantire tempistiche certe, sostenibilità organizzativa e una risposta tempestiva ai fabbisogni assistenziali del Servizio Sanitario Regionale.