Nota del consigliere regionale e segretario del Partito democratico, Domenico de Santis

“Ci sono uomini e donne che dall’11 ottobre presidiano gli accessi alla Puglia perché non ce la fanno più. Agricoltori, olivicoltori, autotrasportatori che ogni mattina si chiedono se potranno tenere aperta l’azienda e pagare chi lavora con loro, schiacciati da un gasolio stabilmente sopra i 2,24 euro al litro e da un prezzo dell’olio in picchiata. Il Partito Democratico pugliese sta con loro, senza ambiguità e senza distinguo. E sta con gli operai dell’ex Ilva, che a Taranto difendono il loro posto di lavoro e il futuro di un’intera comunità.
 
Sono proteste giuste, nate da problemi reali e ignorati. In Puglia stiamo vivendo giorni che fino a poco tempo fa sarebbero sembrati impensabili. In molti comuni la benzina non c’è più, alle pompe si formano code chilometriche, gli scaffali dei supermercati cominciano a svuotarsi e le strade di accesso alla regione sono bloccate. La responsabilità è di chi aveva il dovere di ascoltare e ha scelto di non farlo. Il ministro Salvini non ha nemmeno risposto alle richieste di incontro delle categorie, e il governo Meloni ha lasciato incancrenire ogni vertenza fino a farla diventare un’emergenza per un’intera regione.
 
Questa crisi nasce da una politica che guarda altrove. Il governo non ha una strategia energetica nazionale. Ha lasciato scadere lo sconto sulle accise senza attivare il meccanismo che aveva annunciato, e il gasolio è rincarato di oltre sei centesimi. Sulla vertenza dell’ex Ilva, da cui discende il blocco della raffineria di Taranto, l’esecutivo non ha la minima idea di come intervenire. Intanto, per mesi, ha tenuto il Parlamento inchiodato a una legge elettorale pensata per sé stesso e approvata a colpi di fiducia. E mentre il Sud resta a secco, Meloni e Salvini portano l’autonomia differenziata in Consiglio dei ministri. Chi lascia il Mezzogiorno senza carburante e senza risposte e si occupa d’altro dimostra quanto poco gli importi dei meridionali.
 
Da domani si fermano anche Calabria e Sicilia, e il rischio di interruzioni nella distribuzione delle merci in tutto il Mezzogiorno è concreto e immediato. Per questo chiediamo al governo di convocare subito autotrasportatori e agricoltori e i lavoratori dell’ex Ilva, di attivare le accise mobili perché lo Stato non può trattenere l’extragettito Iva mentre cittadini e imprese pagano il conto, di adottare misure urgenti sul prezzo del gasolio e di stanziare ristori per le imprese in ginocchio e per le famiglie più povere. Ci batteremo per questo in Parlamento, in Regione, nei Comuni, ovunque sia necessario.
 
La politica vive anche fuori dai palazzi. I nostri sindaci, i nostri assessori, i nostri amministratori e i nostri militanti andranno dove si protesta, nei presìdi e lungo le strade, per ascoltare le ragioni di chi lotta e farle diventare le nostre.
 
C’è un rischio che nessuno può permettersi di ignorare. Noi costruiremo un argine politico fatto di ascolto, di proposte, di presenza, e resteremo accanto ai pugliesi mentre il governo continua a guardare altrove”.