Nota del presidente Paolo Pagliaro con i consiglieri del gruppo Fratelli d’Italia Tonia Spina (vicepresidente), Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Andrea Ferri, Nicola Gatta, Renato Perrini, Tommaso Scatigna, Antonio Scianaro, Giampaolo Vietri.

“Svelato il trucco dei furbetti delle liste di attesa. Il caldo sole di agosto ha sciolto (e quindi confermato i nostri sospetti) la furbata escogitata nelle pieghe delle 152 pagine della delibera regionale dai burocrati ‘decariani’ della Regione Puglia per snellire le liste di attesa: lunedì 24 agosto è stata, infatti, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il Piano nazionale del governo delle liste di attesa 2026/2028, ovvero il Decreto del Ministero della Salute del 26 giugno scorso, per altro discusso e approvato anche nella Conferenza Stato-Regioni.
Quindi i vertici della Regione Puglia sapevano benissimo che sarebbe partito un monitoraggio di tutte le Regioni sulle famigerate liste di attesa e per non far risultare la Puglia ultima si sono inventati i 5 giorni per le prescrizioni urgenti, un escamotage che di fatto riduce il numero dei pazienti in attesa di visita: infatti se la visita si riesce ad effettuare la prestazione esce dalle liste di attesa, ma anche se scadono i 5 giorni esce dalle liste di attesa. E bravi! Un’operazione strategica utile solo alla comunicazione del presidente Antonio Decaro per bearsi di non essere ultimi in classifica, ma che per i pugliesi significherà doversi avventurare in un confuso labirinto chilometrico di disposizioni ed indirizzi: l’anziano che dovrà tornare più volte dal medico curante o le estenuanti attese telefoniche per avere una prestazione entro 5 giorni magari a centinaia di km distante.
I pugliesi non avevano bisogno di altre furbate oltre quelle che abbiamo dovuto subire in campagna elettorale con assunzioni effettuate o promesse da chi poi ha utilizzato la Sanità come ufficio di collocamento per i propri amici e amici degli amici, tant’è che oggi si è costretti a bloccare i concorsi per infermieri e OSS.
Francamente da Decaro ci aspettavano più concretezza e discontinuità, ma ci ritroviamo di fronte a più burocrazia (in mano a pochi fedelissimi) e nomine dei soliti noti, quelli che sono responsabili del buco della Sanità e che oggi sono stati riconfermati.