“Il costo della benzina è arrivato a 2,124 euro al litro. È il prezzo più alto raggiunto dal 2022. Nel frattempo le bollette del gas ad agosto sono cresciute del 6,9 %. Oggi sono partite 2500 lettere di licenziamento per i lavoratori dell’indotto dell’ex Ilva.
Di fronte a tutto questo il governo Meloni litiga e pensa alla legge elettorale per garantirsi il potere. Mi chiedo se a Bari il governo stia festeggiando questi ‘record’ e questi licenziamenti. Forse Giorgia Meloni, invece di preoccuparsi di feste e di leggi elettorali, farebbe meglio a venire in Parlamento a dirci come imposterà la manovra e come intende affrontare le vere emergenze del Paese”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia intervenendo, con gli altri capigruppo di opposizione a Palazzo Madama, alla Festa regionale dell’Unità in Puglia in corso di svolgimento a Martina Franca in provincia di Taranto.
“In quattro anni Giorgia Meloni non è riuscita a portare a casa alcuna riforma” ha insistito il capogruppo del M5S Luca Pirondini. “Nel frattempo però ha sferrato una serie di attacchi mai visti alla Costituzione, e continua a tenersi nel partito Daniela Santanchè e Andrea Delmastro, che faceva fare con i prestanome della Camorra. Davanti alle macerie che ci sta lasciando Meloni, abbiamo il dovere di accelerare il percorso verso una “Alleanza per la Costituzione”, che vada molto oltre i partiti e che sappia essere un movimento di popolo a difesa dei principi su cui si fonda la Repubblica e per osteggiare chi ha sempre odiato la Costituzione. Le esperienze nelle regioni r sui territori dove governa il campo progressista confermano che il percorso è quello giusto. L’Italia non può permettersi altri cinque anni di economia stagnante, prezzi alle stelle e salari da fame”.
“Meloni festeggia, è entusiasta, il suo è il governo più longevo della storia della Repubblica. Ma la stabilità non significa nulla – ha sottolineato Raffaella Paita, capogruppo in Senato di IV – se poi non si migliora la vita dei cittadini. Hanno ragione, è record, ma di debito pubblico, di tasse, siamo al 43,1% di pressione fiscale, di carrello della spesa che cresce, di stipendi sempre più bassi, di spesa sanitaria al minimo, di costo di benzina e gasolio, di bollette. E fa rabbia pensare che, mentre la destra festeggia a Bari, a Taranto arrivano 2500 lettere di licenziamento per l’indotto ex Ilva. Plastica dimostrazione di quanto questa destra sia lontana dalla realtà”.
“Meloni festeggia ma gli italiani piangono” ha concluso Peppe De Cristofaro, capogruppo AVS. “Sarà pure il governo più longevo, ma il bilancio è fallimentare sul piano economico, sociale e ambientale. E non va dimenticato il disastro sulle riforme istituzionali. Non ci sono riusciti con la magistratura, l’alta corte ha bocciato l’autonomia e si sono dovuto fermare sul premierato. Ora ci riprovano con la legge elettorale truffa che serve ai loro interessi particolari e non agli italiani”.