La solidarietà nei confronti di agricoltori, autotrasportatori e ambulanti è doverosa, ma oggi non basta.
Occorre capire le ragioni della crisi, distinguere le difficoltà dei diversi comparti e individuare risposte concrete. Perché, se il caro carburante colpisce tutti, le conseguenze non sono uguali per chi produce, per chi trasporta le merci e per chi ogni giorno raggiunge mercati e piazze per lavorare.
A sottolinearlo è il consigliere regionale Giovanni Vurchio (PD): “Le tensioni geopolitiche e i conflitti internazionali hanno ripercussioni sui mercati energetici che non potevano sorprenderci del tutto. Non era possibile impedire le crisi internazionali, ma era ragionevole prevederne gli effetti e preparare per tempo strumenti capaci di proteggere imprese, lavoratori e famiglie. Oggi dobbiamo chiederci se sia stato fatto abbastanza”.
Per gli autotrasportatori, l’aumento del gasolio incide direttamente sui costi dei viaggi e sui margini aziendali, soprattutto quando non è possibile trasferire tempestivamente i rincari sui committenti. Per l’agricoltura, invece, il caro carburante si aggiunge a una situazione già difficile, segnata dall’aumento dei costi di produzione, dalle giacenze di olio invenduto e dal forte abbassamento dei prezzi di vendita. A ciò si sommano le criticità legate all’arrivo di prodotto estero, rispetto al quale sono fondamentali tracciabilità, trasparenza sull’origine e controlli efficaci. Per gli ambulanti, infine, il carburante è una spesa indispensabile per raggiungere i mercati, che riduce margini spesso contenuti e per la quale occorre verificare la disponibilità di strumenti di ristoro realmente accessibili.
“Non possiamo affrontare problemi diversi con risposte generiche. Servono misure mirate, capaci di intervenire sulle reali difficoltà di ciascun settore, senza creare aspettative che poi non trovano riscontro nei fatti”.
Vurchio richiama anche le responsabilità istituzionali: “La Regione Puglia deve fare la propria parte, ascoltando gli operatori e verificando gli interventi possibili nell’ambito delle proprie competenze e delle risorse disponibili. Ma sulle accise, sul prezzo dei carburanti e sulle principali leve della politica energetica ed economica, il ruolo decisivo spetta al Governo nazionale e alle istituzioni europee. È a questi livelli che occorre chiedere risposte adeguate alla gravità della situazione”.
Il consigliere conclude: “La politica non può controllare le guerre, ma può prepararsi alle loro conseguenze. Non basta esprimere solidarietà quando le difficoltà sono già esplose: bisogna prevenire, coordinare gli interventi e utilizzare tempestivamente gli strumenti disponibili. Agricoltori, autotrasportatori e ambulanti non chiedono compassione, ma la possibilità di continuare a lavorare senza vedere compromessi i propri redditi e il futuro delle proprie attività. La solidarietà è un dovere, prevenire le crisi e trovare soluzioni concrete è una responsabilità politica”.