Sono passati già 50 anni, ma come se fosse ieri, perché gli eventi storici, indimenticabili, non hanno tempo, hanno soprattutto memoria, “ quell’eternita’ che ci appartiene quotidianamente e diventa patrimonio”.

Come la vittoria di Francesco Moser( “l’ imperatore dell’Ora”, vincitore di tre Parigi- Roubaix consecutive, del Giro d’ Italia 1984, Campione del Mondo su strada , per tacere delle innumerevoli vittorie su strada e pista) al Mondiale di Inseguimento su pista a Monteroni di Lecce, 10 settembre 1976.
Il trionfo in finale, di fronte a moltissimi spettatori( provenienti da tutta la Puglia e non solo),sui 5 km, contro l’ olandese Roy Schuiten(allora , uno dei più forti cronoman del mondo), al Velodromo degli Ulivi.
Per Francesco, una grande rivincita, dopo il secondo posto ottenuto nel Mondiale su strada cinque giorni prima alle spalle del belga Freddy Maertens, lui che, dopo il mitico Fausto Coppi, rimane l’unico italiano di sempre ad aver vinto sia un mondiale su strada che su pista.
Gia’, un “ Super Mondiale” 1976, tra Ostuni e Monteroni, che rappresento’ per la Puglia, le istituzioni, la comunità’ ( che ancora oggi vanta moltissimi tifosi e appassionati di ciclismo), un momento indimenticabile ( di cui si continua ancora a parlare),una grande e significativa occasione per far conoscere anche e soprattutto ai turisti i bellissimi e suggestivi paesaggi del territorio brindisino e del Salento.
Un evento che lega per sempre ,in termini di affetto ma anche di riconoscenza, Francesco Moser alla Puglia, dove spesso e volentieri ci ritorna, come ad esempio in occasione delle tappe brindisine e pugliesi del Giro d’ Italia 2025.
Ed è sempre vivo in Francesco, attraverso le diverse telefonate ma anche incontri, il ricordo di quella magnifica serata, di fronte a tifosi, appassionati estasiati, emozionati, palpitanti , ed anche la presenza dell’ allora Presidente del Consiglio Giulio Andreotti. “ Fu .in pratica il mio primo mondiale vinto, una soddisfazione ancora maggiore a seguito della sconfitta patita a Ostuni, da cui, tuttavia, ne ero uscito a testa alta. Pochi giorni di preparazione, ma che bastarono per capire che potevo farcela, di fronte ad un avversario di alto livello”.
Ma quello che ancora e sempre Francesco Moser ricorda e’ legato inevitabilmente al perche’ del grande legame con la Puglia, i suoi tifosi e appassionati:” Non potrò mai dimenticare il calore dei pugliesi, che si in dal primo giro in pista mi hanno ad sostenuto a gran voce, un amore per il ciclismo che continua ancora”.
E il ricordo di quel Mondiale ( che indubbIamente traccio’ una strada per l’ organizzazione di eventi ciclistici di livello nella Regione)e’ ancora vivo in chi, da grande amante e tifoso del ciclismo,da dirigente , grande tifoso di uno dei suoi idoli, e’ stato testimone diretto di uno degli eventi più importanti per lo sport italiano.
Come Angelo Ruggiero, una personalita’ che ha sempre contribuito alla crescita della sua Brindisi e non solo, il “ Commendatore piu’giovane della legalita’”, nel 1976 Direttore Sportivo della Societa’ Libertas Santa Chiara Brindisi Settore Ciclismo, nel 1977 entra a far parte della rappresentativa pugliese della Federciclismo, poi , nel 1978 ottiene il tesserino utile per allenare i ciclisti professionisti, nel 1980 accompagnatore ufficiale per la Società ciclistica professionistica spagnola Zor( con cui, tra l’altro, partecipo’ al Mondiale in Francia).
“ Ancora oggi mi emoziono, dopo 50.anni – afferma Angelo, se penso a quella serata, a tu per tu con il mio idolo Francesco Moser, gli spalti gremiti, la tensione che man mano cresceva, anche da parte di chi ha contribuito all’organizzazione di un evento straordinario.Diversi i momenti da ricordare, io che aiuto Francesco ad indossare la maglietta dell’ Italia, uno dei personaggi leccesi più “ caratteristici” Don Mimi Quarta che regala un Rolex a Moser, la soddisfazione dell’allora Sindaco di Monteroni Mario Marini, per essersi impegnato in prima linea e sino in fondo per ottenere i finanziamenti per l’ evento e per il Velodromo degli Ulivi”.
E a proposito del Velodromo degli Ulivi( dove, tra l’ altro, proprio Francesco Moser ritorno’a marzo 2016 ), l’appello e l’ auspicio di Angelo Ruggiero: “Speriamo, quanto prima, questo patrimonio del ciclismo e dello sport italiano venga restituito definitivamente alla comunita’puglese, salentina, ai giovani che vogliono avvicinarsi al ciclismo”.