presidenti dei  Gruppi di maggioranza, Stefano Minerva PD,Giuseppe Fischetti Prossima,Maria La Ghezza 5 stelle e Ruggiero Passero  PER  hanno sottoscritto la seguente dichiarazione:

“Quando si parla di sanità i numeri contano più degli slogan. E i numeri, quelli veri, raccontano una storia molto diversa da quella costruita da Fratelli d’Italia. Nessuno vuole nascondere i problemi, nessuno vuole scaricare responsabilità. Se ci sono stati errori vanno riconosciuti e affrontati ma trasformare una crisi nazionale in una caccia al colpevole locale è un’operazione sbagliata, ingiusta e soprattutto inutile per i cittadini.

“Perché poi arrivano i fatti e i fatti non sono opinioni. Nel 2027 mancheranno 7,1 miliardi di euro, nel 2028 10,1, nel 2029 saranno 13,4. Trenta miliardi di buco che il governo Meloni sta scavando nella sanità pubblica nel triennio 2027-2029.

“E non lo dicono i Capigruppo di maggioranza, lo certifica l’istituto Gimbe analizzando il Documento di Finanza Pubblica appena approvato dal Consiglio dei Ministri. Le Regioni avranno due sole strade: tagliare le prestazioni o alzare le tasse. Pagheranno i cittadini, in entrambi i casi.

“E mentre Fratelli d’Italia prova a raccontare la favola del “caso Puglia”, la realtà bussa anche nelle Regioni governate dalla destra.

“In Piemonte, guidato da Alberto Cirio, la stessa Regione ha parlato di un disavanzo di quasi 900 milioni di euro. In Lombardia, guidata da Attilio Fontana, si parla di 1,6 miliardi. La questione politica resta tutta, persino il cosiddetto “modello Lombardia” deve fare i conti con risorse nazionali insufficienti e costi in aumento.

“Allora diciamolo chiaramente, la crisi della sanità è sistemica, non guarda le bandiere, non si risolve con i comunicati stampa e non si cura con la propaganda. La Puglia, purtroppo, non scopre oggi le difficoltà della sanità. Ci sono nodi che vengono da lontano, da scelte compiute anche più di vent’anni fa, quando a governare questa Regione non era il centrosinistra ma il centrodestra. La riduzione della rete ospedaliera, le ferite territoriali, il diritto dei cittadini a curarsi vicino casa, sono questioni antiche non nate ieri e non risolvibili con un titolo ad effetto.

“In questi anni in Puglia, a fronte di maggiori costi gestionali dovuti a fattori come l’incremento della spesa per il personale sanitario per l’adeguamento al Contratto Collettivo Nazionale, l’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime, e le maggiori spese per i farmaci, per una spesa complessiva di 489 milioni di euro, sono arrivati dallo Stato solo 139 milioni. Il calcolo è presto fatto: un disavanzo di 350 milioni.

“Ma non è questo il momento di aprire un tribunale politico permanente. È il momento di dire la verità, unire le forze e trovare soluzioni. Il presidente Antonio Decaro ha scelto la strada più difficile, non nascondere i problemi, non raccontare favole, non promettere miracoli. Ha scelto di mettere in campo una task force e strumenti di monitoraggio. La destra invece fa l’opposto, governa a Roma, governa in altre Regioni, ma quando i conti non tornano punta il dito sulla Puglia. Troppo comodo.

“I cittadini non vogliono lo scaricabarile, vogliono sapere la verità, vogliono liste d’attesa più brevi, ospedali che funzionano, medici e infermieri messi nelle condizioni di lavorare, vogliono potersi curare bene e, quando possibile, farlo a casa loro.

“Per questo Fratelli d’Italia dovrebbe chiedere al governo Meloni che venga immediatamente istituita una commissione parlamentare con la partecipazione degli assessori regionali alla sanità”.